Pierfranco Di Zio

Redattore Servizio di Teologia. Diplomato nel 2023 presso il Liceo Scientifico Galilei di Pescara, di cui è stato rappresentate di istituto e di consulta provinciale. Attualmente studente di giurisprudenza presso l’università Luiss di Roma
L’articolo, facendo seguito alla prima parte in cui si è affermato il nascondimento di Dio, intende esporre le ragioni di tale nascondimento.
L’articolo introduce il concetto di Deus Absconditus, mostrando come la Chiesa riconosca da sempre la dimensione di profondo mistero e di essenziale nascondimento mediante cui Dio si relaziona all'uomo. Seguirà un successivo articolo sulle ragioni teologiche di questo stesso mistero.
L’articolo, facendo seguito alla prima parte in cui si è affermato il nascondimento di Dio, intende esporre le ragioni di tale nascondimento.
L’articolo introduce il concetto di Deus Absconditus, mostrando come la Chiesa riconosca da sempre la dimensione di profondo mistero e di essenziale nascondimento mediante cui Dio si relaziona all'uomo. Seguirà un successivo articolo sulle ragioni teologiche di questo stesso mistero.
Si conclude la serie di articoli sui peccati contro lo Spirito Santo con l’analisi dell’ultima specie.
Prosegue la serie di articoli relativi alla bestemmia contro lo Spirito. Si analizza in particolare la sua quinta specie.
Prosegue l’analisi dei sei peccati contro lo Spirito Santo. L’articolo si dedica al quarto di essi, che è l’invidia della grazia altrui. La seconda parte dell’articolo approfondisce, invece, il rapporto fra scisma e invidia.
Abbiamo già analizzato in cosa consistono i peccati contro lo Spirito Santo e, nello specifico, il primo di essi: la disperazione della salvezza. Ci dedichiamo ora al secondo, ossia alla presunzione di salvarsi senza merito.
Un'analisi, a livello generale, della «bestemmia contro lo Spirito» e l’imperdonabilità ad essa legata, come introduzione ad una trattazione più specifica.
Alcuni sembrano aver confuso chiesa e palestra: ma la salute che noi cerchiamo non è di quel tipo.
Senofane disse correttamente che, così come noi ci immaginiamo gli dèi in forma umana, ugualmente i buoi li immaginerebbero a forma di buoi, e le galline a forma di galline, e i cavalli a forma di cavalli, e così via.
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