MUSICA SACRA

La musica sacra strumentale: l’organo

L’organo che conosciamo noi ora è molto diverso
da come in realtà è nato, infatti l’organo nasce come strumento profano
ed è uno strumento di origine antichissima.



 

Christian Mauriglio | 13 Marzo 2021 | Tempo di lettura: 2 minuti

 

MUSICA SACRA

La musica sacra strumentale: l’organo

L’organo che conosciamo noi ora è molto diverso da come in realtà è nato, infatti l’organo nasce come strumento profano ed è uno strumento di origine antichissima.

Christian Mauriglio
13 Marzo 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Come è nato l’organo

L’organo che conosciamo noi ora è molto diverso da come in realtà è nato, infatti l’organo nasce come strumento profano ed è uno strumento di origine antichissima (l’organo Hydraulis, che andava grazie all’azione dell’acqua, risale addirittura al III secolo a.C.). L’organo viene suonato attraverso l’uso di una o più tastiere (dette manuali) e di una pedaliera (che non sempre è presente) che “azionano”, attraverso delle meccaniche, le canne, che sono l’elemento che produce il suono. L’organo è uno degli strumenti più antichi e per questo motivo ha visto il “passaggio” di molte “epoche” musicali, a partire dalla musica antica, passando per la musica rinascimentale, barocca e romantica, fino ad arrivare alla musica contemporanea.

L’organo nella liturgia

Nel capito IV del Sacrosanctum Concilium, l’organo viene definito così:
“Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere una notevole grandiosa solennità alle cerimonie della Chiesa e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti.
Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale, purché siano adatti alI'uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del luogo sacro e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli”

Da queste frasi possiamo evidenziare il passo che dice “elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti” che richiama ad una grande responsabilità dell’organista dato che, grazie alle sue note e al canto dei fedeli, deve far giungere la musica a Dio.
Inoltre l’organo, con la varietà di timbri che possiede, va a ricordare la grandezza di Dio, come se fosse proprio Dio che, attraverso la musica e il suono dell’organo, ci accompagna e ci guida. Papa Benedetto XVI definì cosi l’organo:
“La grande varietà dei timbri dell’organo, dal piano fino al fortissimo travolgente, ne fa uno strumento superiore a tutti gli altri. Esso è in grado di dare risonanza a tutti gli ambiti dell’esistenza umana. Le molteplici possibilità dell’organo ci ricordano in qualche modo l’immensità e la magnificenza di Dio”

Altri strumenti nella liturgia

L’organo è lo strumento principe della liturgia, ma questo non significa che non possono essere presenti altri strumenti allo stesso tempo, a patto che siano conformi alla celebrazione liturgica. Viene così scritto:
“Tutti gli strumenti musicali ammessi al culto divino, si usino in modo da rispondere alle esigenze dell'azione sacra e servire al decoro del culto divino e alla edificazione dei fedeli”

 
error: Questo contenuto è protetto!