Le Messe votive della Quaresima

Una ricchezza della preghiera liturgica è rappresentata dalle Messe votive, che in Quaresima possono contemplare particolari misteri.

La Chiesa propone, per l’utilità dei fedeli e l’incremento della pietà, non solo del popolo di Dio ma anche del sacerdote celebrante, la possibilità di commemorare diversi misteri cristiani in generale o in particolare attraverso le cosiddette Messe votive.

Nell’ordinamento generale del Messale Romano si legge, al numero 375, che «Le Messe votive dei misteri del Signore o in onore della beata Vergine Maria o degli Angeli o di qualche Santo o di tutti i Santi, si possono celebrare per la pietà dei fedeli nelle ferie del tempo ordinario, anche se ricorre una memoria facoltativa. Tuttavia non si possono celebrare come votive le Messe che si riferiscono ai misteri della vita del Signore o della beata Vergine Maria, eccetto la Messa della sua Immacolata Concezione, perché la loro celebrazione è in armonia con il corso dell’anno liturgico». Non considerando la Settimana Santa, non c’è impedimento per la Quaresima, le cui ferie possono dunque accogliere una celebrazione diversa da quella che afferisce al giorno. Successivamente, al numero 376, si ricorda che «Nei giorni in cui ricorre una memoria obbligatoria o una feria di Avvento fino al 16 dicembre, del tempo natalizio a cominciare dal 2 gennaio, e del tempo pasquale dopo l’ottava di Pasqua, sono per sé proibite le Messe per varie necessità e quelle votive». Dunque, sebbene qualcuno asserisca la proibizione delle votive in Quaresima, questa rubrica smentisce tale posizione. 

Il Messale di Paolo VI ne fornisce relativamente poche, confrontate a quelle presenti nei precedenti libri liturgici. Tra di esse, le più adatte per la Quaresima sono del Mistero della Santa Croce e del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo.

Per quanto riguarda il Vetus Ordo, nelle rubriche generali leggiamo, al numero 317, che se «occorre un giorno liturgico di III o IV classe, si può scegliere tra la Messa dell’Ufficio del giorno e la Messa votiva, senza la commemorazione dell’altra». Le ferie di Quaresima sono di III classe, e in esse, per la rubrica appena citata, è possibile celebrare una votiva. Rispetto al Novus Ordo, il Messale di Giovanni XXIII contempla in più la votiva della Passione del Signore, ma altri precedenti ricordano, poi declassate e quasi nascoste, altre celebrazioni più specifiche sui misteri della Passione, come la votiva della corona di spine, dei flagelli, della lancia. Nello specifico, esse contemplano: la preghiera di Nostro Signore Gesù Cristo nell’orto per il mercoledì dopo la domenica di Settuagesima; la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo per il mercoledì dopo la domenica di Sessagesima; la corona di spine per il venerdì dopo le Ceneri; i sacri lancia e chiodi per il venerdì della I settimana di Quaresima; la Sacratissima Sindone per il venerdì della II settimana; le Cinque piaghe per il venerdì della III settimana; il Preziosissimo Sangue per il venerdì della IV settimana. Tutte sono in rosso e con il prefazio della Croce. Queste votive a molti possono sembrare retaggi di superstizioni medievali, ma sono, in realtà, espressioni di fede di un popolo che non si vergogna del suo Signore, che ha sofferto in maniera crudelissima ed è morto e risorto per sconfiggere il peccato e riaprire le porte del Paradiso. La venerazione dei singoli misteri della Passione, dunque, ci aiuti ad entrare sempre meglio nel complessivo mistero pasquale della nostra salvezza, non dimenticando mai che per sanctam crucem il Signore ha redento il mondo.

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