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Gesù Cristo Portatore dell’Acqua Viva

Una riflessione cristiana sul New Age.

II 7 febbraio 2003 il cardinale Paul Joseph Jean Poupard e l’arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, in qualità, rispettivamente, di Presidente del Pontificio consiglio della cultura e di Prefetto del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, pubblicarono congiuntamente il documento Gesù Cristo Portatore dell’Acqua Viva, Una riflessione cristiana sul New Age, vale a dire su quel movimento la cui religiosità, fatta di tutta una serie di elementi importati dalle filosofie e religioni orientali, esercita una forte attrazione su alcuni cristiani, facendoli però in questo modo deviare dalle forme ortodosse del credere. Non che la meditazione sia estranea al Cattolicesimo: per limitarci solo a qualche esempio, al versetto ottavo del capitolo primo del Libro di Giosuè troviamo scritto Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma meditalo giorno e notte, il filosofo e teologo domenicano San Tommaso d’Aquino parlò della meditazione come di una necessità per la devozione e, infine, il santo frate francescano Pio da Pietrelcina sempre ha sostenuto che Mediante lo studio dei libri si cerca Dio, con la meditazione lo si trova. Il sacerdote francese Jean Vernette così definisce i Movimenti della New Age nel Grande dizionario delle Religioni: I movimenti della New Age, come un grande fiume fluido dalle molteplici ramificazioni, rappresentano una forma tipica di sensibilità religiosa contemporanea, come una nuova religiosità che riveste molti caratteri della Gnosi eterna. Gesù Cristo Portatore dell’Acqua Viva è strettamente collegato a due documenti precedenti, la Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Meditazione cristiana, data alle stampe, con l’approvazione di San Giovanni Paolo II, dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Joseph Ratzinger, il 15 ottobre 1989, e il discorso del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II Ai vescovi statunitensi dell’Iowa, del Kansas, del Missouri e del Nebraska in visita ad limina apostolorum, del 28 maggio 1993: entrambi i testi parlano con forza dell’inconciliabilità ontologica di Cattolicesimo e di New Age, nonostante la possibile potenza attrattiva esercitata da quest’ultimo, dato che accettare anche solo una pratica delle nuove forme di religiosità significa fare proprio, magari solo implicitamente, ma tale carattere implicito non è scusante, tutto il retroterra culturale e ciò è ovviamente inaccettabile per un autentico cattolico. Il documento è tripartito: anzitutto una premessa, sulla natura provvisoria e bisognosa di ulteriori approfondimenti dello studio, quindi un corpo centrale in sei capitoli, divisibili in due gruppi, con i primi due capitoli che analizzano il New Age come tendenza culturale complessa e ne esplicitano i fondamenti e con i successivi quattro capitoli dedicati a dare indicazioni per la ricerca in paragone con il messaggio cristiano e pastorali, infine la conclusione, composta da appendice, sul glossario e sui luoghi del New Age, risorse, con i documenti della Chiesa Cattolica, e bibliografia generale. Il New Age sta sempre più penetrando all’interno della nostra religione, non per l’opera di fedeli magari non completamente consapevoli di ciò che fanno, ma, cosa ben più grave, per l’azione di sacerdoti che, mettendo da parte Scrittura e Tradizione, offrono corsi di Rei Ki e di Yoga, ben poco purificati dai loro contenuti orientali ereticheggianti, come karma e reincarnazione. L’auspicio e la preghiera, in conclusione di contributo, è che tutti i cattolici, consacrati e laici, abbandonino le varie forme di New Age, tutte ugualmente panteistiche e immanentistiche, per ritornare alla fede cattolica toto corde, ricordando che in essa è possibile trovare risposte a tutte le domande che si possono presentare nella vita di un uomo e che extra Ecclesiam nulla salus.

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