Mattutinum

Mattutinum

Il Mattutinum è l'ora più lunga e, forse, la più complessa dell'intero Breviarium Romanum. Nella sua massima estensione era composta da tre Notturni per un totale di diciotto salmi cantati, più tre letture per ogni Notturno e nasce come unione di questi tre uffici Notturni della tradizione monastica.
Il Mattutinum è l'ora più lunga e, forse, la più complessa dell'intero Breviarium Romanum. Nella sua massima estensione era composta da tre Notturni per un totale di diciotto salmi cantati, più tre letture per ogni Notturno e nasce come unione di questi tre uffici Notturni della tradizione monastica.

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Il Mattutinum è l'ora più lunga e, forse, la più complessa dell'intero Breviarium Romanum. Nella sua massima estensione era composta da tre Notturni per un totale di diciotto salmi cantati, più tre letture per ogni Notturno e nasce come unione di questi tre uffici Notturni della tradizione monastica.

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Il Mattutinum è l’ora più lunga e, forse, anche quella più complessa dell’intero Breviarium Romanum. Basti infatti pensare che quest’ora liturgica, nella sua massima estensione, era composta da tre Notturni per un totale di diciotto salmi cantati, più tre letture per ogni Notturno (letture bibliche, Vangelo e commenti omiletici, usualmente dei Padri).

Si tratta dunque di un ufficio composto da un sapiente intreccio di salmi e letture. Nell’Ufficio domenicale, le ultime tre letture sono il Vangelo della domenica, di cui si cantano solo i primi versetti uniti al commento di un Padre della Chiesa, e due letture tratte dagli scritti dei Padri della Chiesa.

Quest’ora nasce come unione di tre uffici notturni della traduzione monastica. Già in età tardo-antica i monaci si svegliavano tre volte nel corso della notte per pregare. Successivamente, per praticità, si decise di unire questi tre uffici, costituendoli in un’unica ora.

Mattutinum

È concepito, quindi, come un ufficio notturno anche se, spesso, veniva anticipato al pomeriggio precedente. Per quale motivo? Dove c’era obbligo di coro andava cantato e celebrato sempre in forma solenne pur essendo molto lungo, ma non poteva certamente essere frequentato dal popolo in orario notturno od antelucano. Non si poteva celebrarlo la mattina perché non poteva essere celebrato quando il sole era già sorto e, pertanto, farlo verso le 4 del mattino sarebbe stato ancora più difficile, considerando che la Messa veniva celebrata esclusivamente al mattino. Per questo motivo lo si anticipava alla sera prima insieme alle Lodi e si aveva, quindi, uno schema della celebrazione più o meno così, come testimoniato anche da alcuni orari delle cattedrali dell’epoca:

Al mattino:

  • Ora Prima;
  • Ora Terza;
  • Santa Messa;
  • Ora Sesta;
  • Ora Nona.

Alla sera:

  • Vespri;
  • Compieta;
  • Mattutino;
  • Lodi.

La chiesa si chiudeva, quindi, di sera, dopo la celebrazione della Lodi che, come già detto, veniva anticipata al giorno prima insieme al Mattutino. La mattina dopo, poi, lo schema si ripeteva.

Con la Riforma attuata dal Concilio Vaticano II, il Mattutino è stato sostituito da quello che oggi è l’Ufficio delle Letture. Ovviamente è molto ridotto come ufficio. Se il Mattutino era composto, nella sua massima lunghezza, da diciotto salmi e nove letture, l’Ufficio delle Letture si compone di tre salmi, due letture, un responsorio breve, l’orazione finale e il congedo.

La struttura del Mattutino è, invece, la seguente:

  • Incipit (Domine labia mea, Deus in adiutorium meum, Gloria Patri);
  • Invitatorio (aperto e chiuso da un’antifona);
  • Inno;
  • (Salmi, aperti e chiusi da un’unica antifona;
  • Il Pater Noster con l’invocazione di assoluzione;
  • Letture, prima delle quali il lettore chiede la benedizione);

La parte tra parentesi costituisce lo schema di un singolo Notturno

  • Il canto del Te Deum;
  • L’orazione finale e il congedo (queste ultime due parti sono omesse se subito dopo la recita del Mattutino inizia quella delle Lodi).
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