La Chiesa fu voluta e concepita da Cristo

La Chiesa fu voluta e concepita da Cristo

La Chiesa, intesa come Corpo Mistico di Cristo, non può morire, perché il suo Capo lo ha promesso, e perché il Capo suo non può morire. Il cristiano ama la Chiesa, perché Cristo l’amò, “la santificò dopo averla purificata nell’acqua battesimale, con la parola, per far apparire questa Chiesa gloriosa davanti a lui, senza macchia né ruga o alcuna cosa simile, ma santa e immacolata”, come ci dice S. Paolo.
La Chiesa, intesa come Corpo Mistico di Cristo, non può morire, perché il suo Capo lo ha promesso, e perché il Capo suo non può morire. Il cristiano ama la Chiesa, perché Cristo l’amò, “la santificò dopo averla purificata nell’acqua battesimale, con la parola, per far apparire questa Chiesa gloriosa davanti a lui, senza macchia né ruga o alcuna cosa simile, ma santa e immacolata”, come ci dice S. Paolo.

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La Chiesa, intesa come Corpo Mistico di Cristo, non può morire, perché il suo Capo lo ha promesso, e perché il Capo suo non può morire. Il cristiano ama la Chiesa, perché Cristo l’amò, “la santificò dopo averla purificata nell’acqua battesimale, con la parola, per far apparire questa Chiesa gloriosa davanti a lui, senza macchia né ruga o alcuna cosa simile, ma santa e immacolata”, come ci dice S. Paolo.

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Uno degli argomenti principali addotti dalla teologia e dalla apologetica cattolica, in difesa della autenticità della Chiesa di Cristo, del suo mandato divino che la rende unica vera Chiesa di Dio, è l’asserto della fondazione della stessa ad opera di Gesù Cristo.

La Chiesa, intesa come Corpo Mistico di Cristo, non può morire, perché il suo Capo lo ha promesso, e perché il Capo suo non può morire. Il cristiano ama la Chiesa, perché Cristo l’amò, “la santificò dopo averla purificata nell’acqua battesimale, con la parola, per far apparire questa Chiesa gloriosa davanti a lui, senza macchia né ruga o alcuna cosa simile, ma santa e immacolata”, come ci dice S. Paolo.

“[…] bisogna considerare la Chiesa prima di tutto traverso la volontà di Cristo nella sua vita mortale, che prima di morire per la sua salvezza, visse per lei. Essa non fu mai assente dal pensiero di Lui, che mai cessò di prevederla, di volerla e di realizzarla, stabilizzarla, formarla tanto nell’anima come nel gruppo dei suoi primi discepoli. Religioso perfetto del Padre suo, nell’apparente solitudine della sua preghiera trascendente, egli era nello stesso tempo l’educatore più deciso e il più chiaroveggente fondatore. La sua visione delle cose eterne non gl’impediva di prevedere i tempi futuri e di collocarvi la sua istituzione; Pietro, Giacomo, Giovanni e gli altri l’avrebbero prolungata in due modi: all’intemo, perchè tutto quello che il Padre aveva dato a lui, egli lo avrebbe dato a loro; all’esterno, perché succedendogli lo sostituissero nel mondo e perchè essi lo avrebbero compromesso a seconda che avessero agito bene o male. Perciò avrebbe dovuto proteggerli comunicando loro il suo Spirito, dopo aver legato ad essi tutti i suoi diritti, tutti i suoi poteri, tutti i privilegi che essi potevano portare. Questa fu all’origine l’ambizione legittima e illimitata che ben presto si chiamò cattolicesimo”.

L’istituzione della Chiesa è un evento predestinato, che Dio ha accuratamente pensato all’interno del progetto dell’economia di redenzione. Sicuramente, quando pensiamo alla fondazione della Chiesa, non dobbiamo ricondurci ad un atto solenne, e non abbiamo un documento di fondazione, in cui tale atto sia stato fissato o reso a protocollo.

Tuttavia, la Chiesa è cresciuta nel corso della vita di Gesù, secondo la sua volontà creatrice. Questo aspetto trova una doppia applicazione: sia per quanto riguarda la società visibile, sia per quanto riguarda l’anima della Chiesa. Ogni azione di Cristo è un mattone della Chiesa. Ma ci sono delle azioni particolari, che delineano chiaramente questa volontà di Gesù. Sono azioni importanti, perché rivelano in modo particolare la sua volontà relativa alla Chiesa. Queste azioni sono: la vocazione dei discepoli, la vocazione dei dodici, la missione dei dodici, i dodici in quanti apostoli, S. Paolo in quanto apostolo, il potere di legare e sciogliere, il potere di rimettere i peccati, il mandato missionario, la successione apostolica e la vocazione di Pietro. Alcuni di questi aspetti li affronteremo nei prossimi articoli.


Bibliografia essenziale:

Matth. 16, 18; 28, 18-20.
Ef., 5, 26-27.
Mons. M. Schmaus, Dogmatica Cattolica, III/1: La Chiesa, Ed. Marietti. 1959.
Enciclopedia Apologetica, C. VI, I, §1., ed. Paoline, 1954.

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