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Andate e predicate

A questo compito soprattutto oggi così arduo e difficile, sono chiamati in prima linea a compierlo i consacrati che Lui ha scelto: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16).

La missione della Chiesa nel suo pellegrinaggio terreno è identificabile nel vangelo di Marco 16,15: 

“E disse loro: “Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura”.

Notiamo come Gesù stia utilizzando termini imperativi “andate, proclamate” per dire agli apostoli, e a quelli che  saranno i loro successori, il loro scopo. Nessuno, laici compresi, può definirsi cristiano senza avere  dentro di sé la consapevolezza che ogni giorno è chiamato a santificare Dio con la propria vita. In altri termini, vivere pienamente il vangelo in ogni situazione quotidiana, significa proclamare la Sua  parola ovunque e con chiunque ci si trovi. Il vangelo di Cristo è universale sia geograficamente che culturalmente: deve essere trasmesso fino ai confini della terra e ad ogni “creatura”. Se si analizzano le parole stesse si può comprendere perché Gesù non parli di proclamarlo ad ogni persona ma,  invece, ad ogni creatura. Egli ci sta dicendo che siamo creature cioè siamo creati, siamo voluti, siamo figli! Ognuno di noi è stato amato e voluto da Dio prima ancora che i nostri genitori ci concepissero. Nel vangelo di Marco è come se venisse detto: “Andate e proclamate il vangelo a tutti i miei figli  affinché attraverso me possano essere salvati”. Cristo attende che i suoi figli, amati e voluti con tutti  i limiti, i difetti ed imperfezioni riconoscano Egli come il Figlio di Dio mandato dal Padre! A questo  compito soprattutto oggi così arduo e difficile, sono chiamati in prima linea a compierlo i consacrati che Lui ha scelto: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16). Quanto è bello Dio! Ci  conosce così bene che sceglie alcuni di noi per servirlo in prima linea. È difficile conoscere ed  accettare questa volontà perché “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda  la sua croce e mi segua” (Mt 16,24). Significa rinunciare a sé per amore di Cristo, per salvare gli altri.  Dio però non lascia mai soli i suoi adorati figli, infatti, come sta scritto: “Se dovrai attraversare le  acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti  scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare, poiché io sono il Signore, tuo Dio” (Is 43,2-3). Ogni  creatura ha bisogno di Dio e, attraverso i suoi sacerdoti, Egli potrà ancora una volta sussurrare  all’orecchio dei fedeli, dei disperati, dei bisognosi e di coloro che non credono queste sante parole:  “Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo” (Is 43,3). La Chiesa, nel  suo pellegrinaggio terreno e quindi nel compimento della sua missione, si trova oggi ad attraversare  tempi di grande crisi. Ogni fondamento della nostra civiltà viene messo in discussione, le chiese si  svuotano sempre di più, i battesimi ed i matrimoni si riducono sensibilmente ogni giorno che passa e le vocazioni sono ai minimi storici. I cristiani in occidente sono tornati dopo secoli ad essere la  minoranza. Tutto ciò non perché sta dilagando l’ateismo. Ciò che si sta diffondendo nelle pieghe  della civiltà è il paganesimo. L’uomo ha abbandonato Dio per costruire propri idoli personali, facili  da piegare ai propri interessi e sempre al suo servizio. E ancora una volta la Sacra scrittura si presenta  a noi così attuale, infatti: “Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicata! Si  son fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinnanzi, gli hanno offerto sacrifici” (Es  32,8). La triste verità è che soprattutto oggi, tanti, troppi si nascondono a Dio per adorare i propri  “vitelli”. Ma in quest’epoca in cui tutto sembra dirigersi verso gli abissi non dobbiamo aver paura. È  Cristo ad aver vinto il mondo una volta per tutte. Non il contrario. È nel buio che ci si rende conto di  aver perso la luce. È nelle false aspettative che ci si rende conto che si è persa la Vera gioia. E così, la Luce di cui è riflesso la Chiesa in realtà trafiggerà gli uomini che hanno creduto alle tenebre di  morte, realizzando le profetiche parole: “Toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ez 36,26). Ancora una volta, quegli idoli creduti invincibili ed eterni cadranno in frantumi ed i loro  resti si disperderanno come sabbia al vento. La missione della Chiesa, oggi,si rende ancora più ardua  ma in fondo, quando mai è stato semplice percorrerla? “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno  anche voi” afferma Gesù ma, continuando nella lettura, Egli esorta dicendo: “Se hanno osservato la  mia parola osserveranno anche la vostra”.

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