Il modernismo liberale

Il modernismo liberale

Una analisi qualitativa del fenomeno dilagante del modernismo liberale
Una analisi qualitativa del fenomeno dilagante del modernismo liberale

Una delle armi più potenti e devastanti procurate dal protestantesimo (più in maniera indiretta che voluta) è la corrente filosofica su cui si muove l’intero sistema filosofico, sociale, economico, storico dell’epoca moderna: il Liberalismo. La sua origine é strettamente collegata al Modernismo, eresia condannata a più riprese durante l’ultimo secolo, sparita dai radar nei pontificati post-conciliari.

Trovare una definizione per questo concetto è assai difficile. Cerchiamo di fornire un profilo sufficientemente chiaro del soggetto in questione.

Con il termine Liberalismo si definisce una corrente di pensiero secondo cui ogni individuo, oltre che possedere il libero arbitrio, è in grado di dichiararlo libero. Il concetto di libero arbitrio è ben noto dalla teoria dottrinale del Cattolicesimo: tale facoltà consta essenzialmente nella capacità di scegliere tra l’amare Dio o non amare Dio. Dio crea per amore di se stesso, e promette alle sue creature la partecipazione alla gloria eterna solo se essi riconoscono Dio come padre supremo, ed aderiscono alla Sua legge. Con il libero arbitrio, il soggetto esercita la sua possibilità di accettare Dio, o rigettarLo. Tuttavia occorre ricordare che, nonostante tale esercizio di scelta sia in effetti libero, non lo è e non lo rimane fino in fondo, se si considera l’effetto che esso comporti. La scelta di Dio ha delle obbligazioni: se scegli Dio, ti salvi; se non scegli Dio, non ti salvi, e sei condannato a vivere in una condizione di non contemplazione della Trinità, di sofferenza, estremi tormenti e agonie: la condizione infernale, perenne e irreversibile. Perciò, la libertà di Dio è una libertà che non procura scelte positive in entrambi i sensi. Una scelta è positiva, l’altra non lo è. Ora, ricordando che ogni ente creato è ordinato ad un fine che coincide con il suo bene, risulterà chiaro che la scelta di Dio è una scelta del tipo aut aut, in cui da una parte hai la beatitudine, dall’altra parte no. Da una parte un ponte, dall’altra un burrone. Il Liberalismo agisce in questo esatto punto: liberando il libero arbitrio, anche la scelta malevola diventa un bene. Perciò posso scegliere tutto: cosa voglio essere, cosa voglio fare, senza tenere conto di tutte le conseguenze. Il Liberalismo distrugge la legge divina, poichè sostituisce la regola con la non-regola. L’idea che tutte le scelte possibili siano giuste perchè pesate sul soggetto è fallace e anticattolico per antonomasia. La logica liberale è un prodotto modernista delle eresie ottocentesche, come l’immanentismo o l’esistenzialismo, in cui tutto si riporta all’Io e in cui il fine delle azioni soggettive è puramente empirico e non metafisico.  Si tiene come riferimento il bene del soggetto, e per conseguire questo bene si afferma non essere necessario far entrare il diritto divino nel diritto umano, perchè la fede non rientra nelle opere. Si noti perciò come l’influenza luterana sia strettamente correlata a questa logica liberale. Infine, occorre rammentare che il liberalismo è stato condannato ufficialmente a più riprese dalla stessa Chiesa. Sotto il pontificato del Beato Pio IX, tramite il documento Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, promulgato assieme alla enciclica Quanta cura (8/12/1864). Sotto Leone XIII, con Immortale Dei (1/11/1885). Sotto S.Pio X, con Pascendi Dominici Gregis, e infine sotto il venerabile Pio XII, con Humani Generis. Questi Papi avevano intravisto la propagazione eresiarca, perciò demoniaca, di questa corrente di pensiero filosofico, che adesso spopola pericolosamente, all’interno della Chiesa. Per questa ragione, occorre conservare la fede, che è verità infallibile e autentica. Invochiamo perciò la protezione della Santa Madre di Dio.

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