Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, levati contro il furore dei nemici - Ecclesia Dei

Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, levati contro il furore dei nemici 

Nessuna pietà, nemmeno davanti al dolore di una famiglia, di un padre e di una madre che perdono il loro figlio. Nessuna pietà hanno avuto i giornalisti nel commentare la vicenda di don Paolo. La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

“Il maligno dice male dé buoni”, ripeteva Giacomo Leopardi, mentre San Bernardo affermava che sia colui che sparla come colui che ascolta il maldicente, hanno il diavolo addosso, uno sulla lingua e l’altro nell’orecchio. Nessuna pietà, nemmeno davanti al dolore di una famiglia, di un padre e di una madre che perdono il loro figlio. Nessuna pietà hanno avuto i giornalisti nel commentare la vicenda di don Paolo. In molti suoi discorsi, Gesù ha fortemente sottolineato questo aspetto, facendo notare come il parlare con misura e nella verità costituisca il riflesso di una vita interiore abitata dalla sapienza di Dio e, viceversa, come il parlare male dell’altro sia frutto di un cuore bisognoso di conversione. Per questo Egli non risparmia rimproveri e dure condanne, rivolte soprattutto ai farisei, per i loro atteggiamenti ipocriti, come in Matteo 12,33-35: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive».

Come afferma Aldo Maria Valli, la macchina del fango non ha esitato a mettersi in moto. Certo, un’occasione irripetibile per i giornali scrivere di un prete no-vax che muore di covid. Come se ciò non fosse sufficiente si sono premurati di presentarsi anche in Abbazia il giorno del funerale nel tentativo di creare ulteriore scandalo, anche laddove non esiste. Disprezzato perché considerato tradizionalista, lefebvriano e addirittura ostile al Papa quando invece chi lo frequentava puo affermare con forza che pregava sempre per il Papa nella Messa, al termine dei Vespri e che in sacrestia ne conservava il ricordo in fotografia. Persino deriso perché in coscienza nutriva seri dubbi sui vaccini. Poiché se non la pensi come loro devi essere abbattuto, schiacciato ed eliminato. Insomma vittima della Misericordia umana alla “volemosi bene” di cui tanto si parla. Poiché ogni diritto viene cancellato e il disprezzo monta in tutti coloro che guardano. Ma lasciamo il fango ai porci!

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Ho avuto l’occasione di conoscere don Paolo a Genova e poi in seguito a Laigueglia durante i vespri del Corpus Domini celebrati nella parrocchia di San Matteo. Un sacerdote molto attento alla liturgia e posso pienamente confermare quanto detto durante l’omelia dall’arcivescovo Mons. Marco Tasca: “Don Paolo ha fatto tanto bene, anche se non tutti lo sanno. Ma io ne sono testimone.” Come può la coscienza di coloro che lavorano in un quotidiano, se tale si può definire, rimarcare i difetti di un uomo, se così anch’essi si possono definire, mancando di lodare tutte quelle opere di bene che rendono le persone capaci di amare Dio e il prossimo? “Se questo è un uomo”, scriveva Levi nel tentativo di dare una dimensione umana al suo racconto e di descrivere la progressiva perdita di umanità dell’uomo. Se questi sono uomini, dico io… ma non lo sono poiché hanno dimostrato ancora una volta di essere disumani, poco attenti alle necessità del prossimo e superficiali nel giudicare la vita e l’operato altrui, ergendosi a paladini della giustizia e detentori della falsa verità che tentano di propinare. Non c’è bisogno di lodare o far meglio conoscere don Paolo in questa sede poiché chi veramente lo ha conosciuto lo ha dimostrato nella piena e filiale partecipazione ai funerali. Non solo chi era presente fisicamente ma anche chi, per ragioni di distanze o per altri motivi, era presente spiritualmente con il cuore. Ecco chi era don Paolo: la presenza di queste persone ne rende testimonianza. Altre parole sarebbero superflue.

Riposa in pace don Paolo.

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