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SANTI

San Celestino V

San Celestino V (al secolo Pietro Angelerio detto Pietro di Morrone),
192º Papa della Chiesa cattolica; nacque in Molise probabilmente a Isernia
o a Sant’Angelo Limosano (Campobasso) fra il 1209 ed il 1215, da una famiglia di modesti contadini.



 

Don Riccardo Pecchia  |  19 Maggio 2021  |  Tempo di lettura: 3 minuti

 

SANTI

San Celestino V

San Celestino V (al secolo Pietro Angelerio detto Pietro di Morrone), 192º Papa della Chiesa cattolica; nacque in Molise probabilmente a Isernia o a Sant’Angelo Limosano (Campobasso) fra il 1209 ed il 1215, da una famiglia di modesti contadini.

Don Riccardo Pecchia
19 Maggio 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

 

San Celestino V (al secolo Pietro Angelerio detto Pietro di Morrone), 192º Papa della Chiesa cattolica; nacque in Molise probabilmente a Isernia o a Sant’Angelo Limosano (Campobasso) fra il 1209 ed il 1215, da una famiglia di modesti contadini. Da giovane, per un breve periodo, soggiornò presso il monastero di Santa Maria in Faifoli (Campobasso). Mostrò una straordinaria predisposizione all’ascetismo e alla solitudine, ritirandosi nel 1239 in una caverna isolata sul Monte Morrone (L’Aquila). Nel 1240 si trasferì a Roma, presso il Laterano, dove studiò fino a prendere gli ordini sacerdotali. Lasciata Roma, nel 1241 ritornò sul Monte Morrone, in un’altra grotta, presso la piccola chiesa di Santa Maria di Segezzano. Dopo avere costituito una congregazione denominata “dei frati di Pietro da Morrone”, Pietro nel 1273 si reca a Lione (Francia), qui stanno per cominciare i lavori del Concilio di Lione II deciso da Gregorio X. Lo scopo di Pietro è quello di impedire che il suo ordine monastico venga soppresso. Il 4 aprile 1292, muore papa Niccolò IV, e poco dopo si riunisce il conclave per l’elezione del nuovo pontefice. Il numero ridotto di porporati, solo 12, non riesce a ottenere i voti necessari per diventare papa. Sopravvenne un’epidemia di peste che indusse allo scioglimento del Conclave. Passò più di un anno prima che il Conclave potesse nuovamente riunirsi. Finalmente si riuscì a trovare una soluzione condivisa, stabilendo la nuova sede nella città di Perugia; era il 18 ottobre 1293. I porporati, però, non riuscivano ad eleggere il nuovo papa. Solo il 5 luglio 1924 che il Conclave nomina, dopo 27 mesi dalla morte di Niccolò IV, Pietro Angelerio del Morrone come nuovo papa. La scelta ricade su di lui anche perché la figura di un monaco eremita estraneo alle politiche della Santa Sede e totalmente digiuno di esperienze di governo serve, a rassicurare le monarchie europee, e dall’altro la popolazione, desiderosa di una guida spirituale.
Pietro riceve la notizia dell’elezione da tre ecclesiastici, saliti sul Monte Morrone per dargli l’annuncio. Quando i messi si inginocchiano davanti a lui, Pietro si prostra con umiltà e fissando il crocifisso, appeso alla parete, inizia a pregare. Solo dopo una lunga meditazione, dichiara di accettare l’elezione. Pietro, in sella a un asino, si reca all’Aquila, dove il 29 agosto 1294 viene incoronato con il nome di Celestino V. Tra i suoi primi atti da pontefice c’è l’emissione della Bolla del Perdono, che concede l’indulgenza plenaria a tutti coloro che dopo essersi pentiti e confessati si recano nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila. Il 18 settembre Celestino V indice il suo primo (e ultimo) Concistoro, nel corso del quale nomina 13 nuovi. Lo scopo di queste nuove nomine è quello di riequilibrare il Sacro Consiglio. Dietro consiglio di Carlo d’Angiò, trasferì la sede della Curia da L’Aquila a Napoli fissando la sua residenza in Castel Nuovo, dove fu allestita una piccola stanza, dove egli si ritirava spesso a pregare e a meditare. Nel corso delle sue meditazioni, Celestino V giunge alla decisione di rinunciare al soglio pontificio, complici le difficoltà incontrate nell’amministrazione della Chiesa. Ecco che il 13 dicembre 1294 Celestino V legge la rinuncia all’ufficio di romano pontefice. Pochi giorni dopo la rinuncia di Celestino V, il nuovo pontefice Bonifacio VIII (Benedetto Caetani) ordina di controllare Pietro, per evitare che venga rapito dai suoi nemici. L’anziano monaco, venuto a saperlo, prova a scappare verso oriente, dopo aver fatto tappa sul Morrone, raggiunge Vieste e prova a imbarcarsi per la Grecia. Viene catturato a Santa Maria di Merino il 16 maggio 1295 e rinchiuso nella rocca di Fumone (Frosinone), di proprietà dei Caetani. Morì il 19 maggio 1296, a 87 anni.
 
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