Maria di Magdala: da peccatrice ad Apostola degli Apostoli

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Maria di Magdala è una delle figure femminili più importanti e cruciali di tutta quanta la narrazione biblica. Per secoli, una lettura stratificata della tradizione (a partire da una celebre omelia di Papa Gregorio Magno) ha sovrapposto la figura di Maria di Magdala a quella di Maria di Betania e alla peccatrice anonima di Luca, oscurandone il profilo di discepola autonoma.

Tuttavia, l’esegesi moderna ha disgiunto le due figure riconferendo a Maria di Magdala la sua dignità di discepola autonoma e di “Apostola Apostolorum”. Tale titolo di per sé sintetizza e rende chiaro il ruolo di questa donna coraggiosa, fragile e forte nella fede che ben esprime la natura e la missione della Chiesa, Maria di Magdala è nondimeno la prima testimone della Resurrezione del Signore (cf. Gv 20,11-18). Oltre ciò, segue fedelmente Gesù dalla Galilea a Gerusalemme e resta ai piedi della croce, presenzia alla sepoltura e alla deposizione nel sepolcro (cf. Mc 15,40; Mt 27,61; Lc 8,1-3). Detto questo, bisogna dire che Maria di Magdala, così come ogni credente in Cristo, ha fatto un vero e proprio cammino di conversione che da peccatrice l’ha resa la discepola degli Apostoli. Questo tipo di itinerario esistenziale mostra in tutta la sua evidenza il valore educativo della Parola di Dio data in questo caso dall’incontro con Gesù e il potere catartico e trasformativo della Grazia di Dio. Quando Dio attrae a sé e dona all’essere umano la facoltà di fare esperienza della fede, questo fatto non rende statici e immobili, ma produce frutto concreto nella vita di chi fa questa esperienza. Maria di Magdala viveva alla stregua del suo tempo, era trascinata dagli eventi e dalle situazioni che la circondavano: emarginazione, povertà, dissolutezza, oppressione da parte dei Romani.

«‘Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?’ Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra.  E siccome continuavano a interrogarlo, egli si alzò e disse loro: ‘Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei’. E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra.  Essi, udito ciò, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo.  Gesù, alzatosi, le disse: ‘Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?’ Ella rispose: ‘Nessuno, Signore’. E Gesù disse: ‘Neppure io ti condanno; va’ e da ora in poi non peccare più’».

(Gv 8,4-11)

Sebbene il Vangelo non identifichi esplicitamente la donna di Gv,8 con la Maddalena, questo episodio è per noi icona del modo in cui Gesù trasforma la vita di tutti coloro che lo incontrano. 

Il perdono nella Bibbia è una cosa seria. Gesù riabilita molto probabilmente Maria di Magdala in questo episodio, ma la invita a non ripetere lo stesso errore. Vi è una distinzione chirurgica tra il peccato in sé (il male) e la peccatrice (la donna-discepola). Giustificare il male è grave, esercitare misericordia e invitare al bene è santificante.

Gesù a Maria Maddalena le cambia la vita e le dona uno “Sguardo nuovo”, le offre una lettura della realtà differente e così che questa donna, man mano, ricostruisce il cocci della sua esistenza, prende in mano le redini della sua vita e incomincia un nuovo percorso che la porterà al sepolcro vuoto, indice della sua maturità spirituale. Essere la prima testimone della Resurrezione non è un privilegio isolato poiché- come sappiamo- il Dio della Bibbia non fa preferenze, ma è il frutto di un percorso durato una vita. La conversione è un inizio senza fine. Maria ha seguito Gesù, ha sperimentato in prima persona il sapore del suo insegnamento soave, ha visto e toccato con mano il Verbo della Vita operare tra l’umanità. Ciò significa che Maria è partita da una condizione esistenziale precaria, fragile, immatura per poi crescere man mano che seguiva Gesù e ascoltava il Suo insegnamento, vedeva la coerenza tra l’essere e l’agire del Signore e, nel frattempo, la grazia germogliava in lei, metteva radici solide e essa si purificava e santificava fino a quando l’Eterno la chiamerà per nome ed essa lo riconoscerà. Un dettaglio sorprendente è che lei inizialmente, secondo lo scritto giovanneo, non lo riconosce Gesù. Tuttavia, non appena Gesù la chiama per nome lei lo riconosce. Dio conosce ognuno di noi nel profondo: il chiamarci per nome indica il fatto che Dio si manifesta nella nostra esistenza toccando i nodi più intimi e profondi del nostro “io”, al fine di renderci – come insegna la Scrittura- donne e uomini nuovi, irradiati dalla Grazia, capaci di “trasfigurare” le realtà temporali secondo i dettami del Cielo. Ecco che la figura di Maria di Magdala risulta essere un vero e proprio modello e paradigma della fede soprattutto nel nostro tempo dove la figura della donna anche all’interno della Chiesa fa tendenza, suscita opinioni. La Bibbia, contrariamente a quanto si afferma, ha da sempre tutelato e promosso la figura della donna e Santa Maria Maddalena ne è una prova inconfutabile!  

«Ed essi le dissero: ‘Donna, perché piangi?’. Rispose loro: ‘Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto’. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: ‘Donna, perché piangi? Chi cerchi?’. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: ‘Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo’. Gesù le disse: ‘Maria!’. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: ‘Rabbunì!’, che significa: Maestro!. Gesù le disse: ‘Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro’. Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: ‘Ho visto il Signore’ e anche ciò che le aveva detto».

(Gv 20,13-18)

La vita senza Dio è triste e buia e, come Maria di Magdala, rende miopi. Dio passa accanto e dietro di noi o davanti ai nostri occhi, ma noi non siamo capaci di riconoscerlo perché i nostri sensi sono spesso offuscati, annebbiati dal caos circostante, dalle brutture che ci circondano, dai “filtri sporchi” con cui non di rado leggiamo noi stessi e il mondo. 

Santa Maria di Magdala ci ricorda che è fondamentale per il nostro cammino di conversione, per la nostra nascita in Cielo, ascoltare, apprendere l’insegnamento di Gesù e farlo germogliare nella nostra interiorità così da crescere, svegliarci ed essere capaci di intercettare Dio nella nostra vita. Così facendo, anche noi come Maria possiamo “correre incontro ai fratelli” e dire loro: Dio c’è! Io l’ho Visto! Si manifesterà anche nella tua vita e tu non sarai più triste! Saprai che la morte non è l’ultima parola della storia, saprai che l’amore vince sempre e la storia nonostante i suoi orrori è guidata da Dio e perciò orientata alla salvezza! 

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