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Dieci Comandamenti

Oltre ad adulterio e divorzio, altri peccati impuri contro il sesto comandamento sono: le unioni civili, le libere convivenze ed i rapporti prematrimoniali.
Il primo gruppo di peccati contro il sesto comandamento offende direttamente la santità del matrimonio. In particolare, essi sono: l’adulterio, il divorzio, le unioni civili, le libere convivenze ed i rapporti prematrimoniali.
Il sesto comandamento –«non commettere atti impuri» – intende preservare da un lato la santità dell’amore umano atto alla trasmissione della vita, dall’altro la santità del corpo umano in quanto tempio dello Spirito Santo.
Come accennavamo, le offese contro il quinto comandamento non sono terminate ed è per questo che oggi ci proponiamo di proseguire nell’analisi delle mancanti fattispecie di peccato: il suicidio, l’eutanasia, l’eccesso nei vizi e le offese verso il prossimo.
«Avete inteso che fu detto agli antichi: non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.»
«Onora tuo padre e tua madre, affinché siano lunghi i tuoi giorni sopra la terra che il Signore tuo Dio ti dà». (Es 20, 12).
«Ricordati di santificare il giorno di riposo. Per sei giorni lavorerai e farai tutte le tue faccende, ma il settimo giorno è riposo per il Signore tuo: in questo giorno non farai lavoro alcuno.» (Es 20, 8-11)
Occupandoci del secondo comandamento, abbiamo visto come esso ci obblighi a rispettare il nome santo di Dio, astenendoci da qualsiasi tipo di bestemmia. Tuttavia, esso vieta anche il falso giuramento e ci impone una certa prudenza nel formulare i voti.
Avendo terminato il mese scorso il nostro approfondimento sul primo comandamento, proseguiamo ora con un’analisi, la più esauriente possibile del secondo, che recita: «Non nominare il nome di Dio invano».
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