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La devozione al Volto Santo di Gesù

La devozione al volto Santo di Gesù, prima di essere diffusa come devozione tramite alcuni santi e papi che poi la hanno approvata, trova un suo forte fondamento nella Sacra Scrittura.

“Se vogliamo adorare il vero Volto di Gesù, lo possiamo trovare nella divina Eucaristia, dove con il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, il Volto di Nostro Signore è nascosto sotto il bianco velo dell’Ostia”.

(San Gaetano Catanoso)

La devozione al volto Santo di Gesù, prima di essere diffusa come devozione tramite alcuni santi e papi che poi la hanno approvata, trova un suo forte fondamento nella Sacra Scrittura. Nell’Antico Testamento è ricorrente il tema della ricerca del Volto Santo di Dio. Già in Genesi 3 versetto 8, al momento del peccato di Adamo ed Eva, leggiamo: “e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio,”. Però il desiderio di vedere il Volto di Dio è rimasto in loro ed è stato trasmesso ai loro discendenti.

Le Scritture ebraiche fanno riferimento al volto Santo di Dio, soprattutto nei salmi. Il desiderio di vedere il volto di Dio è frequente, così come il timore di vedersi negata questa benedizione, come nel Salmo 27,8-9:

“Il mio cuore ripete il tuo invito: “Cercate il mio volto!”. Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo.”

Il Salmo 119, versetto 135 associa allo sguardo di Dio la fonte della saggezza: “Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo e insegnami i tuoi decreti.”

Il Salmo 11, versetto 7, assicura l’amorevole sguardo di Dio su chi cammina per le sue vie: “Giusto è il Signore, ama le cose giuste; gli uomini retti contempleranno il suo volto.”

Ancora, sempre nell’ Antico Testamento, cercare il volto Santo di Dio è trovare misericordia e salvezza; come in 2 Cronache 7, 14: “se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, e si convertirà dalle sue vie malvagie, ascolterò dal cielo e perdonerò il suo peccato e risanerò la sua terra.”

La vista del Volto di Dio, però, non era possibile a pieno per nessun vivente, come sta scritto in Esodo 33,20-23:

“Soggiunse: “Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo”. Aggiunse il Signore: “Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere”.”

E allora la ricerca e la visione del Volto Santo di Dio nell’Antico Testamento prepara la strada e ha la sua piena realizzazione nel Volto Santo di nostro Signore Gesù Cristo. Infatti nel Nuovo Testamento molteplici sono i riferimenti al Volto Santo di Dio che è compimento pieno nel volto Santo di Gesù. L’episodio della Trasfigurazione di Gesù è il desiderio realizzato di ciò che Mosè non poté appieno contemplare: la visione del Volto di Dio. Gli apostoli scelti videro il volto di Gesù che “brillò come il sole” (cfr. Mt. 17,2). Quindi nel Volto Santo di Gesù abbiamo l’immagine umana, visibile e incarnata del Volto Santo di Dio! Altri riferimenti del Nuovo Testamento sono i seguenti:

2 Corinzi 4, versetto 6: “E Dio, che disse: “Rifulga la luce dalle tenebre”, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.”

Colossesi 1, versetto 15: “Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione.”

Apocalisse 22, versetti 3 e 4: “E non vi sarà più maledizione. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello: i suoi servi lo adoreranno; vedranno il suo volto e porteranno il suo nome sulla fronte.”

La devozione al Volto Santo di Gesù comincio a essere diffusa a opera di quattro importanti figure dei due secoli scorsi. La prima fu Suor Maria di San Pietro (1816-1848), monaca carmelitana di Tours, in Francia, che ebbe visioni di Gesù e Maria e le rivelarono la devozione.

Lo scopo principale della devozione è la riparazione dei peccati contro i primi tre comandamenti:

  1. Negazione di Dio;
  2. La bestemmia;
  3. La profanazione delle domeniche e dei giorni santi.

Un’altra figura importante nella sua diffusione fu Leo Dupont, che venne a conoscenza delle visioni di Gesù e Maria riportate dalla suora carmelitana Suor Maria di San Pietro dal 1844 al 1847. Su questa base, Dupont iniziò a mantenere accesa continuamente una lampada davanti a un’immagine del Santo Volto di Gesù basata sull’immagine dipinta sul Velo della Veronica. Nel 1851 Dupont costituì a Tours l’«Arciconfraternita del Volto Santo». Per circa 30 anni pregò e promosse la devozione al Volto Santo di Gesù. La terza figura, la Beata Maria Pierina de Micheli, diffuse insieme alla devozione anche l’utilizzo di uno scapolare che poi divenne medaglia. All’età di dodici anni, mentre si trovava nella sua chiesa parrocchiale durante la funzione del Venerdì Santo delle 15.00, sentì una voce che diceva distintamente: “Nessuno dà un bacio d’amore sul mio Volto per riparare al bacio di Giuda”. In cuor suo esclamò: “Abbi pazienza, caro Gesù, ti darò un bacio d’amore», e quando venne il suo turno impresse amorevolmente e devotamente un bacio sul Suo Volto.”

Il primo venerdì di Quaresima del 1936, Madre Maria Pierina de Michelli ebbe una visione di Gesù. In altre visioni fu sollecitata a realizzare una medaglia con il Volto Santo di Gesù. Ottenne il permesso di riprodurre il volto della Sindone di Torino e l’autorizzazione della Curia a procedere nel 1940 con la medaglia.

Su un lato c’è l’immagine del Volto della Sindone di Torino e le parole del “illumina Domine Vultum Tuum super nos” – la luce del tuo volto, Signore, risplenda su di noi- (cfr. Sal 66,2). Sull’altro lato l’ostia sacra. Le lettere IHS e “Mane nobiscum Domine” -resta con noi o Signore-(cfr. Lc. 24, 29). Papa Pio XII approvò la devozione e la medaglia nel 1958. L’autrice riportò anche il desiderio di Gesù di una festa speciale il martedì che precede il mercoledì delle ceneri di ogni anno, da precedere con una novena di preghiera di 9 giorni.

La medaglia divenne famosa per i miracoli e i favori spirituali associati al suo uso. Secondo le parole della Beata Maria Pierina de Micheli, la medaglia è “un’arma per difendersi, uno scudo per il coraggio, un segno di amore e di misericordia in questi giorni difficili di lussuria, di male, di perdita della fede e di odio per Dio e per la Sua Chiesa. Il Volto Santo di Dio, rivelatasi nel Volto Santo di Gesù, seconda Persona della Trinità e Dio stesso, è ora presente nella Santa Eucarestia. Come la faccia della medaglia rimanda fortemente: la devozione al Volto Santo di Gesù è devozione alla Santa Eucarestia e ad essa strettamente legato. Infatti la quarta figura, importante nella propagazione e diffusione di questa devozione fu San Gaetano Catanoso (Chorio di San Lorenzo, 14 febbraio 1879 – Reggio Calabria, 4 aprile 1963).  Egli diceva: “Se vogliamo adorare il vero Volto di Gesù, lo possiamo trovare nella divina Eucaristia, dove con il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, il Volto di Nostro Signore è nascosto sotto il bianco velo dell’Ostia”.

Mentre fu parroco di Pentidattilo e della chiesa della Candelora di Reggio Calabria, realizzò un centro per la diffusione della vita eucaristica. Chiamato “Confessore della Chiesa reggina”, fu anche cappellano delle carceri e dell’ospedale, padre spirituale del seminario diocesano, canonico penitenziere della Cattedrale.

Promosse e sostenne iniziative di sostentamento per le vocazioni ecclesiastiche e fondò la Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo. Nel 1997 fu beatificato da papa Giovanni Paolo II e proclamato santo da papa Benedetto XVI il 23 ottobre 2005.

Guardiamo alla Santa Eucaristia, troviamo il tempo di fare adorazione eucaristica, di stare a guardare “il Volto di Nostro Signore nascosto sotto il bianco velo dell’Ostia”. A Lui consegniamo tutta la nostra umanità ferita, a Lui rivolgiamo l’invito di stare con noi, insieme al desiderio di contemplarlo in eterno nella Patria beata del cielo.

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