Santa Giacinta Marto - Ecclesia Dei

di Don Riccardo Pecchia.

Santa Giacinta Marto, nacque ad Aljustrel (Portogallo) l’11 marzo 1910. La piccola aveva solo 7 anni quando, il 13 maggio 1917, la “bianca Signora”, la Santa Vergine, apparve al fratello maggiore Francisco e alla cugina Lucia dos Santos, a Cova da Iria. Di temperamento vivace, e come tante bambine della sua età amava molto ballare, si lasciò completamente trasformare dall’incontro con la Madonna. Il 13 ottobre, ultima apparizione, la Vergine si presenta come la Madonna del Rosario e raccomanda di recitare sempre questa preghiera. Dopo quest’ultima apparizione il Cielo non si chiude definitivamente per i tre pastorelli. Essi continuano a godere dei benefici di apparizioni “private” soprattutto Francesco e Giacinta nel loro letto di dolore. Diciotto mesi dall’ultima apparizione, Giacinta pregava molto, fino a quando, il 23 dicembre 1918, venne colpita, assieme al fratello Francisco, dalla terribile epidemia di “spagnola”.

Rispetto al fratello la malattia fu più lunga e dolorosa; venne anche ricoverata, inutilmente, all’ospedale Sant’Agostino di Vila Nova de Ourém, dove i medici tentarono di tutto per salvarla. Giacinta sa che in ospedale la cura non le restituirà la salute, ma servirà solo ad aumentarne la sofferenza. Il suo corpicino è debole, macilento, ed è prostrato dalla tubercolosi, ma il suo cuore è sempre fisso nel Cuore Immacolato di Maria, e si immola per la salvezza dei peccatori. Alla fine del 1919 la Madonna le dice che presto verrà a prenderla per portarla in Cielo. Il 2 febbraio 1920 viene nuovamente ricoverata per una pleurite purulenta con fistola, fu trasferita nell’ospedale pediatrico di Lisbona. Viene operata ma, date le sue pessime condizioni fisiche, le viene fatta solamente un’anestesia locale. Giacinta soffre atroci dolori, ma tutto sopporta senza lamentarsi. Quattro giorni prima della morte la Madonna le appare e le dice che presto verrà prenderla e le toglie ogni dolore fisico. Morì il 20 febbraio 1920 a 9 anni.

Ecclesia Dei
in collaborazione con Don Riccardo Pecchia.

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