«Accogliamo nelle nostre chiese e nelle nostre comunità anime in cerca, chi ricomincia, convertiti e catecumeni che aspirano a scoprire e a seguire Cristo. Notre-Dame de Chrétienté e il suo pellegrinaggio di Chartres non possono rimanere in disparte rispetto a questo risveglio spirituale del nostro Paese, per il quale preghiamo da 44 anni. Per prendervi parte, dobbiamo dare prova di audacia e rinnovare il nostro modo di concepire la Missione.»
Con queste parole, cariche di significato, il presidente dell’associazione Notre-Dame de Chrétienté, Philippe Darantière, ha introdotto l’annuale pellegrinaggio cattolico Chartres-Parigi. Un evento che, nel corso degli anni, è andato incontro ad un processo di consolidamento e di crescita notevole. Anche quest’anno, infatti, i partecipanti sforato quota ventimila, confermando la tendenza di crescita dell’evento. Degno di nota è poi il Pellegrinaggio della Tradizione, condotto nei giorni che vedono la celebrazione della Solennità di Pentecoste, organizzato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, dove anche qui, riscontriamo un grande numero di presenti, con oltre 4500 partecipanti.

Questo evento, per essere letto in maniera corretta, viene inquadrato in un contesto molto differente, rispetto all’anno passato. Nel 2025, regnante Papa Franfesco, alcuni vescovi di Francia (gli stessi, per intenderci, che a fronte della blasfema inscenata dell’ultima cena alle Olimpiadi, avevano reagito con un languido miagolio buono a nulla), si erano improvvisamente riscoperti inquisitori e romani, ed avevano cercato di ostacolare il pellegrinaggio, che chiaramente è fondato sulla Santa Messa secondo il messale riformato da San Pio V. Un messale che, come tutti ben sappiamo, viene combattuto da anni, preferendogli la Messa Nuova. Dopo il tenero compromesso di Benedetto XVI, l’amato Papa che aveva, pur con i suoi difetti, trovato una strada di coesistenza dei due messali, e aveva portato una boccata d’aria fresca per i fedeli legati alla liturgia non riformata dal Vaticano II, Papa Francesco aveva pensato, influenzato sicuramente da cattivi pastori e uomini di curia votati al modernismo distruttore, di stringere la cinta e di imporre la Messa Nuova come unica vera espressione della lex orandi. I vescovi, quindi, avevano alzato la voce citando la giurisdizione (questa parola che, personalmente, credevo scomparsa perché nemica del liberalismo e del “ognuno faccia quello che vuole”), ma poi, forse per disposizione della Divina Provvidenza, tutto era andato liscio.
Quest’anno, sotto Leone XIV, è stato chiesto ai vescovi francesi di accogliere con generosità i fedeli legati alla messa tridentina, e il Presidente della Conferenza Episcopale Francese, il card. Jean-Marc Noël Aveline, ha recentemente cercato di mantenere un equilibrio che sa di “cessate il fuoco”, chiedendo tolleranza verso i fedeli legati alla liturgia antecedente alla riforma montiniana.

Il pellegrinaggio sembra essersi svolto in tranquillità, e ha trasudato tutta la sua bellezza inaudita. Folle oceaniche di giovani e giovanissimi si sono riversate per la Santa Messa del primo giorno. Tantissimi sono rimasti sul sagrato e, giunto il momento dell’Agnus Dei seguito dalla S. Comunione, si sono inginocchiati per terra, attendendo che i ministri uscissero per comunicarli, con grande e maestosa riverenza al Santissimo Sacramento. Scene completamente contrarie a diverse prime comunioni svoltesi in Italia, dove i sacerdoti dicevano “messa” con i bambini seduti ad una tavola imperiale e preparata, per rievocare la “cena” del Signore.
Questo evento si colloca, tra l’altro, a ridosso dell’imminente viaggio apostolico di Leone XIV nella stessa Francia, in cui il cattolicesimo sembra continuare la tendenza di decomposizione generale, ma che ha visto un grande numero di battesimi di adulti nell’ultimo anno, con numeri che mostrano un incremento percentuale relativo al 2025 del 28%. Nella Francia castigata da Dio per l’apostasia, come aveva anticipato la Santissima Vergine a La Salette quando diceva che «[…] la Francia ha corrotto l’universo, un giorno sarà punita. La fede si spegnerà in Francia. Un terzo della Francia non praticherà più la religione o quasi». Casualmente, al 2026 si conta che circa il 30% dei francesi sia ateo.

Sembra essere consolidato, invece, il trend di crescita della Tradizione: sembra anche che questo processo non possa essere fermato. I tentativi di arresto di questi eventi e della Messa tradizionale, con sanzioni, minacce, restrizioni e proibizioni così rigide, contrariamente al clima di dialogo sinodale e rilassato con tutti (apostati, eretici, scismatici) che la Santa Sede porta avanti, ormai, da anni, ci deve far ben sperare.
Speriamo che questo evento, a cui si augura di poter perdurare e crescere sempre di più negli anni a venire, possa essere una chiara testimonianza, anche per coloro che si sentono scettici verso le comunità tradizionali, della profonda cattolicità di questi eventi, sullo sfondo della deriva sinodale della Chiesa che, per converso, sta continuando ad allontanare i fedeli ed avvelenare i cattolici con l’idea di una liturgia che diventi celebrazione di comunione e dell’umanità, invece di riscoprire il carattere sacrificale della Santa Messa, così come la Chiesa Cattolica ha sempre ribadito, e per cui Nostro Signore ha istituito il sacerdozio cattolico.