SPIRITUALITÀ

Il Rosario, corona di santità
per tempi di apostasia

Tra tutte le forme di culto, di devozione e di preghiera, dopo la Sacra
Liturgia eucaristica, la più grande, preziosa, dolce e potente è senza dubbio il Santo Rosario,
come ha rivelato la stessa Madre di Dio Maria al Beato Alano della Rupe.



 

Valerio Carruezzo  |  28 Ottobre 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

SPIRITUALITÀ

Il Rosario, corona di santità per tempi di apostasia

Tra tutte le forme di culto, di devozione e di preghiera, dopo la Sacra Liturgia eucaristica, la più grande, preziosa, dolce e potente è senza dubbio il Santo Rosario, come ha rivelato la stessa Madre di Dio Maria al Beato Alano della Rupe.

Valerio Carruezzo
28 Ottobre 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Tra tutte le forme di culto, di devozione e di preghiera, dopo la Sacra Liturgia eucaristica, la più grande, preziosa, dolce e potente è senza dubbio il Santo Rosario, come ha rivelato la stessa Madre di Dio Maria al Beato Alano della Rupe.
Non è un caso che la Madonna, nelle apparizioni di Fatima del 1917, ne abbia raccomandato con tanta premura ed insistenza la recita quotidiana, soprattutto in previsione dei tempi durissimi che sarebbero venuti ed in cui ci troviamo ora a vivere, con un rinnegamento ed una corruzione della Fede Cattolica sempre più diffuse e radicate.
Ugualmente non c’è da stupirsi che il demonio odi il Rosario e lo osteggi con tanta ferocia, perché esso lo distrugge annientandone l’opera e portando frutti di santità e salvezza inimmaginabili.

Il primo diffusore di questa preghiera, come la conosciamo noi oggi, fu San Domenico di Guzman.
Le 150 “Ave Maria” hanno dato la possibilità, in particolare alle persone meno istruite, di sostituire i 150 salmi.
Per questo il Rosario è anche chiamato il “Salterio di Maria” ed il “Vangelo dei poveri”, poiché permette anche agli analfabeti di meditare i Misteri della vita del Cristo alla presenza amorevole della Madonna, ricorrendo alla sua inestimabile intercessione ed offrendole una corona di rose profumate, una per ogni “Ave Maria”.
Un’ulteriore restaurazione fu operata nel XV secolo dal Beato Alano della Rupe, per ordine diretto della Santissima Vergine che gli apparve diverse volte affidandogli le quindici promesse per tutti coloro che avessero recitato devotamente il Santo Rosario e ne avessero coltivato e diffuso la pia pratica:
 
1. A tutti coloro che reciteranno devotamente il mio Rosario, io prometto una mia speciale protezione e grandissime grazie;

2. Colui che persevererà nella recita del mio Rosario riceverà qualche grazia insigne;

3. Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l’inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie;

4. Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo;

5. Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà;

6. Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi Misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna;

7. I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa;

8. Coloro che reciteranno il mio Rosario, troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati;

9. Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario;

10. I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo;

11. Ciò che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete;

12. Coloro che diffonderanno il mio Rosario, saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità;

13. Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte I santi del Cielo;

14. Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo;

15. La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.
Promesse ineffabili che dimostrano tutto il valore, la necessità e la somma potenza di questa preghiera che è, inoltre, totalmente completa, sintetizzando le tre dimensioni costitutive: vocale, perché normalmente si recita a voce, ma se la si può dire anche nella mente; meditativa, perché invita alla meditazione dei Misteri della Salvezza; contemplativa, perché porta a contemplare, nel raccoglimento interiore, l’oggetto e la scena di ogni Mistero.

Esiste, inoltre, un legame particolare proprio tra la Santa Messa e il Rosario, poiché la prima consiste nella riattualizzazione concreta del Sacrificio redentivo della Croce di Cristo, l’altro, mediante la contemplazione, porta il fedele ad avere presenti, alla mente ed al cuore, le opere compiute dal Signore Gesù e, dunque, deve essere considerato a pieno titolo, la preghiera più eccellente e proficua dopo la Messa.

Il Rosario è anche superiore ai Salmi, perché questi profetizzano soltanto il Verbo Incarnato, il primo, invece, lo ha come oggetto diretto. Tra il Salterio della Santa Vergine e quello di Davide vi è, dunque, la stessa differenza che c’è tra il corpo e l’ombra, tra la realtà e l’immagine dipinta che la raffigura.
Nel Rosario, per di più, vi è il riferimento esplicito alla Trinità, per la presenza del “Pater” e del “Gloria”.

Per ben recitarlo occorrono essenzialmente due requisiti: la buona volontà e l’amore sincero.
Bisogna rivolgere la propria attenzione e il proprio affetto alla Madonna in ogni Mistero, perché è come se si dicesse a Maria tante volte: “Ti amo”, ed a Gesù, per mezzo di lei: “Grazie per tutto quello che hai fatto per me”.
Le distrazioni involontarie non riducono la bontà ed il valore della preghiera che, anzi, ha ancora più forza quando è fatta con perseveranza in situazioni disagevoli e nei momenti di pesantezza ed aridità spirituale.

Un’altra caratteristica significativa del Rosario è che può essere recitato in qualsiasi momento e luogo, anche mentre ci si dedica ad altre occupazioni, a letto se si è malati, camminando se si è in viaggio, in piedi o seduti se non ci si può inginocchiare o svolgendo lavoro manuale.
Può, inoltre, essere spezzato, ovvero diviso nelle sue poste che possono essere dette in orari diversi della giornata secondo le necessità.
Alcuni obiettano che sarebbe inutile ripetere tante volte l’”Ave Maria”, ma le espressioni d’amore verso l’Immacolata sono talmente preziose e necessarie da non essere mai troppe, come quelle verso la più cara e amabile delle madri.
Altri dicono che si tratterebbe di una preghiera alienante, ma i Santi ne hanno sempre recitati in numero incalcolabile, approfittando di ogni occasione, eppure non sono diventati degli alienati o disadattati, tutt’altro.
Tante persone che, anzi, non pregano per nulla, non riescono a dare equilibrio alla propria vita, ma lo perdono proprio perché si allontanano da Dio.

Il Santo Rosario è, inoltre, un’arma formidabile per la difesa e la conservazione della dottrina cattolica pura, perché è come una catena che lega alla Madre Santa, colei che ha generato la Verità nella persona del Verbo Incarnato.
Si può dire, dunque, che il Rosario costringa letteralmente ad accogliere la Divina Rivelazione, anche perché in esso la priorità è data alla contemplazione e non certamente alla rielaborazione intellettuale.
Non si esalta la sensazione emotiva, ma si ammirano intimamente i Sacri Misteri.
In tal senso costituisce anche un potente antidoto contro il neo-modernismo oggi in voga, che vorrebbe ridurre il Cattolicesimo a mera esperienza e gratificazione sentimentale.

Mediante il Rosario passa davanti ai nostri occhi tutto il Credo, non in modo astratto, ma concreto, per questo è tanto odiato dagli eretici e contrastarlo può significare una possibile dannazione.
Al contrario, come ci assicura San Luigi Maria Grignion de Montfort, chi lo recita tutti i giorni non può cadere formalmente in eresia.

Il Rosario conduce alla salvezza anche il peccatore più accanito, allontana le tentazioni e infonde la forza per vincerle, salva la famiglia e ne preserva l’unità e l’armonia dagli attacchi del diavolo, che vorrebbe distruggerla.
Una grazia particolare di salvezza è, inoltre, riservata a coloro che diffondono e promuovono questa devozione.
Essa, infatti, rende fruttuosa la predicazione ed ogni opera di apostolato, ottenendo conversioni senza numero; migliora ed eleva la vita cristiana in ogni suo aspetto, donando la sapienza e la capacità di fare un retto e illuminato discernimento in ogni ambito e per qualsiasi questione.

Gesù ci insegna nel Vangelo l’importanza di pregare con costanza ed insistenza e di essere sempre come bambini, nello spirito e nella fede, per entrare nel Regno dei Cieli.
Il Rosario si adatta perfettamente ad entrambe queste esigenze e ci consente di obbedire pienamente a Nostro Signore, perché può essere recitato ovunque, anche in mezzo al frastuono e senza manifestazioni esteriori, poi perché ci porta ad abbandonarci come fanciulli tra le braccia della Madre Celeste, a capire quanto sia importante affidarsi a lei e, tramite lei, a Dio, nella semplicità e purezza di cuore, nella povertà in spirito. Per questo motivo solo chi non è come un bambino nella fede può non amare il Rosario.

Esso è, inoltre, baluardo essenziale per la difesa della Civiltà Cattolica, come ha dimostrato innumerevoli volte nella storia, ad esempio per la vittoria della Battaglia di Lepanto, contro l’imponente offensiva islamica, diretta a conquistare l’Europa, cancellando la Chiesa e la Fede.
E’ stato un miracolo straordinario ottenuto, contro ogni umana speranza, da una Crociata del Rosario indetta dal Papa San Pio V, di cui quest’anno si celebra il 450o anniversario.
E’, dunque, tanto più necessario ricorrere al Santo Rosario nel tempo presente, in cui vige un’apostasia globale e la Cristianità e la Fede cattolica sono ferite ed avversate con violenza inaudita sia dall’esterno, dalle forze del mondo, che dall’interno, nella stessa Chiesa, da parte dei suoi nemici che l’hanno, in gran parte, occupata.

Per tutte queste ragioni risuona, ora più che mai alto, l’Appello della Madonna a Fatima, a recitare il Rosario ogni giorno, per la conversione dei poveri peccatori, per portare pace e salvezza alle anime e alle nazioni, per l’estirpazione delle eresie e per affrettare il trionfo del suo Cuore Immacolato.
A noi che ascoltiamo le sue parole e che possiamo capire la bellezza, l’importanza e la necessità di questa straordinaria preghiera, Ella oggi affida questo compito e questa responsabilità per noi stessi e per il nostro prossimo, davanti a Dio.

Non deludiamola.
 
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