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Un digiuno forzato

Chiunque sa che digiunare dal cibo provoca fame, e se questo è vero per il cibo di tutti giorni, lo è anche per il pane degli angeli, la Santissima Eucarestia. Abbiamo sperimentato questa lontananza durante il lockdown, quando le funzioni erano celebrate senza popolo e quasi nessun sacerdote distribuiva la Comunione extra Missam.
Ora, le Messe cum populo sono riprese ormai da alcuni mesi, ma per qualcuno il digiuno prosegue, a causa di uno degli aspetti del protocollo: l’imposizione della Comunione solamente sulla mano.
Già scrivemmo una lettera aperta di critica a questo aspetto, mettendo in luce come e perché non è lecito distribuire l’Eucarestia solamente sulla mano. Risultati? Nessuno.

Inoltre, quest’obbligo non viene dallo Stato, ma dalla Chiesa, poiché gli ortodossi, per esempio, sono liberi di ricevere la Comunione secondo le modalità proprie del loro rito (con il cucchiaino).
Facciamo quindi un appello ai nostri vescovi: per quanto ancora durerà questo digiuno? I modi per ricevere l’Eucarestia sulla lingua, come l’uso delle pinze (accanto al sacerdote il ministro tiene un purificatoio imbevuto d’alcol per detergerle qualora tocchino i denti, le labbra o la lingua del fedele) sarebbero invece auspicabili.
Forse, però, questo non interessa, perché in nome della giusta lotta alla diffusione del virus è lecito mancare di rispetto a Cristo incarnato.

Ecclesia Dei