Santi Sette Fondatori

Santi Sette Fondatori

Santi Sette Fondatori, come dice il nome, furono i primi padri fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria (serviti), oltre a san Filippo Benizi, che si aggiungerà ai sette e che sarà il quinto generale dell’Ordine. Secondo la Legenda de Origine Ordinis, fu un gruppo numericamente ben determinato, cioè, di sette frati.
Santi Sette Fondatori, come dice il nome, furono i primi padri fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria (serviti), oltre a san Filippo Benizi, che si aggiungerà ai sette e che sarà il quinto generale dell’Ordine. Secondo la Legenda de Origine Ordinis, fu un gruppo numericamente ben determinato, cioè, di sette frati.

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Santi Sette Fondatori, come dice il nome, furono i primi padri fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria (serviti), oltre a san Filippo Benizi, che si aggiungerà ai sette e che sarà il quinto generale dell’Ordine. Secondo la Legenda de Origine Ordinis, fu un gruppo numericamente ben determinato, cioè, di sette frati.

Santi Sette Fondatori

Santi Sette Fondatori, come dice il nome, furono i primi padri fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria (serviti), oltre a san Filippo Benizi, che si aggiungerà ai sette e che sarà il quinto generale dell’Ordine. Secondo la Legenda de Origine Ordinis, fu un gruppo numericamente ben determinato, cioè, di sette frati. I primi fratres, della religiosa famiglia dei Servi di Maria furono anche tutti fiorentini. Il Martirologio Romano commemora singolarmente i Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria nel dies natalis di ciascuno di essi. Il permesso di rendere loro un culto collettivo fu concesso da Leone XIII nel 1888. Nel periodo della lotta fra l’imperatore Federico II e il papato, un gruppo di sette mercanti devoti della Vergine Maria, legati tra loro dall’ideale evangelico della comunione fraterna e del servizio ai poveri e agli ammalati, si erano ritirati in solitudine a Cafaggio, fuori Firenze, indossando l’abito consueto dei penitenti, fondando la Societas Sanctae Mariae.

Anche nel mondo erano “innamorati della Madonna” e per questa ragione, anche se non erano frati, vollero appellarsi “Servi di Santa Maria” e dedicarsi al suo servizio. In seguito la Madonna ispirò loro il desiderio di abbandonare il mondo e riunirsi in vita comune. Dopo aver disposto delle loro case e delle loro famiglie, e lasciando a queste ultime il necessario, distribuirono il resto ai poveri e alle chiese. Decisero perciò di ritirarsi, su consiglio del vescovo Ardingo, sul Monte Senario, a poca distanza da Firenze, dove costruirono un oratorio dedicato a Santa Maria sul Monte Senario, fondato sull’umiltà, costruito con la loro concordia, conservato dalla loro povertà, abbellito dalla loro purezza e completato col loro buon esempio. Di essi conosciamo i nomi: Bonfiglio Monaldi, Bonagiunta Manetti, Manetto dell’Antella, Sostegno sostegni, Amadio Amidei, Uguccione Ugoccioni e Alessio Falconieri. Sul Monte Senario un solo sepolcro raccoglie insieme, anche dopo morte, quelli che la vita aveva reso una cosa sola.

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