Il Rosario secondo Padre Pio e don Dolindo Ruotolo

Il Santo Rosario è l’arma per il nostro tempo, la preghiera di Colui che trionfa su tutto e su tutti, il vessillo della vera Fede Cristiana contro l’apostasia, l’alveo del fiume di grazie che per Maria si riversano sulla terra. Padre Pio e don Dolindo ce lo insegnano con tutta la loro vita

Il Santo Rosario è l’arma per il nostro tempo, la preghiera di Colui che trionfa su tutto e su tutti, il vessillo della vera Fede Cristiana contro l’apostasia, l’alveo del fiume di grazie che per Maria si riversano sulla terra.

Padre Pio e don Dolindo ce lo insegnano con tutta la loro vita.

Dopo la Santa Messa la più grande e potente tra le preghiere e le forme di culto e di devozione è, senza dubbio, il Santo Rosario.

Così ci è stato rivelato dalla stessa Santissima Vergine Maria, Madre di Dio, in molteplici apparizioni, a cominciare da quelle al Beato Alano della Rupe, verso la metà del XV secolo, passando per quelle di Fatima del 1917.

Ella ha raccomandato con tanta premura ed insistenza la recita quotidiana del Rosario, come arma per i tempi durissimi di apostasia e persecuzione che sarebbero venuti, gli stessi in cui viviamo adesso, con un rinnegamento ed una corruzione della Fede Cattolica sempre più diffusi e radicati.

Proprio per questo motivo il demonio odia visceralmente il Rosario e lo osteggia con tanta ferocia, per i frutti stupefacenti di santità, di conversione e salvezza che ne scaturiscono.

Il Rosario è, infatti, la dolce catena che ci rannoda al Cielo, con un capo nelle nostre mani e l’altro in quelle della Santissima Vergine, attraverso cui si riversa sulla terra il fiume inesauribile delle grazie di Dio.

Diceva Santa Teresa di Gesù Bambino: «Finché il Rosario sarà recitato, Dio non potrà abbandonare il mondo, perché questa preghiera è potente sul suo cuore. Essa è come il fermento che può rigenerare la terra.

La dolce Regina del Cielo non può dimenticare i suoi figli che, senza interruzione, ripetono le sue lodi. Il Rosario sale come incenso ai piedi dell’Onnipotente. Maria lo rinvia subito come una benefica rugiada, che viene a rigenerare i cuori. Non c’è preghiera che sia più gradita a Dio del Rosario».

Naturalmente tutti i Santi hanno avuto un legame intenso con la preghiera del Rosario, esaltandolo e diffondendolo in tutto il mondo come autentica corona di salvezza e vessillo della vera fede cristiana.

In particolare vi sono stati sacerdoti che l’hanno tanto amato da meritare il titolo di “Prete del Rosario” o di “Apostolo del Rosario”.

Tra questi è impossibile non menzionare i grandi San Pio da Pietralcina e il Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, che al ritmo del Rosario hanno letteralmente scandito tutta la loro vita e il loro ministero sacerdotale.

Padre Pio riusciva a recitare in media cento rosari al giorno, cosa che sembrerebbe impensabile se non fosse stato egli stesso a dirlo e se non lo si fosse visto constantemente ed instancabilmente in preghiera con la santa corona nelle mani stigmatizzate.

Il Rosario lo accompagnava così praticamente per tutta la giornata, che a volte avrebbe voluto durasse quarantotto ore per poterne recitare il doppio.

Per mostrare la necessità e la potenza straordinaria del Rosario contro il demonio, riportiamo un episodio della giovinezza del Santo di Pietralcina.

Quando era giovane sacerdote, a San Giovanni Rotondo, una notte, in dormitorio, in un angolo dietro la tendina, un ragazzo del seminario sentì un rumore come di ferri che si contorcevano e Padre Pio gemere supplicando: “Madre mia, aiutami!”.

Il pomeriggio successivo, i ragazzi chiesero a Padre Pio il motivo di quei ferri contorti e dei suoi gemiti e il santo, alla fine, spiegò che uno dei giovani, preso da una tentazione di impurità, aveva invocato il suo aiuto.

Egli allora era subito ricorso al Rosario liberandolo dalla tentazione. Il demonio, perciò, in collera per la sconfitta subita, aveva voluto vendicarsi del Santo sacerdote, e lo aveva attaccato violentemente.

Un biografo di Padre Pio ha riportato queste sue parole: «Satana mira sempre a distruggere questa preghiera, ma non ci riuscirà mai: è la preghiera di Colui che trionfa su tutto e su tutti! È Lei che ce l’ha insegnata, come Gesù ci ha insegnato il Pater Noster».

E ancora il Padre Cappuccino Alberto d’Apolito, vissuto con lui, lo ha definito “Apostolo del Santo Rosario”, aggiungendo il racconto di una sua esperienza: « Padre Pio, nei nostri tempi, in cui si è cercato di dare il bando alla corona del Santo Rosario, definito, da molti sacerdoti, cantilena monotona e noiosa cianfrusaglia del Medioevo, è stato il più grande assertore e apostolo di questa dolcissima devozione alla Madre di Gesù. 

Egli diceva che il Rosario è: “Un dono meraviglioso della Madonna all’umanità”. Ci faceva intendere che la Mamma celeste nel Rosario ci ha donato tutta se stessa. La sua vita, la sua grazia, le sue opere, i suoi privilegi, i suoi meriti, ci sono infatti presentati nei quindici misteri come altrettanti bellissimi quadri da studiare e da contemplare… Il caro Padre così sintetizzò il contenuto teologale del Santo Rosario: “Questa preghiera e la sintesi della nostra Fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità”.

Padre Pio sapeva molto bene che la corona del Santo Rosario è un eccellente strumento di grazia, un elemento prezioso della vita interiore, un mezzo efficacissimo di elevazione spirituale. Aveva sempre nelle sue mani la corona benedetta recitando ininterrottamente senza mai stancarsi, giorno e notte, rosari e rosari. Si può dire che sui grani del Rosario egli abbia fatto scorrere ora per ora tutte le ansie e i dolori, le gioie e i tripudi, le angosce e i bisogni della sua anima e delle anime di milioni di figli spirituali. Non solo ha amato e recitato senza soste il Rosario ma egli se ne è fatto anche un fervido propagatore, difendendolo e raccomandandolo ai figli spirituali, ai Gruppi di Preghiera, ai fedeli e a quanti si avvicinavano a lui per la confessione, per consigli o per altri motivi. Soleva chiamare la corona del Santo Rosario “l’arma”…

Chiamava il Rosario anche “corona di grazie”. Con i Rosari egli faceva piovere dalle mani dell’onnipotente Madre di Dio e Mediatrice, torrenti di grazie per milioni di anime. La verità della Mediazione universale di Maria Santissima, che regge e governa tutto l’ordine soprannaturale della Grazia, trova in Padre Pio una conferma sperimentale splendidissima».

Non si può, infine, dimenticare la risposta data da San Pio, pochi giorni prima di morire, a chi gli chiedeva di lasciare un dono speciale, e che costituisce il suo testamento spirituale: «Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario».

Quali sublimi parole!

Parlando del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo egli diceva di essere “o vecchiariello d’a Madonna” (Il vecchierello della Madonna), alla quale aveva dedicato, per onorarla, il suo ultimo libro nella trilogia intitolata “Maria Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra”

É stato il suo estremo slancio d’amore verso la Beatissima Vergine, in un periodo in cui, prossimo alla morte, soffriva i dolori della paralisi al lato sinistro del corpo e dell’artrosi devastante, con il diavolo che pure lo tormentava percuotendolo.

Egli, però, teneva sempre sull’altare una statua della Madonna e trovava la sua forza unicamente nell’Eucarestia e nel Santo Rosario, dal quale non si separava mai; lo teneva sempre fra le mani e consigliava di recitarlo sempre, insieme al proprio angelo custode.

Aveva scritto: «Senza il Rosario chi avrebbe più ricordato i misteri della Redenzione? […] Noi, recitando il Rosario, riproduciamo le note d’amore sgorgate da Gesù e da Maria nei misteri della loro vita».

Un aiuto inestimabile alla meditazione dei Sacri misteri del Rosario ci è dato dalla sua opera Riflessioni sul Santo Rosario, nella cui presentazione questo santo sacerdote ha usato le seguenti mirabili parole: «Vi scrivo nella luce del Santo Rosario, preghiera che ci avvicina tanto al Signore e che è l’oggetto di una festa liturgica della Chiesa.

Alcuni si stupiscono di come una preghiera possa diventare l’oggetto di una festa, sembrando loro che l’oggetto di una festa è Dio, Maria Santissima o i santi. Eppure questa preghiera è Maria Santissima che viene incontro ai cristiani, come viene incontro loro a Lourdes, a Fatima, alle Tre Fontane. Anzi nel Rosario viene con tutta la ricchezza dei Misteri della Vita, della Passione e Morte del Redentore, e a Lourdes, a Fatima, alle Tre Fontane e dovunque appaia viene con la ricchezza del Santo Rosario. Gli uomini non fanno la festa del grano? E il Rosario è tutto un granaio di grazie. Gli uomini non fanno la festa dell’uva? E il Rosario è un vigneto che dà i grappoli per noi, e questi sono grappoli di Gesù e di Maria, che furono e che sono vigna di Dio e vita inebriante di vita per noi. Maria Santissima ha voluto chiamarsi Rosario.

Roseto, cioè, poiché, come lo sbocciare delle rose avviene nella bella stagione e come vi sono rose di tutti i tempi, così il Rosario è, per il cristiano, il risbocciare della vita e il roseto giornaliero che è donato a Dio nelle ore vespertine, come si offriva l’incenso sull’altare d’oro. La corona non è semplicemente un oggetto per contare una serie di Ave Maria, di Pater, di Gloria, ma è come un libro che il cristiano ‒ anche il più ignorante ‒ porta con sé e legge; è un legame di amoroso ricordo che ci unisce a Gesù e a Maria; è una collana di perle celesti, perché ogni granello è un tesoro di indulgenze e un pegno di misericordia per i meriti di Gesù e di Maria.

I grani del Rosario sono come lo svolgersi di una pellicola cinematografica, perché ricordano i grandi Misteri della Redenzione e li ripresentano all’anima. L’anima è come lo schermo sul quale si riproducono e, in quella visione essa si mantiene ancora fedele a Dio e alla Chiesa. Senza il Rosario chi avrebbe più ricordato i Misteri della Redenzione? Eppure il loro ricordo è il segreto della vita interiore ed è indispensabile perché noi possiamo essere cristiani veri e portare il suggello di Gesù. In mezzo alle disarmonie di questa nostra vita rilassata, il Rosario è strumento, arpa, salterio a dieci corde per ogni gruppo di armonie, che fa risuonare ancora la terra di canti d’amore e, nella vita materialissima che viviamo, è come una lucida nube di spiritualità che si leva da ogni casa e da ogni cuore. Chi suona l’arpa non riproduce una musica scritta da un genio musicale? Non ricalca, con le dita sulle corde, dolcissime note che furono scritte dalla tenerezza di un cuore e furono stampate sotto la pressura di un torchio? Ebbene, noi, recitando il Rosario riproduciamo le note d’amore sgorgate da Gesù e da Maria nei Misteri della loro vita e, sui grani della corona cantiamo i cantici di quell’amore che ci redense.

Nell’anima risuonano le armonie di quest’amore e nella terra desolata si sente l’osannare di quella carità che ci avvolse in un potente amplesso d’amore. Come un esercito ha la sua vibrante marcia che segna il passo ai militi della forza, così il Rosario è la sinfonia amorosa che segna il passo alla Chiesa militante. È come il clangore delle trombe che accompagnarono l’Arca nell’assedio di Gerico e scossero le sue mura dalle fondamenta. Alla potenza di questo suono di fede non resistettero le armate dei Turchi e furono sgominate; non resisteranno le armate comuniste, peggiori di quelle, e saranno annientate.

Ecco la preghiera alla quale la Chiesa dedica una festa solenne, perché sintesi di tutte le feste, che sono un Rosario continuo nell’annuale ciclo liturgico. Si intona questo mistico Rosario con l’ Avvento, si chiude con le feste mariane d’ottobre, per ripigliarci di nuovo, fino a che la Chiesa militante sarà trionfante nella Gloria di tutti i suoi santi. Santissimo Rosario, timiama fatto da Maria Santissima, profumo mescolato da Lei con arte di profumiera, poiché dai Misteri del Gaudio, della Passione e della Gloria si solleva la nube fragrante della preghiera. Oh, Santissimo Rosario, fai fiorire le desolate aiuole della miscredenza, affinché rifiorisca la Fede semplice e viva».

Come non rimanere commossi dall’intenso ardore d’amore per Dio e per la sua Santissima Madre, dimostrato dalle parole e dall’esempio dei santi sacerdoti Padre Pio e don Dolindo, con il costante ineffabile ricorso alla preghiera del Rosario, la prediletta del Sacratissimo Cuore del Signore Gesù?!

Facciamo sempre tesoro dell’insegnamento donatoci da queste somme guide e adoperiamoci a mettere fedelmente in pratica le loro raccomandazioni, recitando ogni giorno e il più frequentemente possibile il Santo Rosario: per la Gloria di Dio, per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima, per la salvezza dei poveri peccatori e la liberazione delle anime del Purgatorio, per il dono della Pace nel compimento del disegno d’Amore di Dio, nell’avvento del suo Regno per mezzo di Maria.

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