San Silvestro I - Ecclesia Dei

di Don Riccardo Pecchia

San Silvestro I, 33° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, la sua data di nascita è ignota, si sa solo che era figlio di Rufino, di origini romane, e di una certa Giusta. Dopo la morte di papa Milziade Silvestro fu consacrato vescovo di Roma, posizione che occupò per più di venti anni, nel periodo di passaggio tra le persecuzioni cristiane e la venuta dell’imperatore Costantino. Fu il primo papa ad affrontare un cambiamento epocale: Roma si trasformava da città pagana in città cristiana. L’incidenza politica di Silvestro fu debolissima, complice anche, di contro, la vastissima popolarità e l’altissima personalità di Costantino. Fu l’imperatore a gestire, di fatto, il potere e le attività della Chiesa per tutto l’arco della vita di Silvestro e oltre. Il papa fu, in un certo senso, l’“uomo di Costantino” il quale, consapevole della forza che ormai stava assumendo il cristianesimo, orientò i suoi sforzi in direzione della sostituzione degli apparati pagani dello Stato con quelli cristiani. Silvestro prese parte ai negoziati sull’Arianesimo e sul Concilio di Niceadel 325. Fu il primo concilio ecumenico, indetto per combattere l’eresia di Ario sulla natura divina di Gesù. Il concilio stabilì che Cristo era di natura divina. Il pontefice inviò i suoi legati al primo concilio ecumenico, non si sa però di certo se Costantino avesse concordato in anticipo con Silvestro la convocazione del concilio, né se, oltre alle firme dei suoi legati in calce ai documenti conciliari, ci fosse una espressa conferma papale alle deliberazioni. 

Fu confermata la condanna dell’arianesimo, fortemente ribadita dalla prima formulazione del “Simbolo niceno” (il Credo dei cristiani) che però non bastò ad estirpare il movimento eretico in Oriente. Anzi lo stesso imperatore, indubbiamente non esperto di questioni teologiche, ma preoccupato soprattutto della stabilità politica, sostituì a breve il suo consigliere per le questioni ecclesiastiche Osio con l’ariano Eusebio di Nicomedia. Questi riuscì ad ammettere lo stesso Ario alla presenza di Costantino, il quale, fidandosi del suo nuovo consigliere, ritenne che una riabilitazione e un rientro di Ario nella Chiesa sarebbe servita ad una riconciliazione tra la Chiesa di Roma e quella d’Oriente. Al rifiuto di sant’Atanasio, vescovo di Alessandria, senza neanche concordarlo con Silvestro, Costantino convocò nel 335, a Tiro, un nuovo concilio di soli vescovi ariani, che deposero Atanasio. Le rimostranze di Silvestro, che morirà in dicembre di quello stesso anno, saranno del tutto inutili. Silvestro incoraggiò e sostenne la costruzione di grandi basiliche nella città di Roma, in particolare su suggerimento del papa fondò la basilica di San Pietro sul Colle Vaticano, dove si trovavano i resti di un tempio dedicato al dio Apollo, e dove fu tumulato, in un sarcofago di bronzo, il corpo del martire cristiano e primo papa della chiesa di Roma, l’apostolo Pietro. Sempre per merito di Silvestro furono fondate, vicino all’ex palazzo imperiale dove viveva il papa, la Basilica ed il Battistero del Laterano, la Basilica del palazzo Sessorium (basilica di Santa Croce in Gerusalemme), la Basilica di San Paolo fuori le mura e un numero elevato di chiese cimiteriali nel luoghi di martirio dei cristiani, fece anche costruire, presso le catacombe di Priscilla sulla Via Salaria una chiesa cimiteriale, ritrovata verso la fine dell’800, dove fu sepolto come da suo desiderio. Morì il 31 dicembre 335

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