Cattedra di san Pietro

Cattedra di san Pietro

La festa della Cattedra di san Pietro risale al III secolo. Il Calendario di Filocalo del 354 d.C., e che ha avuto origine nel 311, indica come unica data della festa il 22 febbraio. Mentre nel Martirologio geronimiano, sono indicati due giorni di festa dedicati alla cattedra di san Pietro apostolo: il 18 gennaio e il 22 febbraio.
La festa della Cattedra di san Pietro risale al III secolo. Il Calendario di Filocalo del 354 d.C., e che ha avuto origine nel 311, indica come unica data della festa il 22 febbraio. Mentre nel Martirologio geronimiano, sono indicati due giorni di festa dedicati alla cattedra di san Pietro apostolo: il 18 gennaio e il 22 febbraio.

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La festa della Cattedra di san Pietro risale al III secolo. Il Calendario di Filocalo del 354 d.C., e che ha avuto origine nel 311, indica come unica data della festa il 22 febbraio. Mentre nel Martirologio geronimiano, sono indicati due giorni di festa dedicati alla cattedra di san Pietro apostolo: il 18 gennaio e il 22 febbraio.

22 febbraio, Cattedra di san Pietro

La festa della Cattedra di san Pietro risale al III secolo. Il Calendario di Filocalo del 354 d.C., e che ha avuto origine nel 311, indica come unica data della festa il 22 febbraio. Mentre nel Martirologio geronimiano, sono indicati due giorni di festa dedicati alla cattedra di san Pietro apostolo: il 18 gennaio e il 22 febbraio. Tutti i manoscritti di questo documento contengono un’aggiunta tardiva, secondo la quale la festa di febbraio celebrerebbe la Cattedra di san Pietro ad Antiochia, per cui la festa di gennaio era associata invece con la funzione episcopale di san Pietro a Roma ed era trattata come la più importante. La festa di gennaio è stata scelta nel 1908 come primo giorno dell’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. Nella revisione del calendario romano operata da papa Giovanni XXIII nel 1960, delle due feste della Cattedra di san Pietro, è stata conservata unicamente quella di febbraio. Per secoli la Cattedra è stata considerata il seggio dal quale l’apostolo Pietro predicava esercitando la sua funzione episcopale ad Antiochia e a Roma. La prima attestazione del culto che veniva rivolto al seggio in quanto Cattedra di Pietro si trova negli scritti di sant’Antonio da Padova, che in una predica del 1231 racconta di come fosse esposta all’adorazione del popolo.

A partire dal XIII secolo la Cattedra è stata oggetto di un culto sempre più vivo e diffuso: ogni 22 febbraio essa veniva portata in processione in basilica, collocata sopra un altare ed esposta per tutto il giorno alla venerazione dei fedeli, i quali erano soliti recare nastri o fasce di stoffa che, dopo aver toccato la sacra reliquia, acquistavano particolari virtù terapeutiche. Fino alla metà del XIV secolo la Cattedra aveva un suo ripostiglio nei pressi della Confessione, poi fu traslata in una cappella vicino all’ingresso della basilica, dove rimase per circa un secolo. La cattedra continuò a vagare da una parte all’altra della basilica fino a quando papa Alessandro VII decise di spostarla definitivamente nell’abside, incaricando Gian Lorenzo Bernini di progettare una degna sistemazione. Il lavoro fu compiuto in un decennio e la Cattedra fu trasferita nella nuova sede il 18 gennaio 1666. Da quel momento essa divenne sempre meno visibile, a causa delle difficoltà che l’estrazione dalla custodia berninana comportava. L’origine e la datazione hanno portato gli storici a identificare nella Cattedra il prezioso trono fatto costruire per sé da re Carlo il Calvo e da questi donato a papa Giovanni VIII in occasione della sua incoronazione imperiale, avvenuta in San Pietro nell’875.

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