L’infinità e l’onnipresenza sono due attributi che per ragionamento analogico si applicano a Dio. In questo articolo ne approfondiremo la conoscenza sotto la guida di San Tommaso d’Aquino.
A partire dalla Quaestio 10 della Pars Prima della Summa Theologica di San Tommaso in questo articolo si analizza uno degli attributi di Dio, la sua eternità.
San Tommaso apre la Summa theologica con una questione di metodologia: De sacra doctrina, qualis sit et ad quae se extendat. Prima di immergersi nell’esposizione della sacra doctrina, ne mostra le caratteristiche epistemologiche, collocandola nell’ambito delle scienze speculative.
La pietra angolare della teologia cattolica, rifugio sicuro contro gli errori e le eresie. I lineamenti di una delle opere più importanti della religione cattolica.
La scienza teologica non esula dalla ragione umana, ma in essa ha il fondamento e lo strumento precipuo. La teologia tomista, o per meglio dire, la teologia di sempre ha chiaro questo concetto: Dio si fa conoscere all’uomo in primo luogo per mezzo della sua ragione.
Nel 1252 il maestro generale dei domenicani p. Giovanni di Wildeshausen chiese a Sant’Alberto Magno di segnalare gli studenti più promettenti, che sarebbero stati mandati da Colonia a Parigi per conseguire il dottorato in teologia.
Non conosciamo con certezza la data di nascita di San Tommaso d’Aquino, poiché non esiste alcun documento che ne attesti il giorno o l’anno. Il primo biografo del dottore angelico e promotore della causa di canonizzazione, Guglielmo da Tocco, ce ne fornisce come notizia certa la data di morte.
La celebrazione Giovedì Santo in Coena Domini, con cui inizia il Triduo Sacro, apre la commemorazione della Passione del Signore, l’evento centrale della Storia della Salvezza.
Il 7 marzo 1274 presso l’Abbazia di Fossanova San Tommaso d’Aquino lasciava questo esilio terreno per ricevere la corona di gloria e godere eternamente di quella visione beatifica, che in vita aveva contemplato per speculum et in aenigmate (1Cor 13,12).