IN RESURRECTIONE DOMINI

Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa

“Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello:
il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.”


Alex Vescino | 04 Aprile 2021 | Tempo di lettura: 2 minuti


IN RESURRECTIONE DOMINI

Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa

“Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello: il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.”


Alex Vescino
04 Aprile 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

«Lumen Christi!». Luce di Cristo! Sono queste le parole che la Chiesa fa risuonare ai nostri orecchi all’inizio della Veglia Pasquale, che comincia nell’oscurità della notte. Si ripete tre volte. La luce di Cristo si fa strada fra le tenebre del peccato e della morte. Gesù è risorto! Durante il Triduo Santo abbiamo meditato sulla completa donazione di Gesù a noi: dall’istituzione dell’Eucaristia nell’Ultima Cena fino alla morte sulla Croce. Ora vediamo come l’oscurità del Calvario non è l’ultima parola. Le sante donne, che seppero rimanere con il Signore nel momento della Passione, ci fanno strada verso la luce della Risurrezione. La notizia della Risurrezione offre una nuova luce alla nostra vita in questi momenti così dolorosi per l’umanità. San Paolo ricorda ai Romani che noi cristiani ci uniamo alla morte del Signore “perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6, 4). La Pasqua ci annuncia che non siamo vincolati dai nostri peccati passati, dal peso dei nostri errori precedenti, dai limiti che notiamo nella nostra vita, dalle circostanze più o meno difficili di un momento come quello attuale. Ecco perché l’Apostolo dice ancora: “consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù” (Rm 6, 11).
Il mio augurio è che nella vita di ogni giorno, con le sue gioie e tristezze, non viviamo come “quelli che non hanno speranza” (1Ts 4,13), ma che “manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza” (Eb 10,23). Questo perché anche in questi giorni di sofferenza e di fatica, gli auguri che ci scambieremo di una “buona Pasqua” non siano giustificati dalla consuetudine né risuonino come uno slogan vuoto, ma esprimano la salda speranza, che si alimenta alla vittoria di Gesù sulla morte, sul male e alla promessa del Padre di Gesù di “quei cieli nuovi e terra nuova, in cui abita la giustizia” (cfr 2Pt 3,13), tanto attesi da tutti.
Formulo di cuore a voi tutti l'augurio pasquale con le parole di sant'Agostino: “La risurrezione del Signore è la nostra speranza". Dall'alba di Pasqua una nuova primavera di speranza investe il mondo; da quel giorno la nostra risurrezione è già cominciata, perché la Pasqua non segna semplicemente un momento della storia, ma l'avvio di una nuova condizione: Gesù è risorto non perché la sua memoria resti viva nel cuore dei suoi discepoli, bensì perché Egli stesso viva in noi e in Lui possiamo già gustare la gioia della vita eterna.

Buona Pasqua del Signore!

Alex Vescino
Direttore Ecclesia Dei
 
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