Il Supplementum di Fra’ Reginaldo da Piperno - Ecclesia Dei

Il Supplementum di Fra’ Reginaldo da Piperno 

La Summa theologica di San Tommaso fu completata dal suo segretario Fra’ Reginaldo da Piperno. Questa sezione non autografa viene denominata Supplementum. Nell’articolo se ne sviluppa la storia.

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Il 6 dicembre 1273 San Tommaso d’Aquino, come era suo solito, di buon mattino si recò nella cappella di San Nicola del convento di San Domenico Maggiore a Napoli per celebrare la Santa Messa. Durante quella celebrazione, tuttavia, accadde qualcosa di inaspettato e misterioso. Infatti, «dopo quella Messa egli non scrisse né dettò più nulla» (Proc. Canon. Napoli, n.77). Era giunto al trattato sulla Penitenza nella Pars tertia della Summa theologica. Il 7 marzo 1274 sarebbe morto improvvisamente, all’età di quarantanove anni, lasciando incompleto il suo capolavoro teologico. 

Cosa accadde quella mattina? Non è facile dirlo. Secondo le cronache, Fra’ Reginaldo da Piperno, suo fedele segretario e discepolo, lo interrogò più volte sull’argomento. In particolare chiese la causa del brusco e improvviso mutamento nello stile di vita, che aveva mantenuto inalterato per ben quindici anni: «Padre, perché hai messo da parte un lavoro così grandioso iniziato per lodare Dio e istruire il mondo?» (Weisheipl, p. 325). San Tommaso si limitò a rispondere di non poter più continuare. Tuttavia, dietro le insistenze dell’amico segretario un giorno si lasciò sfuggire: «Tutto ciò che ho scritto è come paglia per me in confronto a ciò che ora mi è stato rivelato» (Weisheipl, p. 325). Evidentemente l’esperienza mistica, vissuta dal dottore angelico durante quella Messa, era stata così forte da rendere vano ogni tentativo umano di raggiungere una conoscenza minima di Dio. 

Fra’ Guglielmo da Tocco, biografo e postulatore della causa di canonizzazione di San Tommaso, ci trasmette un breve racconto di quanto accadde quella mattina del 6 dicembre 1273: egli racconta che osservava di nascosto ciò che il dottore angelico faceva e «una volta, più curioso che mai, osservandolo, lo vide in preghiera nella cappella di San Nicola, staccato dal suolo di quasi due cubiti. Il frate guardò a lungo e con meraviglia tale cosa, quand’ecco udire all’improvviso queste chiare parole, provenienti dall’immagine del Crocifisso, cui il santo dottore indirizzava la sua preghiera: “Hai scritto bene di me, Tommaso, quale ricompensa vuoi dunque per la tua fatica?”. Allora stava scrivendo la terza Parte della Somma di Teologia, ove trattava dell’incarnazione, della nascita, della passione e della risurrezione di Cristo. E Tommaso rispose: “Signore, non vorrei ricevere altro compenso che te”» (Guglielmo da Tocco, Historia beati Thomae). Ancora oggi è possibile venerare l’immagine del Crocifisso che parlò a San Tommaso nella chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli.

Il lavoro di San Tommaso, rimasto incompiuto, fu completato da Fra Reginaldo da Piperno in base agli appunti del dottore angelico e attingendo al testo del Commento alle sentenze di Pietro Lombardo, che, seppure in maniera imperfetta rispetto ai vertici teologici della Summa, era costituito da argomenti simili (Weisheipl, p. 268). Eschmann nel suo A Catalogue of St. Thomas Aquinas: Bibliographical Notes commenta criticamente la stesura del Supplementum, affermando che fu un’opera «messa insieme con forbici e colla dai ritagli dello scritto dell’Aquinate sulle Sentenze (specialmente l. 4)» (p. 388). Prescindendo dall’elevatezza dell’opera di Fra’ Reginaldo, bisogna riconoscere in essa il tentativo di portare a compimento un capolavoro teologico, che è rimasto e rimarrà insuperato nella storia della teologia cattolica. 

Il Supplementum si apre con una serie di quaestiones (1-28), che vanno a completare il trattato sulla penitenza. Le quaestiones 1-16 trattano delle parti della penitenza in particolare (contrizione, confessione e soddisfazione), riprendendo il discorso da dove San Tommaso l’aveva interrotto. La quaestio 90 della Pars tertia, infatti, tratta delle parti della penitenza in generale (cfr. articolo precedente). Le quaestiones 17-28, invece, sono dedicate al potere che la Chiesa ha di rimettere i peccati e, di conseguenza, alla dottrina delle indulgenze. Le quaestiones 29-33 passano a trattare il sacramento dell’estrema unzione, mentre le quaestiones 34-40 sviluppano il trattato sul sacramento dell’ordine. Ben ventotto quaestiones (41-68) sono dedicate al sacramento del matrimonio, che chiude il trattato de sacramentis in specie. 

La seconda parte del Supplementum, che costituisce l’ultima sezione della Summa theologica, è dedicata all’escatologia. Le quaestiones 69-72 si soffermano sull’escatologia intermedia, cioè su quanto accade alle anime e ai corpi nel tempo che intercorre tra la morte e la resurrezione finale. Il giudizio universale e la risurrezione dei corpi vengono indagati nelle quaestiones 73-91, mentre nelle successive quaestiones 92-99 viene sintetizzata la condizione prima dei beati e poi dei dannati. Due appendici chiudono il testo del Supplementum: la prima tratta del purgatorio, mentre la seconda tratta della pena del peccato originale, cioè della sorte di coloro che muoiono senza aver ricevuto il Battesimo. 

Caro lettore, con questo articolo si conclude il nostro viaggio alla scuola di San Tommaso d’Aquino. Spero che sia stato di aiuto alla tua crescita spirituale e a maggior gloria di Dio e dei suoi Santi. San Tommaso interceda per noi, affinché, terminata la nostra breve esistenza terrena, potremo insieme a lui godere della Visione Beatifica di Dio nel Cielo.

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