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Introibo ad altare Dei

Siamo in Francia e la sanguinosa Rivoluzione del 1789 è alle porte e ben presto si trasformerà in una macchina di morte e menzogna. In questo contesto si interseca la storia di Natale Pinot, umile sacerdote, che accettò di seguire Cristo fino alla ghigliottina.

Breve racconto di un vero rivoluzionario

Siamo in Francia e la sanguinosa Rivoluzione del 1789 è alle porte. Se nasce con l’intento di attribuire eguale dignità a tutti gli uomini, ben presto si trasformerà in una macchina di morte e menzogna. Basti pensare che proprio qui venne commesso il primo genocidio della storia europea, in particolare quando le truppe rivoluzionarie marciarono sulla Vandea per annientare un intero popolo che rifiutava di rinnegare Dio ed il Re.

In questo contesto si interseca la storia di Natale Pinot. Persona comune, figlio di una famiglia numerosissima, venne ordinato sacerdote e divenne parroco nel 1770. Egli fin da subito rifiutò di giurare fedeltà alla repubblica, come previsto dalla costituzione civile del clero datata 1790. Quest’ultimo era un documento attraverso cui i rivoluzionari tentarono di costituire una chiesa francese obbligando il clero, pena l’arresto, a mettersi al servizio non più del Papa ma dello Stato.

Diversi vescovi e sacerdoti cedettero e prestarono giuramento, ma molti altri si rifiutarono consapevoli delle conseguenze e, uno di questi, era Pinot. Dovendosi ben presto nascondere per non essere arrestato, Pinot continuò per mesi ad esercitare il suo ministero in clandestinità, facendosi ospitare da generose famiglie della zona. Somministrava l’Eucaristia, confessava, celebrava messe nelle stalle o nelle cantine delle case, insegnava il Catechismo, assisteva e confortava i malati. La sera dell’8 febbraio, mentre si trovava ad assistere una vedova della zona, venne riconosciuto nonostante l’oscurità da un operaio, che un tempo aveva aiutato con importanti elemosine, soprannominato Niquet.

Tutti i benefici ricevuti vennero ben presto dimenticati da quest’uomo e, per il premio di cento lire previsto per chi denunciava e faceva arrestare i c.d. “refrattari”, cioè i preti che non avevano aderito alla costituzione civile del clero, corse alla sede della Guardia Nazionale. In poco tempo il sacerdote che non sospettava nulla e si accingeva a celebrare la Santa Messa, venne arrestato. Natale Pinot fissando il traditore esclamò: “Come? Sei tu?”. Al pari di Gesù venne tradito da un uomo a cui aveva fatto del bene. Come Gesù venne percosso, insultato, ammanettato, e trascinato dinnanzi ad un tribunale dove la sentenza era già scritta. La commissione, coincidenza volle, era presieduta dal cittadino Roussel, dapprima prete apostata e poi “spretato”.

Fu proprio quest’ultimo, per scherno, a chiedere a Pinot se avesse voluto essere ghigliottinato vestito con i paramenti per la Messa e il sacerdote, nella sua immensa dignità ed umiltà, accettò senza alcuna vergogna. Come Gesù, che prima della crocifissione venne vestito con un manto scarlatto e una corona di spine sul capo per denigrarlo, così, per lo stesso motivo, anche a Natale Pinot gli vennero fatti indossare, per l’esecuzione, i paramenti liturgici. Venne condotto, come Gesù, al patibolo da innocente, tra le grida, gli scherni e gli sputi della folla inferocita.

Testimoni oculari descrivono il condannato con un viso sereno e tranquillo. Dinnanzi al boia gli venne rimossa la pianeta e rimase con la stola incrociata sul petto. Alle ore 15 del venerdì  venne decapitato. Mentre saliva i gradini del patibolo, alzando gli occhi al cielo, recitò le brevi parole che vengono dette all’inizio della Messa: “Introibo ad altare Dei”, cioè, “Mi accosto all’altare del Signore”. La fede, la dignità e il coraggio di quest’uomo bastano per far tremare prima di tutto i cristiani. Pinot era un semplice parroco, prima di tutto un cristiano, ma ha fatto la differenza. Perché? Perché ha compiuto la volontà di Dio. Non ha cercato di farsi seguire da Cristo, ma ha preso la croce e Lo ha seguito anche se sapeva che sarebbe morto. Questo è “essere” cristiano, che si contrappone al “dirsi” cristiano.

Se in Occidente i cristiani avessero anche solo una piccola parte di fede come questo presbitero, le cose andrebbero diversamente. Siamo giunti ad un punto in cui viene messo davanti il desiderio e la volontà dell’uomo e non Dio. Troppe volte viene detto che la Chiesa dovrebbe dire o non dire certe cose, cambiare o non cambiare certi pensieri e tanto altro. Ma la vera domanda che la Chiesa e ciascuno di noi deve farsi è: “Cosa vuole Dio da me?” e non: “Cosa voglio io da Dio?”. Come il Beato Natale Pinot dobbiamo avere fede, cioè una totale fiducia in Dio in ogni momento; dobbiamo conservare la dignità di essere cristiani, cioè non dobbiamo cadere, per renderci la vita più semplice, nella tentazione di allontanarci da Cristo, ed infine dobbiamo avere coraggio, cioè forza nel seguirLo ovunque ci vorrà condurre anche se abbiamo paura oppure è difficile. Cristo ha vinto il mondo, non viceversa e lo ha dimostrato anche quel venerdì del 1794 attraverso il Suo servitore Natale Pinot.

“Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam”

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