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Gli insegnamenti di S. Giovanna d’Arco

Gli insegnamenti di S. Giovanna d’Arco,“la Pulzella d’Orleans”

di Elisabeth Bennet

Correva l’anno 1412. Giovanna d’Arco, altrimenti nota come “la Pulzella d’Orleans”, nasceva a Domremy, in Francia, da una povera e umile famiglia di contadini. 

I francesi, come si sa, erano impegnati ormai da più di mezzo secolo con la Guerra dei Cent’anni, combattuta contro gli inglesi, la cui avanzata sembrava non volersi arrestare in alcun modo. 

Lo stesso delfino di Francia, futuro re Carlo VII, si vedeva costretto a rifugiarsi a sud della Loira per sfuggire al nemico.

È in questo disastrato contesto che si inserisce la vicenda di Giovanna, a cui la storia di Francia è strettamente intrecciata. Appena diciassettenne, infatti, la fanciulla si presentò coraggiosamente agli alti ufficiali dell’esercito, affermando di essere stata inviata da Dio per rompere l’assedio di Orleans e recarsi dal delfino per incoronarlo sovrano a Reims. Lo stupore di tutti crebbe ancora di più quando la stessa affermò che, tuttavia, non conosceva nulla né di guerra e strategie, né tantomeno era in grado di cavalcare, ma che certamente le Voci di santa Caterina, santa Margherita e san Michele Arcangelo, che spesso udiva, le avrebbero insegnato tutto a tempo debito e l’avrebbero guidata. In pochi la presero sul serio e in molti la schernirono, ritenendola pazza, ma essendo che non si aveva più nulla da perdere, decisero di equipaggiarla come un soldato e inviarla in battaglia al comando di uno scaglione di truppe. 

Contro ogni pronostico, le sue vittorie non tardarono ad arrivare: una dopo l’altra, le varie cittadelle ritornarono in mano francese, fino a che la Pulzella non riuscì nell’impresa della riconquista di Orleans. Fu questa successione di eventi che le permise di godere di stima e fiducia sempre crescenti in tutta la Francia e che aprì il cammino all’incoronazione del Re Carlo VII.

È qui, però, che la sua ascesa conobbe una battuta d’arresto. 

Come per tutti i cristiani di ogni luogo e tempo, anche per Giovanna arrivò il momento di farsi carico di una grossa sofferenza.

La ragazza, infatti, nel maggio del 1430 venne catturata dai borgognoni e venduta agli inglesi. Sospettata di eresia e stregoneria, tragicamente abbandonata da tutti, anche dallo stesso Re, venne sottoposta ad un ingiusto processo, avviato sulla base di accuse false, e condannata a morte. A soli vent’anni, il 30 Maggio 1431, fu arsa viva a Rouen, non senza prima aver chiesto ad un sacerdote di tenere alta davanti al rogo una croce, per poter morire guardando Gesù Crocifisso e invocando il Suo nome. 

È proprio a Gesù Crocifisso, infatti, che la sua morte può essere paragonata: così come Cristo, innocente, venne crocifisso ingiustamente, così anche santa Giovanna d’Arco, senza colpa, venne bruciata viva. Ma entrambi, seppur consapevoli della propria innocenza, non si sottrassero al loro martirio, ma anzi si immolarono con umiltà e mansuetudine, certi della propria ricompensa celeste. Anche Giovanna, poi, come Cristo, non odiò mai i suoi nemici e i suoi aguzzini, ma, anzi, pregò lodevolmente per la loro salvezza.

Considerando la vita di questa straordinaria santa, quindi, non possiamo che rimanere affascinati dalle sue virtù, e farne tesoro. Santa Giovanna ci consegna, infatti, oltre all’umiltà, alla mansuetudine e alla carità, la testimonianza di una fede incrollabile -per la quale diede la vita- e di una completa adesione alla volontà divina, dalle quali ognuno dovrebbe prendere esempio: era mai possibile che una semplice ed insulsa guardiana di oche analfabeta quale lei era, fosse davvero investita da Dio dell’importantissimo compito di salvare la Francia? Sicuramente questi pensieri, e altri, le affollavano la mente, ma affidandosi e fidandosi ciecamente di Dio e dei suoi santi, e annullandosi completamente, portò degnamente a termine il piano che per lei era stato preparato, a ulteriore testimonianza di come Dio si serva di cosa piccole per fare cose grandi. 

Dopo la sua morte Papa Callisto III ordinò una revisione del suo processo, che di fatti venne dichiarato nullo. Fu beatificata, quindi, nel 1909 da Papa Pio X e canonizzata nel 1920 da Papa Benedetto XV. Oggi è la santa francese più venerata. 

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