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La Cattedra di San Pietro

Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Nella Basilica di San Pietro a Roma, il visitatore viene immediatamente colpito dalla grande finestra di alabastro sulla parete di fondo dell’abside che raffigura lo Spirito Santo sotto forma di colomba. Sotto la finestra si trova un’antica sedia di legno, che si ritiene sia stata usata da San Pietro. Nel XVII secolo, l’antica sedia fu rivestita di bronzo dal famoso artista Bernini e poi collocata sopra l’altare dell’abside. Intorno alla cattedra si trovano le statue di quattro antichi dottori della Chiesa. Due di essi rappresentano la Chiesa orientale: San Giovanni Crisostomo e Sant’Atanasio.

Due rappresentano la Chiesa occidentale: Sant’Ambrogio e Sant’Agostino. Questi grandi santi rappresentano l’universalità della Chiesa, sia orientale che occidentale, e l’unità del loro insegnamento teologico con l’autorità del Vescovo di Roma. Sopra la cattedra ci sono due angeli che tengono insieme la triplice corona, il triregno del Vescovo di Roma, che simboleggia il padre dei re, il governatore del mondo e il Vicario di Cristo. Nell’altra mano, ogni angelo tiene una chiave, simbolo dell’autorità del Vescovo di Roma in materia di fede e morale. La festa della Cattedra di San Pietro, non celebra solo quella sedia come preziosa reliquia dell’epoca del santo, ma anche tutto ciò che questa sedia rappresenta. Questa festa fu formalmente celebrata a Roma già nel IV secolo, ma l’onore per il primato di San Pietro e dei suoi successori fu celebrato dal momento in cui Gesù affidò a Pietro la sua unica missione.


Nel Vangelo di Matteo 16, 13-20, abbiamo il discorso tra Gesù e i suoi discepoli, che è alla base di questa festa e della nostra fede nell’autorità unica e universale di San Pietro e dei suoi successori. Gesù chiese ai discepoli: “Chi dite che io sia?”. Simone rispose: “Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente”. Con questa professione di fede, Gesù cambiò il nome di Simone in Pietro, dicendogli: “E io ti dico che tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Pietro in greco è Πετρος, che significa una singola pietra. La parola greca petra indica una solida formazione rocciosa, fissa, inamovibile e duratura. Pertanto, Gesù scelse di trasformare Pietro da una singola pietra in un solido fondamento di roccia, fisso e inamovibile, sul quale la Chiesa sarebbe stata costruita e sarebbe durata fino alla fine dei tempi. Gesù continuò a dire a Pietro che gli avrebbe dato le chiavi del Regno dei Cieli e che qualsiasi cosa avesse legato e sciolto sulla terra sarebbe stata legata e sciolta in Cielo.


È interessante notare che subito dopo questo discorso tra Gesù e Pietro, Gesù rimprovera Pietro per aver ceduto alla paura dopo che Gesù aveva parlato della sua morte imminente. Nell’orto del Getsemani, alla vigilia della salvifica Passione di Gesù, Pietro sceglie di dormire piuttosto che rimanere sveglio a pregare con Gesù. Poi, dopo l’arresto di Gesù, Pietro nega per tre volte di conoscere Gesù. Dio ha scelto un uomo debole e timoroso per diventare il fondamento della Chiesa. Questo dimostra che il potere di Dio non è limitato dagli strumenti a cui affida il suo potere.


Dopo l’ascensione di Gesù al cielo, Pietro e gli altri vengono riempiti di Spirito Santo a Pentecoste. Dopo questo dono, Pietro è più preparato per la sua missione. È il primo a partire con coraggio per predicare la Parola di Dio al popolo di Gerusalemme. Risolve i conflitti all’interno della Chiesa quando sorgono. Diventa il primo vescovo della città di Antiochia, appena evangelizzata, e poi sceglie di andare a Roma, diventando il primo vescovo di Roma, dove morirà martire. Tuttavia, la morte di San Pietro non fu la morte della sua autorità e della sua singolare missione. San Lino lo seguì come secondo vescovo di Roma, e poi San Cleto, San Clemente, e così via fino ad oggi.


Per quanto riguarda l’autorità del Papa, i Concili Vaticani I e II hanno affermato che quando il Papa parla ex Cathedra, cioè dalla cattedra, parla con l’autorità di San Pietro, al quale è stata affidata la piena, suprema e universale autorità di insegnare e governare. Il suo insegnamento si estende a tutte le questioni di fede e di morale, e il suo governo comprende il mondo intero. (Lumen Gentium, n. 22). Mentre riflettiamo sull’autorità e sull’infallibilità di colui che siede sulla cattedra di San Pietro, cerchiamo di vedere questo sacro potere, dato a un uomo debole e peccatore dopo l’altro, come un atto d’amore di Cristo per la sua Chiesa. È il potere di Cristo e il suo amore divino che rende possibile a questi uomini di pascere la Chiesa, fornendo stabilità, longevità, certezza e speranza. Quando i papi sono anche santi, siamo doppiamente benedetti. Quando non lo sono, il Signore opera comunque attraverso di loro, fornendo alla Chiesa la base rocciosa di cui ha bisogno per resistere a tutto fino alla fine dei tempi. Pregate sempre e on modo particolare durante questa festa per il Papa. Impegnatevi a obbedirgli quando parla ex cathedra e sappiate che la vostra unità con lui assicura la vostra unità con Cristo, che governa attraverso di lui.

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