SPIRITUALITÀ

Le Massime Eterne come mezzo di salvezza

Anche se il mondo lo vuole, ma non si può pensare a trascorrere nemmeno un solo
giorno senza pregare, senza esaminare quotidianamente il nostro rapporto con il Signore e chiedersi sinceramente
se, nel giorno appena trascorso o che ancora stiamo vivendo, abbiamo posto Gesù al centro di tutto.



 

Massimiliano Pizzorulli  |  14 Ottobre 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

SPIRITUALITÀ

Le Massime Eterne come mezzo di salvezza

Anche se il mondo lo vuole, ma non si può pensare a trascorrere nemmeno un solo giorno senza pregare, senza esaminare quotidianamente il nostro rapporto con il Signore e chiedersi sinceramente se, nel giorno appena trascorso o che ancora stiamo vivendo, abbiamo posto Gesù al centro di tutto.

Massimiliano Pizzorulli
14 Ottobre 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Nel libro sono presenti le preghiere del mattino, le preghiere comuni, le preghiere della sera.
Le meditazioni di ciascun dì della settimana in cui Sant' Alfonso espone il tema dei Novissimi:
Prima della meditazione
Dopo la meditazione
Lunedì: Fine dell'uomo
Martedì: Malizia del peccato mortale
Mercoledì: Morte e Giudizio
Giovedì: Inferno ed eternità delle pene
Venerdì: Passione di Gesù Cristo
Sabato: Il Paradiso
Domenica: La Sacra Famiglia
Prosegue con altre pie pratiche come la Santa messa, la confessione, la santa comunione, la via crucis, al Sacro cuore di Gesù, al Santissimo Nome di Gesù, il S. Rosario, litanie della Madonna, Allegrezze alla Beata Vergine, la preghiera a Maria Addolorata, la preghiera alla B.V. di M. Berico, la Supplica alla Regina del S. Rosario di Pompei (nelle più recenti edizioni), la Novena dell'Assunzione di Maria, la novena dell'Immacolata Concezione, dolori e allegrezze del Patriarca S. Giuseppe, Preghiere ai Santi, Salmi-Inni-Cantici. Quest’opera è molto importante per un semplice motivo: indica la preghiera come via da seguire per raggiungere la Salvezza. Il fine è Gesù, il mezzo la continua ricerca di Lui durante la giornata, dal mattino sino a quando si va a letto, senza mai stancarsi. Anche se il mondo lo vuole, ma non si può pensare a trascorrere nemmeno un solo giorno senza pregare, senza esaminare quotidianamente il nostro rapporto con il Signore e chiedersi sinceramente se, nel giorno appena trascorso o che ancora stiamo vivendo, abbiamo posto Gesù al centro di tutto. Una vita che non ha come centro il Redentore non può essere un’esistenza che trascorre serena e in pace! Beato l’uomo che pone Cristo come cardine della propria esistenza perché anche nelle tribolazioni – le quali ai cattolici non vengono risparmiate – ha la pace. La pace di Gesù, non quella del mondo (cfr. Gv 14, 27-31), non è un’emozione o uno stile di vita alla “volemose bene”, lasciatemi passare questa affermazione popolare tipica romana, ma chi ha la vera pace è quel figlio di Dio che ha fatto esperienza di Gesù, della Sua potenza, della Sua gloria, del Suo Sacrificio sul Calvario che si rinnova quotidianamente sugli altari, della Sua resurrezione...chi incontra Cristo non teme nulla, non punta il dito o porta rancori nei confronti dei propri carnefici e persecutori: l’incontro con Gesù porta a fare quanto indica sant’Alfonso Maria de Liguori nelle Massime Eterne, vale a dire a piegare le ginocchia e rivolgersi al Padre con la preghiera e i sacramenti della confessione e dell’Eucaristia, affidando noi stessi con quanto si vive. Dal mattino alla sera che sia un dialogo continuo con Gesù passando sempre per la Madre Santissima.
 
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