Cultura Cattolica

Notre Dame de La Salette: l’aut aut della Vergine al mondo

In occasione del 180mo anniversario delle apparizione di Notre Dame de La Salette, riproponiamo questo articolo, da noi pubblicato alcuni anni fa sulla nostra rivista "Templum Domini"

Massimiliano Fissore

19 Settembre 2026

Sul far dei giorni che inauguravano la demonticazione, ovvero quel periodo dell’anno in cui i pascoli di alta montagna iniziavano a spopolarsi di quelle graziose creature ruminanti che per mesi avevano costellato i panorami alpini fra verdi declivi e rocciosi speroni, un evento del tutto sensazionale sconvolse la quiete di un piccolo paese delle alpi orientali francesi… un evento destinato a perturbare la cristianità intera.

Il 19 settembre 1846 era un sabato, due pastorelli conosciutisi pochi giorni prima per un fortuito caso di sostituzione di un loro coetaneo ammalatosi, decisero di salire al pascolo insieme, con i rispettivi greggi da sorvegliare. Si chiamavano Mélanie Calvat e Maximin Giraud, rispettivamente di 15 e di 11 anni, entrambi originari di Corps e quel giorno lo avrebbero ricordato per sempre.

Alle tre del pomeriggio, nei pressi della località “ravin de la Sezia”, i due ragazzi videro comparire su una roccia un globo di fuoco dalla quale apparve una donna bellissima, abbigliata secondo i costumi locali, seduta con i gomiti sulle ginocchia e le mani sul volto, in lacrime. Ella gli fece cenno di avvicinarsi e di non aver paura poiché aveva delle cose da dir loro. Portava un crocifisso particolarissimo, con appesi un martello e una tenaglia, e da esso scaturiva tutto intorno una grandiosa luce in cui si intravedevano delle bellissime rose. Ma la magnificenza della visione non s’accompagnava ad un clima di gioia; per tutto il tempo del dialogo la donna non smise un istante di lacrimare e di essere in profonda tristezza, parlando loro sia in francese sia nel dialetto locale (il patois) di eventi futuri e di ammonizioni per i popoli della terra.

Ai giovani pastorelli la Madonna inizialmente parlò dell’impossibilità da parte sua di trattenere ulteriormente il braccio del suo Divin Figlio, ormai al limite per le continue bestemmie degli uomini e per l’incapacità dei medesimi di pregare, in particolare nel dedicargli almeno la domenica. Ella mostrò loro come i guasti nei raccolti passati del loro paese non erano imputabili ad eventi naturali casuali, bensì alla non preghiera, alla vita umana senza spazio per Dio, alla bestemmia e li ammonisce anche sugli eventi futuri che di li a poco avrebbero afflitto la vita della comunità locale: 

Voi non capite, figli Miei, ve lo dirò in altro modo: se avete del grano, non seminatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che maturerà cadrà in polvere al momento della battitura. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti dai tremiti e moriranno tra le braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l’uva marcirà.

Inutile dire che quanto predetto prontamente avvenne, ed è confermato fra gli altri, anche dal noto storico Vittorio Messori che nelle sue ricerche ebbe modo di comprovare come l’anno successivo alle apparizioni si contraddistinse per la comparsa di carestie e malattie delle piante, in particolare dell’uva (l’oidio).

Ma l’apparizione mariana di La Salette andò oltre a semplici rivelazioni di portata geograficamente e temporalmente molto limitate al contesto dei due pastorelli. La Madonna proseguì lasciando a ciascuno di loro un differente messaggio (l’uno non poteva udir il messaggio dell’altra e viceversa). Di esso vi è stata una prima versione del 1879, pubblicata con l’imprimatur del vescovo di Lecce, mons. Luigi Zola ma la Santa Sede la inserì con un decreto del 9 maggio 1923 nell’Indice dei Libri Proibiti in quanto tale versione, assieme ad altre comparse in quel periodo, risultava essere stata manipolata al fine di attaccare la Chiesa. È per un caso fortuito, avvenuto nel 1999 grazie agli studi di Padre Michel Corteville che presso gli archivi della Congregazione per la Dottrina della Fede si rinvennero i documenti originali con il testo autentico della profezia datati 1851, con sigillo del Vescovo di Grenoble Philibert de Bruillard, inviati a Sua Santità Pio IX e recepiti ufficialmente dal Card. Lambruschini, Segretario di Stato. I testi sono i seguenti:

A Mélanie:

Segreto che mi ha dato la Santa Vergine sulla Montagna di La Salette il 19 settembre 1846.

Melania, sto per dirti qualcosa che non dirai a nessuno. Il tempo della collera di Dio è arrivato, se, quando avrai detto ai popoli ciò che ho detto adesso e che ti dirò di dire ancora; se, dopo ciò, essi non si convertiranno, non si farà penitenza e non si cesserà di lavorare la domenica e si continuerà a bestemmiare il santo nome di Dio, in una parola, se la faccia della terra non cambia, Dio si vendicherà contro il popolo ingrato e schiavo del demonio. Il mio Figlio sta per manifestare la sua potenza.

Parigi, questa città macchiata da ogni sorta di crimini, perirà infallibilmente, Marsiglia sarà distrutta in poco tempo. Quando queste cose succederanno, il disordine sarà completo sulla terra; il mondo si abbandonerà alle sue empie passioni.

Il Papa sarà perseguitato da ogni parte, gli si sparerà addosso, lo si vorrà mettere a morte, ma non gli potranno far nulla. Il Vicario di Dio trionferà ancora una volta.

I sacerdoti, i religiosi e i vari servi del mio Figlio saranno perseguitati e molti moriranno per la fede in Gesù Cristo. Regnerà in quel tempo una grande fame.

Dopo che saranno avvenute tutte queste cose, molte persone riconosceranno la mano di Dio su di loro e si convertiranno e faranno penitenza dei loro peccati.

Un grande re salirà sul trono e regnerà per alcuni anni.

La religione rifiorirà e si spanderà su tutta la terra e la fertilità sarà grande, il mondo, contento di non mancare di nulla, ricomincerà con i suoi disordini e abbandonerà Dio e si darà alle sue passioni criminali.

Vi saranno anche dei ministri di Dio e delle spose di Gesù Cristo che si abbandoneranno al disordine e questa sarà una cosa terribile; infine un inferno regnerà sulla terra: sarà allora che nascerà l’Anticristo da una religiosa, ma guai ad essa; molte persone gli crederanno perché si dirà venuto dal cielo, guai a coloro che gli crederanno; il tempo non è molto lontano, non passeranno due volte 50 anni.

Figlia mia, tu non dirai ciò che ti ho detto, non lo dirai a nessuno, se devi dirlo un giorno, tu non dirai quello che riguarda ciò, in definitiva non dirai più nulla finché non ti dico di dirlo.

Prego il nostro Santo Padre il Papa di darmi la sua Santa Benedizione.

Melania Mathieu, pastorella de La Salette.
Grenoble, 6 luglio 1851.

A Maximin:

Il 19 settembre 1846 noi abbiamo visto una bella Signora. Noi non abbiamo detto che quella signora fosse la Santa Vergine, ma abbiamo sempre detto che era una bella Signora. Io non so se fosse la Santa Vergine o un’altra persona, ma oggi credo che fosse la Santa Vergine. Ecco ciò che quella Signora mi ha detto.

“Se il mio popolo continua, ciò che sto per dirti arriverà più presto, se cambia un poco, sarà un po’ più tardi. La Francia ha corrotto l’universo, un giorno sarà punita. La fede si spegnerà in Francia: tre parti della Francia non praticheranno più la religione o quasi. L’altra parte la praticherà ma non bene.

Poi, dopo di ciò, le nazioni si convertiranno e la fede si riaccenderà dovunque. Un grande paese dell’Europa del Nord, ora protestante, si convertirà e con il sostegno di questo paese anche le altre nazioni del mondo si convertiranno.

Prima che questo accada si verificheranno grandi turbamenti nella Chiesa e ovunque. Poi, dopo di ciò, il Santo Padre, il papa, sarà perseguitato. Il suo successore sarà un pontefice che nessuno si aspetta.

Poi, dopo di ciò, giungerà una grande pace, ma non durerà a lungo. Un mostro verrà a turbarla.

Tutto quello che vi dico accadrà nel prossimo secolo o al più tardi negli anni duemila”.

Massimino Giraud
(Ella mi ha detto di dirlo qualche tempo prima).

Mio Santo Padre, la vostra benedizione ad una delle vostre pecore.
Grenoble, 3 luglio 1851.

Dopo aver rivelato loro quanto riportato ed avergli ricordato che la conversione degli uomini avrebbe portato le pietre e le rocce a mutarsi in mucchi di grano e le patate a nascer spontaneamente nei campi, Maria proseguì maternamente chiedendo loro quanto pregassero e intimando loro di recitare almeno un Pater e un’Ave al giorno, nonché di frequentare la messa, specialmente quella domenicale, e rispettare l’astinenza quaresimale dalle carni. Dopodiché, dopo aver rammentato a Maximin un episodio del grano guasto che nessuno a parte lui e suo padre potevano conoscere, la Madonna si elevò verso il cielo, tutta luminosa, con un ultimo accorato appello circa il messaggio lasciato loro: “Ebbene, figli Miei, lo farete conoscere a tutto il popolo. Andiamo, figli Miei, fatelo conoscere a tutto il popolo”.

Ciò che colpisce dei messaggi di La Salette non è tanto la congruenza epifanica fra le parole di questi due piccoli pastorelli analfabeti con altre profezie di mistici e veggenti cattolici, è ben noto infatti come Maria Santissima si serva spesso anche di persone di umili origini, poco letterate, per lasciare un segno inequivocabile della natura extra-umana di quanto rivelato per bocca di chi tali conoscenze non può possedere, è invece la natura temporale, riconosciuta dalla Chiesa seppur con mille peripezie, ben definita. “Non passeranno due volte 50 anni” e “Tutto quello che vi dico accadrà nel prossimo secolo o al più tardi negli anni duemila” danno un orizzonte temporale molto chiaro che ben si inserisce in quella che può definirsi come accelerazione degli avvertimenti divini avvenuta dal XIX secolo in poi per indurre l’uomo a convertirsi e a seguire l’esempio di Ninive (cfr Libro di Giona): le visioni di Papa Leone XIII, le apparizioni di Fatima, di Tre Fontane a Roma, della beata Elena Aiello, i discussi messaggi di Medjugorje, e molti altri meno noti. Comprendere ciò significa comprendere l’elemento fondamentale di gran parte degli interventi celesti di questo genere: invitare alla conversione per scampare il castigo e ottenere le grazie divine. Si tratta dunque di un vero e proprio aut aut: o l’umanità inizia a rigar dritto o il braccio del Divin Figlio non potrà più esser trattenuto dalla materna bontà della Vergine, con la conseguenza che la Giustizia di Dio inizierà a battere cassa. 

I tempi sono i nostri, il secolo è passato, gli anni duemila sono i tempi correnti e il mondo non è cambiato. Nonostante le esortazioni accorate della Madre si siano ripetute a Fatima, dove ella ha ribadito i medesimi concetti, alle medesime figure, dei pastorelli, l’umanità ha proseguito per la sua strada corrotta. Certo, qualcosa in senso buono è stato compiuto (la Russia è stata consacrata ad esempio) ma è lecito ritenere che ciò, in mancanza di un vero cambiamento radicale da parte dell’uomo e delle sue istituzioni, non abbia fatto altro che spostare di appena qualche minuto le lancette di quel pendolo che attende di scoccare la mezzanotte, l’arrivo di quel giorno annunziato da una rosa di voci celesti e di spiriti illuminati che porterà un ritorno all’ordine naturale della terra. Peccato che non sarà piacevole per nulla.

Questo articolo è tratto da
Templum Domini 16 | Gennaio-Febbraio 2023

© ECCLESIA DEI

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