La gioia cristiana è ordinata, non scomposta, nasce dalla grazia. San Paolo ammonisce: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo» (Rm 12,2) e quale mentalità più conforme allo spirito del mondo di quella che legittima, per alcuni giorni, ciò che normalmente sarebbe giudicato inopportuno?
La gioia cristiana è ordinata, non scomposta, nasce dalla grazia. San Paolo ammonisce: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo» (Rm 12,2) e quale mentalità più conforme allo spirito del mondo di quella che legittima, per alcuni giorni, ciò che normalmente sarebbe giudicato inopportuno?
Alla vigilia della Quaresima, la Croce torna a imporsi come parola scomoda e ineludibile. In un tempo che preferisce un cristianesimo rassicurante e privo di attrito, l’articolo richiama con franchezza il cuore del Vangelo: non c’è salvezza senza sacrificio, né sequela senza rinnegamento di sé.
«Ma ecco la festa e l’allegria, l’ammazzar di buoi, e lo scannar di pecore, saziarsi di vivande e ubriacarsi di vino: “Mangiamo e beviamo, che domani si muore”. Ma il Signore degli eserciti ha rivelato alle mie orecchie che questo peccato non vi sarà rimesso fino alla vostra morte» (Is 22, 13-14)
11 febbraio 1858, Massabielle, Lourdes. Una Signora vestita di bianco, con una cintura azzurra e una rosa dorata su ciascun piede appare a Bernedette Soubirous. Chi era questa giovane di 14 anni?

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