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Un Attacco alla Tradizione: difendiamo la Santa Messa

La Santa Messa tradizionale, o Messa tridentina, rappresenta un tesoro spirituale di inestimabile valore, custodito dalla Chiesa per secoli. È una liturgia che affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo e che ha formato la fede di generazioni di santi, teologi e fedeli.

Nelle ultime settimane, voci preoccupanti hanno iniziato a diffondersi tra i fedeli. Alcune fonti hanno informato un noto media cattolico che il Vaticano sta pianificando di emettere un documento per «bandire» la Santa Messa tradizionale. Secondo quanto riportato da LifeSiteNews, questa drammatica misura potrebbe essere annunciata il 16 luglio. Se queste notizie fossero confermate, saremmo di fronte a un attacco davvero senza precedenti alla nostra fede e alla nostra tradizione.

La Santa Messa tradizionale, o Messa tridentina, rappresenta un tesoro spirituale di inestimabile valore, custodito dalla Chiesa per secoli. È una liturgia che affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo e che ha formato la fede di generazioni di santi, teologi e fedeli. La sua bellezza, la sua sacralità e la sua capacità di elevare l’anima verso Dio non possono essere sottovalutate né sacrificate in nome di un modernismo che troppo spesso dimentica la sacralità del culto divino.

L’idea di un “bando” della Messa tradizionale non è solo una mancanza di rispetto per la nostra storia e per la nostra identità cattolica, ma rappresenta anche una violazione dei diritti dei fedeli. Papa Benedetto XVI, nel motu proprio Summorum Pontificum del 2007, ha chiaramente affermato che la Messa tridentina non è mai stata abrogata e che i fedeli hanno il diritto di parteciparvi. Revocare questo diritto significherebbe ignorare le esigenze spirituali di una vasta comunità di credenti che trovano nella Messa tradizionale una fonte di grazia e di consolazione.

La decisione di “bandire” la Santa Messa tridentina sarebbe anche un segnale di divisione all’interno della Chiesa. In un momento in cui il mondo cattolico ha bisogno di unità e coesione, una tale misura non farebbe altro che creare ulteriori fratture e alimentare tensioni inutili. La diversità delle forme liturgiche non dovrebbe essere vista come una minaccia, ma come una ricchezza che testimonia la profondità e la vastità della nostra fede.

Inoltre, è fondamentale ricordare che la Messa tridentina è celebrata in perfetta continuità con il Magistero della Chiesa. Non c’è nulla in essa che contraddica la dottrina cattolica; al contrario, essa è un’espressione pura e autentica della nostra fede. La sua eventuale proibizione susciterebbe inevitabilmente domande sul rispetto del principio di continuità liturgica e teologica, che è stato sempre difeso dai Papi e dai Padri della Chiesa.

Invitiamo quindi tutti i fedeli, i sacerdoti e i vescovi a difendere con forza la Santa Messa tradizionale. Preghiamo intensamente e facciamo sentire la nostra voce. Non possiamo permettere che un patrimonio così prezioso venga messo da parte. La nostra fedeltà alla Chiesa e al Papa non deve mai essere in discussione, ma allo stesso tempo, abbiamo il dovere di difendere ciò che è vero, buono e bello.

Se il Vaticano dovesse veramente emanare un documento che bandisce la Messa tradizionale, sarà un momento di grande tristezza e disillusione per molti. Tuttavia, la nostra speranza è che la Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, riconosca il valore inestimabile della nostra tradizione liturgica e permetta che essa continui a fiorire per il bene delle anime e per la gloria di Dio. La Santa Messa tradizionale non è solo una questione di preferenza liturgica, ma un vero e proprio baluardo della nostra fede cattolica. Difendiamola con tutto il cuore.

Alex Vescino
Direttore

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