Tra le sue mani stringeva la corona del Santo Rosario e, grano dopo grano, lasciava scorrere le Ave Maria come chi impugna un’arma silenziosa contro il male del mondo.
Tra le sue mani stringeva la corona del Santo Rosario e, grano dopo grano, lasciava scorrere le Ave Maria come chi impugna un’arma silenziosa contro il male del mondo.
Il 9 marzo 2026 un sacerdote maronita, padre Pierre Al-Rahi, è stato ucciso a Qlayaa, nel sud del Libano, durante un doppio raid israeliano mentre soccorreva un civile ferito. Aveva rifiutato l'ordine di evacuazione. La sua morte non è un fatto isolato: si inscrive in una storia di conflitti stratificati, crisi istituzionale e bombardamenti che da anni erodono la presenza cristiana in una delle terre in cui il cristianesimo ha radici più antiche.
Nel mese di marzo assume centralità la devozione al Padre Putativo di Gesù, San Giuseppe. Dalle sue virtù, contemplate e imitate dal popolo cristiano, nascono e si diffondono nel tempo diverse pie pratiche. Tra queste si colloca la devozione al Cingolo di San Giuseppe. Capiamo di cosa si tratta.
In un’epoca in cui la vita cristiana rischia di essere vissuta come un peso o come qualcosa di lontano dalla quotidianità, la figura di San Domenico Savio rappresenta un faro di luce e speranza, soprattutto per i giovani. Nato nel 1842 a Riva presso Chieri, Domenico visse solo 14 anni, ma la sua breve esistenza fu colma di impegno, gioia e santità. Sotto la guida di San Giovanni Bosco, all’oratorio di Valdocco, Domenico imparò a vivere una fede autentica, fatta di preghiera, amicizia e servizio.

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