SPIRITUALITÀ

Extra Ecclesiam nulla salus

«Sono credente, ma non praticante», «credo in Dio, ma non nella Chiesa»,
«credo in Dio, ma mi confesso direttamente con lui, non vado a dire i fatti miei al prete» ecc.
sono frasi ormai ridondanti nella società in ogni angolo in cui svoltiamo.



 

Massimiliano Pizzorulli  |  22 Luglio 2021  |  Tempo di lettura: 7 minuti

 

SPIRITUALITÀ

Extra Ecclesiam nulla salus

«Sono credente, ma non praticante», «credo in Dio, ma non nella Chiesa», «credo in Dio, ma mi confesso direttamente con lui, non vado a dire i fatti miei al prete» ecc. sono frasi ormai ridondanti nella società in ogni angolo in cui svoltiamo.

Massimiliano Pizzorulli
22 Luglio 2021
Tempo di lettura: 7 minuti

 

«Sono credente, ma non praticante», «credo in Dio, ma non nella Chiesa», «credo in Dio, ma mi confesso direttamente con lui, non vado a dire i fatti miei al prete» ecc. sono frasi ormai ridondanti nella società in ogni angolo in cui svoltiamo. Ma come si può dire di credere in Cristo e non fare quanto Lui stesso ha comandato? Sarebbe più coerente affermare, allora, che – nonostante creda nel Signore Gesù – metto in pratica solamente ciò che non comporta uno sforzo nella volontà, nella decisione, nello spirito, nell’intelletto e – molte volte – anche nel corpo. L’identità di una persona credente non è affatto facile, soprattutto nel secolo in cui viviamo! Non si può ridurre la fede nel Signore nell’andare in Chiesa solamente quando questa la penserà come me o laddove il sacerdote pronunzia parole non scomode, che hanno spesso il sapore del mondo - illusivo e ingannatore - ma al palato ha un dolce gusto. Si, finché non arriva il momento di digerire, però. È così che il mondo, governato e reso ubriaco dalle menzogne del serpente antico, il demonio, è immerso in un pentolone in cui tutto all’apparenza è bello, piacevole, senza una morale da “moralisti”, senza antichi valori ormai superati. Ma alla fine dei conti, cosa accade? Si, cari lettori, perché alla fine di qualsiasi cosa si fanno i conti e quando si fanno i conti c’è sempre chi riscuote e chi paga per saldare il conto. Noi siamo dalla parte di coloro che, al termine dei nostri giorni, un domani, dovremo rendere conto a Dio! E questo Dio che tanto viene rigettato dal mondo progressista, non chiede a noi qualcosa che Lui per primo non ha fatto: Gesù è morto per noi, anzi, per usare la stessa metafora, Egli ha pagato il conto più grande per ciascuno di noi, versando tutto il Suo Sangue nella Passione e con la Risurrezione ci ha liberato per sempre dal peccato e dalla morte eterna, dalla dannazione, donandoci la possibilità di vivere eternamente con Lui. Diciamo la verità, allora, non inganniamo noi stessi accusando la Chiesa per ciò che noi non facciamo. La Chiesa è tanto Santa quanto peccatrice perché è formata da uomini, ma tra questi uomini ci sono anche io, anche tu. Ed ognuno impegnandosi concretamente a partire dalla preghiera quotidiana, dal comportamento con gli altri, dal difendere la Verità annunciata da Cristo e dalla Chiesa, può decidere se rendere la Chiesa ogni giorno un po’ più Santa o un po’ più peccatrice.
Andiamo a scoprire perché e chi dice che la Chiesa Cattolica sia strumento necessario di salvezza. Ci si chiede: davvero è necessario essere cattolico per salvarsi? E’ mai possibile che fuori della Chiesa non ci sia possibilità di salvezza? In realtà queste perplessità nascono dal fatto che siamo in una cultura relativista nella quale non deve esistere nessuna verità assoluta, e soggettivista in cui ognuno può crearsi la propria verità. Questo è quanto ci propone la logica, l’illusione di questo mondo. La dottrina cattolica, però, parla chiaro. Prendendo il Magistero nella sua interezza, la Chiesa si presenta come assolutamente necessaria per la salvezza di ogni uomo. C’è una famosa frase di origine patristica che dice: «Extra Ecclesiam nulla salus», ovvero: fuori della Chiesa non vi è salvezza. Ebbene, questa frase è un’incontestabile verità di fede, e lo è perché è stata continuamente ripetuta dai Padri e dal Magistero. Ecco alcuni esempi (se ne potrebbero fare molti di più) di ciò che a riguardo dicono i Padri della Chiesa, il Magistero e il Nuovo Testamento.
 

I Padri della Chiesa


Origene (185-254): «[…] nessuno inganni se stesso: fuori di questa casa, cioè fuori della Chiesa nessuno sui salva.»(Homil.3, in Iosue 5);
San Cipriano (200-258): «Fuori dell’arca, il diluvio e la morte; fuori della Chiesa, la dannazione.» (De Unitate Ecclesiae, VI);
Lattanzio (250-320): «Soltanto la Chiesa cattolica ritiene il vero culto. In essa la fonte della verità, il domicilio della fede, il tempio di Dio; in essa se qualcuno non entri o da essa esca, non ha speranza di vita o di salvezza.»(Divinae Institutiones 4, 30, II);
San Girolamo (347-420): «So che la Chiesa è stata edificata su quella pietra(la Cattedra di Pietro). Chiunque mangi l’agnello fuori di questa casa è profano. Se qualcuno non sarà nell’arca di Noé, perirà nel diluvio.»(Epistola ad Damasum, 2);
Sant’Agostino (354-430): «L’uomo non può raggiungere la salvezza se non nella Chiesa cattolica. Fuori della Chiesa tutto può ottenere ma non la salvezza. Può ottenere onore, può avere sacramenti, può cantare ‘alleluja’, rispondere ‘amen’, può tenere l’Evangelo, la fede e predicare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ma in nessun parte se non lella Chiesa Cattolica, potrà trovare la salvezza.» (Sermo ad Caesarienses Ecclesiam plebem, 6);
Ancora sant’Agostino: «Chiunque è separato dalla Chiesa Cattolica è votato alla collera divina.» (Epistola CXLI).
 

Il Magistero


Il Concilio Lateranense IV (1215): «Fuori della Chiesa, nessuno, assolutamente, assolutamente nessuno può essere salvato.»;
Pio IX (1792-1878): «[…] al di fuori di essa (la Chiesa cattolica) non vi è la vera fede, né la salvezza eterna, perché non si può avere Dio quale Padre se non si ha la Chiesa quale Madre, e a torto uno può illudersi di fare parte della Chiesa, quando è separato dalla Cattedra di Pietro, sull” quel è fondata la Chiesa.» (Singolari quidam, 222);
San Pio X (1835-1914): «Nessuna Chiesa, fuori della Cattolica-Romana può essere la Chiesa di Gesù Cristo e nemmeno parte di essa, […].» (Catechismo maggiore, risposta alla domanda Che cosa è la Chiesa?);
Pio XII (1876-1958): «Ora tra le cose che la Chiesa ha sempre predicate e che non cesserà mai dall’insegnare, vi è pure questa infallibile dichiarazione che dice che non vi è salvezza fuori della Chiesa.» (Lettera al Sant’Officio, del 8.11.1949). Queste parole sono importanti perché un papa (in questo caso Pio XII) dice chiaramente che la verità dell’extra Ecclesiam nulla salus (fuori della Chiesa non c’è salvezza) non solo sarà sempre insegnata ma è anche una dichiarazione infallibile;
San Giovanni XXIII: «(…)gli uomini possono sicuramente raggiungere la salvezza, solamente quando sono a lui (Romano Pontefice) congiunti, poiché il Romano Pontefice è il Vicario di Cristo e rappresenta in terra la sua persona.» (Omelia nel giorno della sua incoronazione, 4.11.1958);
Concilio Vaticano II (1962-1065): «Tutti gli uomini che conoscono la Chiesa cattolica e sanno che cosa significa necessità della salvezza, voluta da Dio a mezzo del Cristo, ma non entrano nella Chiesa o non hanno la costanza di rimanervi, non possono essere salvati.» (Lumen Gentium, 16);
San Giovanni Paolo II: «Solo nella Chiesa c’è la Verità» (Veritatis Splendor, II, 64).
 
 

Il Vangelo


Per far parte della Chiesa bisogna ricevere il Battesimo, ebbene Gesù dice chiaramente: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.” (Marco 16,15-16)
Gesù rivolgendosi agli Apostoli (fondamenta della Chiesa) li indica come assolutamente necessari per aderire a Lui e al Padre: “Chi ascolta voi, ascolta me. Chi disprezza voi disprezza me, ma chi disprezza me disprezza il Padre che mi ha mandato.” (Luca 10,16)
Ancora sulla necessità di accogliere e ascoltare gli Apostoli: “Se qualcuno non vi accoglie e non ascolta le vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete via la polvere dai vostri piedi.” (Matteo 10,14).
Chi non appartiene alla Comunità dei credenti è un estraneo. Dice Gesù: “Se non vuole ascoltare nemmeno loro, và a riferire il fatto alla comunità dei credenti. Se poi non ascolterà neppure la comunità, consideralo come un pagano o un estraneo.” (Matteo 18,17).
Tutti devono diventare discepoli di Gesù e quindi devono far parte della Sua Chiesa: “Perciò andate, fate che tutti diventino miei discepoli; battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; insegnate loro ad ubbidire a tutto ciò che io vi ho comandato. […].” (Matteo 28,19-20)
Dicono gli Atti: “Gesù Cristo, e nessun altro, può darci la salvezza: a questo mondo non ci è stato nessun altro uomo per mezzo del quale noi siamo destinati a essere salvati.” (4,12).
Conoscere il vero vangelo è indispensabile e il vero vangelo è nella Chiesa perché –dice san Paolo- l’accettazione di un altro vangelo pone fuori dalla Comunità: “Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!” (Galati 1,8).
Dunque, cari amici di Ecclesia Dei, è meglio sacrificarsi in questo mondo, volgerci a Gesù chiedendo la grazia divina di odiare noi stessi (inteso come esseri fatti per il Cielo ma che tendiamo al peccato) e il mondo, per abbracciare la croce e seguire Nostro Signore Gesù. E, nonostante l’attuale situazione della Santa Chiesa, abbiamo anche un altro mezzo per esternare il nostro attaccamento alla Tradizione della Chiesa, oltre l’oltraggiata S. Messa Tridentina, da Gesù sino ai giorni d’oggi: rimanere e pregare. Affidiamo tutto alla Santa Vergine chiedendoLe di restare con noi, consacriamoci a Lei, entriamo a far parte del Suo esercito contro le forze del male che attaccano la Chiesa. Insomma, facciamo di tutto per muovere un attacco spirituale a coloro che sono servi delle tenebre e che vogliono distruggere la Chiesa. Rimaniamo, preghiamo per chi svolge un ruolo di governo – il Santo Padre, i vescovi, i sacerdoti, i laici -, dimostriamo che amiamo la Santa Chiesa.
 
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