Ho conservato la fede

Ho conservato la fede

Sarebbe doveroso che noi, cristiani cattolici del 2022, ci ponessimo una domanda di fronte al Signore: quando anche io arriverò al momento di dovere rendere l’anima al Padre, cosa avrò fatto della mia vita? Avrò davvero combattuto l’ardua battaglia che il Signore mi aveva affidato?
Sarebbe doveroso che noi, cristiani cattolici del 2022, ci ponessimo una domanda di fronte al Signore: quando anche io arriverò al momento di dovere rendere l’anima al Padre, cosa avrò fatto della mia vita? Avrò davvero combattuto l’ardua battaglia che il Signore mi aveva affidato?

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Sarebbe doveroso che noi, cristiani cattolici del 2022, ci ponessimo una domanda di fronte al Signore: quando anche io arriverò al momento di dovere rendere l’anima al Padre, cosa avrò fatto della mia vita? Avrò davvero combattuto l’ardua battaglia che il Signore mi aveva affidato?

«È giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede». Con queste parole San Paolo si rivolge a Timoteo, nella seconda lettera che gli indirizza. L’apostolo delle genti si sente vicino alla morte e, pertanto, esorta il destinatario a perseguire sempre la propria opera di evangelizzazione, proprio come lui stesso ha fatto.

Sarebbe doveroso che noi, cristiani cattolici del 2022, ci ponessimo una domanda di fronte al Signore: quando anche io arriverò al momento di dovere rendere l’anima al Padre, cosa avrò fatto della mia vita? Avrò davvero combattuto l’ardua battaglia che il Signore mi aveva affidato? Avrò corso sui sentieri del Signore? E, soprattutto, avrò ‘conservato la fede’?

Tutti noi cristiani oggi viviamo un momento di desolazione: il mondo è cambiato, ci manca la realtà che noi desidereremmo, ci sentiamo spesso soli, in inferiorità, quasi in mancanza rispetto ai nostri fratelli che, invece, vivono il mondo secondo le consuetudini della nostra epoca. Ci sentiamo spesso a disagio a sentire da parte di certi uomini di Dio parole che continuano ad apparirci sempre più fuorvianti. Lo stesso San Paolo, nella medesima lettera, descrive una situazione simile: «Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero».

Ho conservato la fede

Chiediamo al Signore conforto, pace, tranquillità e affidiamoci sempre a Lui, in cui siamo sicuri che risieda ogni bene e a cui vogliamo ardentemente che siano ispirate tutte le nostre azioni. Svegliamoci ogni mattina con la sicurezza della presenza del Signore al nostro fianco, come scrive il salmista “Esultino i fedeli nella gloria, sorgano lieti dai loro giacigli, le lodi di Dio nella loro bocca e la spada a due tagli nelle loro mani”. San Giovanni Paolo II commenta così questo iconico versetto: «Nella prospettiva attuale della nostra preghiera questa simbologia bellica diventa un’immagine dell’impegno di noi credenti che, dopo aver cantato a Dio la lode mattutina, ci avviamo per le strade del mondo, in mezzo al male e all’ingiustizia. Purtroppo le forze che si oppongono al Regno di Dio sono imponenti. Eppure egli è fiducioso perché sa di aver accanto il Signore che è il vero Re della storia. La sua vittoria sul male è, quindi, certa e sarà il trionfo dell’amore». Scrive Geremia: “Oggi io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti”.

Non lasciamoci ingannare dal presente! Viviamo proiettati nell’Eterno, portiamo, per quanto ci è possibile, l’amore del Padre a tutti i nostri fratelli. Un giorno, dopo che avremo ‘terminato la nostra corsa’, ci attenderà la Gerusalemme Celeste, la città del cielo, il Regno di Dio, dove vivremo per l’eternità solamente assieme a Lui, “all’ombra delle sue ali”.

Ci ricorda, teneramente, il card. Raymond Leo Burke, come “la prima tentazione che Satana usa per distruggerci è lo scoraggiamento. Questa tentazione è solo un’illusione, perché Cristo, vivo dentro di noi, ci dà sempre coraggio, anche nei momenti più difficili. Dobbiamo pregare più che mai, soprattutto in presenza del Santissimo Sacramento e durante tutto il giorno. Siate coraggiosi, miei fratelli e sorelle! Fermi e con sicura speranza!”

Se anche noi, l’ultimo giorno della nostra vita, vogliamo poter ammirare il cielo, guardarci indietro e, con le lacrime agli occhi, affermare “Sì, ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede”, non lasciamoci scoraggiare. Cerchiamo il Signore in ogni angolo, mettiamolo al centro della nostra vita, guardiamo a Lui e accettiamo la sua salvezza. E realizzeremo di avere vissuto la vita più bella fra tutte.

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