San Bonifacio di Magonza - Ecclesia Dei

di Don Riccardo Pecchia

San Bonifacio di Magonza (al secolo Wynfrith), nacque a Crediton (Inghilterra) nel 680 circa, da una famiglia anglosassone. Winfried entrò a 7 anni nel convento di Exeter, attratto dall’ideale monastico. Possedendo notevoli capacità intellettuali, sembrava avviato ad una brillante carriera di studioso: divenne insegnante di grammatica latina e scrisse alcuni trattati. Ordinato sacerdote, all’età di circa 30 anni, si sentì chiamato all’apostolato tra i pagani del continente. Nel 716 Winfrido con alcuni compagni si recò in Frisia (odierna Olanda), ma si scontrò con l’opposizione del capo locale e il tentativo di evangelizzazione fallì. Nel 718 egli riprese il suo viaggio missionario; si recò a Roma, dove il papa gli affidò delle lettere ufficiali per la missione di predicare il Vangelo fra i popoli della Germania. Confortato e sostenuto dall’appoggio del papa, Bonifacio si impegnò nella predicazione del Vangelo in quelle regioni, lottando contro i culti pagani e rafforzando le basi della moralità umana e cristiana. Con la sua attività instancabile, con le sue doti organizzative, con il suo carattere duttile e amabile nonostante la fermezza, Bonifacio ottenne grandi risultati. Gregorio II lo consacrò vescovo, il 30 novembre 722, e cambiò il nome in Bonifacio, perché così potesse con maggiore determinazione correggere e riportare sulla via della verità i pagani. Fu lo stesso Sommo Pontefice a consacrare «Vescovo regionale», cioè di tutta la Germania, Bonifacio, il quale riprese poi le sue fatiche apostoliche nei territori a lui affidati ed estese la sua azione anche alla Chiesa della Gallia: con grande prudenza restaurò la disciplina ecclesiastica, indisse vari sinodi per garantire l’autorità dei sacri canoni, rafforzò la necessaria comunione col Romano Pontefice.

Anche il successore di papa Gregorio II lo ebbero in altissima considerazione, Gregorio III lo nominò arcivescovo di tutte le tribù germaniche, gli inviò il pallio e gli diede facoltà di organizzare la gerarchia ecclesiastica in quelle regioni. Per potergli concedere ancora maggiore autorità e favorirlo nella sua opera, Gregorio III lo nominò, nel 732, arcivescovo senza sede fissa e lo autorizzò a consacrare vescovi per le nuove diocesi. Visto che la dignità e l’autorità vescovile non gli erano ancora sufficienti, Bonifacio si recò per la terza volta a Roma nel 737-738 e si fece nominare da Gregorio III Nunzio Apostolico per la Baviera, l’Alemannia, l’Assia e la Turingia, con l’incarico di dare a quei paesi un’organizzazione ecclesiastica più rigida. Nel 744 fondò in mezzo alla foresta silva Buchonia il monastero di Fulda e vi insediò abate il suo discepolo prediletto, il bavarese Sturmi, educato a Roma e a Montecassino secondo le istituzioni dei benedettini italiani. In seguito si insediò a Magonza, nel 745, e si adoperò per la riorganizzazione della Chiesa nei territori franchi. La vita religiosa di queste terre era decaduta, il clero inferiore era incolto e sfrenato, l’alto clero sommerso in attività mondane. Gli ultimi anni della sua vita furono pieni di amare delusioni: era il missionario anglosassone straniero. Bonifacio allora si ritirò e scelse come sede metropolitana Magonza e qui, nell’abbazia che gli era più cara, Fulda, continuò la sua missione pastorale e spirituale. Alla fine dei suoi giorni, il desiderio, tanto vagheggiato nella sua gioventù, lo spinse di nuovo nella Frisia. Con il consenso di Pipino il Breve si recò nel 753 ad Utrecht, dove ristabilì il vescovado insediandovi come vescovo Eoban, e cominciò a predicare il cristianesimo nella parte pagana della Frisia. Qui egli trovò il martirio ardentemente desiderato, fu ucciso dai pagani insieme con Eoban e 50 compagni, sul fiume Boorne presso Dokkum. Morì il l 5 giugno 754, a 75 anni.

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