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Il messaggio della Vergine ai pastorelli di Fatima

Il Messaggio di Fatima è un appello per tutti noi alla conversione, alla preghiera, al sacrificio in riparazione dei peccati e in espiazione vicaria per la salvezza dei poveri peccatori. A questo si unisce indissolubilmente una rinnovata sacralità e riverenza nel culto della Santa Eucaristia, per il trionfo del Cuore Immacolato della Madre di Dio

Il Messaggio di Fatima è un appello per tutti noi alla conversione, alla preghiera, al sacrificio in riparazione dei peccati e in espiazione vicaria per la salvezza dei poveri peccatori.

A questo si unisce indissolubilmente una rinnovata sacralità e riverenza nel culto della Santa Eucaristia, per il trionfo del Cuore Immacolato della Madre di Dio.

La Divina Provvidenza, nella sua infinita sapienza e misericordia, ha sempre offerto all’umanità, in ogni epoca della sua storia, gli strumenti di protezione necessari contro ogni insidia spirituale, per scongiurare le conseguenze catastrofiche dei peccati, soprattutto nei momenti più critici.

Ciò è accaduto per mezzo delle profezie e dei messaggi celesti la cui autenticità è stata riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa.

Di questi uno dei più grandi è costituito certamente dalle Apparizioni della Santissima Vergine Maria a Fatima, dal 13 maggio al 13 ottobre del 1917, ai tre pastorelli: Lucia, Francesco e Giacinta, a quel tempo rispettivamente di dieci, nove e sette anni.

La Santa Madre di Dio ha così fatto risuonare il suo appello materno alla conversione, alla preghiera, con particolare raccomandazione del Santo Rosario, alla penitenza ed all’espiazione dei peccati in previsione dei terribili pericoli spirituali che incombevano sul genere umano già all’inizio del ventesimo secolo.

Il messaggio di Maria Vergine si è rivelato realmente profetico, alla luce della situazione odierna in cui assistiamo attoniti ad una manifestazione di ateismo, infedeltà e ribellione aperta contro Dio e i suoi Comandamenti senza precedenti, nel mondo come anche negli ambienti ecclesiali, tra il clero, i consacrati e i laici che si definiscono impropriamente cattolici, ma che rinnegano sfacciatamente la Dottrina della Rivelazione Cristiana in molti punti essenziali.

Durante il XX secolo questo si è verificato particolarmente nei paesi vittima delle dittature ateiste massoniche, come quella in Messico negli anni ’20, il Nazional-Socialismo di Adolf Hitler, il Comunismo Sovietico e il Comunismo Maoista in Cina.

All’inizio del XXI secolo la guerra contro Nostro Signore Gesù Cristo è esplosa in tutto il mondo sottoforma di un’aspra opposizione alla natura maschile e femminile dell’essere umano secondo la creazione Divina, mediante l’ideologia Gender e l’approvazione pubblica di ogni genere di depravazione sessuale.

Nel XX secolo in particolare è stata la Russia comunista, a partire proprio dalla Rivoluzione Bolscevica del 1917 a contrastare apertamente l’opera di Cristo e della sua Chiesa, diffondendo i suoi errori nel mondo, esattamente come annunciato dalla Santissima Vergine Maria nell’apparizione del 13 luglio dello stesso anno, quando ancora nessuno era in grado di sospettare la tragedia che avrebbe avuto inizio di lì a poco, nè di immaginare le sue amarissime conseguenze.

Basterebbe già solo questo a evidenziare la portata profetica del Messaggio di Fatima.

Come rimedio fondamentale contro il male che affligge l’ora presente, la Madonna ha indicato la preghiera del Santo Rosario, con la sua massima promozione e diffusione, il culto e la devozione al suo Cuore Immacolato, mediante la pratica dei Primi cinque sabati del mese, e la consacrazione ad esso della Russia da parte del Papa insieme all’intero Episcopato.

La Santa Vergine ha, inoltre, rivelato che i peccati che portano più anime alla dannazione sono quelli contro la castità e la santità del sacramento del Matrimonio; diceva a Giacinta: «I peccati che portano più anime all’inferno sono i peccati della carne e che saranno introdotte certe mode che molto offenderanno Nostro Signore. Quelli che servono Dio non dovrebbero seguire queste mode. La Chiesa non ha mode: Nostro Signore è sempre lo stesso».

A conferma di queste tristissime parole possiamo vedere come, purtroppo, proprio in molte chiese particolari, e con il beneplacito di intere Conferenze Episcopali, ormai i peccati della carne, le unioni adulterine e persino le unioni contro natura, siano approvate e benedette nella pratica per mezzo di una pastorale corrotta, e le persone coivolte siano pure ammesse al Sacramento dell’Eucarestia.

Tale pseudo-pastorale sarà cagione, e lo è già attivamente adesso, della dannazione eterna di tante anime traviate, perché incoraggia gli uomini a continuare a peccare, ad offendere Dio nel disprezzo dei suoi comandamenti.

É quello che nel Sinodo che si sta svolgendo a Roma in questi giorni si vorrebbe addirittura rendere illegittimamente parte del Magistero della Chiesa, in oltraggio al vero Magistero perenne ed immutabile della Sposa di Cristo, custode del Deposito della Fede.

Disse la Santa Vergine Maria a Giacinta: «Se gli uomini sapessero ciò che è l’eternità, farebbero di tutto per cambiare la loro vita. Gli uomini si perdono, perché non pensano alla morte di Gesù e non fanno penitenza».

La Madre di Dio è, dunque, venuta a Fatima per salvare, con il suo appello, quante più anime possibili dalla condanna eterna, mostrando anche ai bambini la realtà terrificante dell’Inferno, indicando la penitenza come via per evitarlo, con atti per cessare di peccare ed atti di riparazione, per le proprie colpe personali e vicaria per quelle dei peccatori, per ottenerne la conversione.

Nella terza parte del Segreto di Fatima, infatti, possiamo leggere: «Abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!».

La tremenda verità dell’Inferno è così importante e di sprone alla conversione che la Madonna ha voluto mostrarla ai bambini.

Suor Lucia ha successivamente raccontato: «Questa visione è durata solamente un attimo, grazie alla nostra buona Madre Celeste, che nella sua prima apparizione aveva promesso di portarci in paradiso. Senza questa promessa, credo che saremmo morti di terrore e spavento»; Maria Santissima ha poi aggiunto: «Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato».

Continuava Suor Lucia: «Giacinta continuava seduta sul suo sasso, pensierosa, e domandò: – Quella Signora disse pure che vanno molte anime all’inferno! L’inferno non finisce mai. E neanche il paradiso. Chi va in paradiso non esce più di là. E neppure chi va all’inferno. Non capisci che sono eterni, che non finiscono mai? – Facemmo, allora, per la prima volta, la meditazione sull’inferno e sull’eternità. Quel che impressionò di più Giacinta, fu l’eternità» (Suor Lucia, Memorie, 45-46).

Poco prima di morire, Giacinta ha detto: «Se gli uomini sapessero ciò che è l’eternità, farebbero tutto possibile per cambiare la loro vita. Mortificazione e sacrifici piacciono molto al nostro Divino Signore».

L’esempio di Giacinta, descritto dalla seguente citazione, dovrebbe essere un commovente monito per tutti noi fedeli e soprattutto per i sacerdoti, spronandoci ad un’opera di preghiera, riparazione e testimonianza concreta e instancabile: «Rivolgendosi a me e a Francesco diceva: “Francesco! Francesco! Non stai a pregare con me? Bisogna pregare molto per liberare le anime dall’inferno. Tante vanno laggiù, tante!”. Altre volte domandava: «Ma come mai la Madonna non fa vedere l’inferno ai peccatori? Se loro lo vedessero, non peccherebbero più per non andarci. Di’ un po’ a quella Signora che faccia vedere l’inferno a tutta quella gente (si riferiva a quelli che si trovavano a Cova da Iria, al momento dell’apparizione. Vedrai come si convertono”. Qualche volta domandava pure: – Ma che peccati saranno quelli che questa gente fa per andare all’inferno? – Non saprei. Forse il peccato di non andare a messa la domenica, di rubare, di dire parolacce, di augurare il male, di giurare… Come mi fanno pena i peccatori! Se potessi fargli vedere l’inferno! Improvvisamente a volte si stringeva a me e diceva: – Io vado in cielo, ma tu rimani quaggiù. Se la Madonna ti lascia, di’ a tutti com’è l’inferno, perché non facciano più peccati e non vadano più laggiù. Altre volte, dopo essere stata un po’ a pensare, diceva: – Tanta gente che va all’inferno! Tanta gente all’inferno! – Non aver paura, tu vai in cielo! – le dicevo per tranquillizzarla. – Io, sì, ci vado – diceva con calma – ma io vorrei che tutta quella gente ci andassero anche loro».

Il messaggio di Fatima ricorda agli uomini e alla Chiesa la realtà del peccato e delle sue indicibili conseguenze, perché è offesa a Dio, Infinito Amore, Sommo Bene e Somma Bontà.

Diceva la Madonna ai bambini: «Gli uomini si devono pentire dei loro peccati, emendare la loro vita e chiedere perdono per i loro peccati. Loro non devono offendere il Signore che è già troppo offeso». Suor Lucia scrisse: «La parte dell’ultima apparizione che più ha colpito il mio cuore è la richiesta della nostra Madre celeste di non offendere più Dio che è già troppo offeso.» La Madonna ha detto a Suor Lucia: «Il buon Dio si lascia placare, ma si lamenta dolorosamente del numero limitatissimo di anime in grazia, disposte a rinunciare a tutto ciò che l’osservanza della Sua legge da loro esige».

Possiamo osservare, infatti, come già ebbe a dire il Venerabile Papa Pio XII, che il peccato più grande del mondo moderno consiste proprio nello smarrimento del senso del peccato.

Tutti noi per primi siamo, dunque, chiamati a chiederci in che stato ci troviamo davanti a Dio, se siamo pronti a comparire alla sua presenza per il giudizio, se stiamo correndo verso l’eterna salvezza o verso il baratro dell’eterna dannazione.

Compito della Chiesa, in obbedienza al Cristo, è di salvare le anime dal peccato, predicando la sua gravità, ammonendo gli uomini e guidandoli ad una vera penitenza, con preghiere d’intercessione e opere di riparazione vicaria.

I Sacri Ministri non dovrebbero mai sminuire, tanto meno negare il peccato e la sua gravità, autorizzando chi lo commette a permanere in tale stato, come nel caso dei cosiddetti divorziati risposati, oppure di coloro che conducono una convivenza fuori del matrimonio o sono uniti solo civilmente, peggio ancora per quelli che si trovano in una relazione contro natura che, addirittura, in molti casi, oggi riceve la benedizione sacerdotale.

Una simile pastorale è crudele e intrisa di una falsa misericordia, perché foriera di un grande male per le anime e di una gravissima insidia alla loro salvezza.

La realtà del peccato esige penitenza e riparazione, questo è il cuore del Messaggio della Madre di Dio per il nostro tempo.

Già nel 1916 nell’apparizione che ha preceduto quelle della Santissima Vergine, l’Angelo si è rivolto ai pastorelli con queste parole: «Offrite senza interruzione preghiere e sacrifici all’Altissimo. In tutto ciò in cui vi è possibile offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati da cui è offeso, e in atto di supplica per la conversione dei peccatori. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi invierà».

Il 13 luglio 1917 la Madonna ha detto: «Continuate a venire qui. A Ottobre dirò chi sono, quel che voglio e farò un miracolo che tutti possano vedere per credere. Sacrificatevi per i peccatori, e dite spesso, specialmente facendo qualche sacrificio: O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria».

I bambini hanno risposto all’appello della Madre Celeste con uno zelo e una generosità commoventi, lasciando a tutti noi un esempio prezioso.

Hanno iniziato da subito, in quegli stessi giorni, a sacrificarsi per i peccatori, con offerte semplici come la sopportazione della sete, del caldo di quelle giornate, della fatica, perché la penitenza quotidiana non richiede necessariamente grandi austerità o impegni eccezionali, ma si realizza mirabilmente nelle offerte che chiunque può fare nelle situzioni ordinarie, a cominciare dall’adempimento fedele dei propri doveri, nell’osservanza della legge divina, con opere o privazioni per lo più invisibili agli uomini, ma di sommo valore davanti a Dio a beneficio delle anime.

Le Apparizioni e i messaggi della Madonna a Fatima, sono intimamente legati a quelli dell’Angelo, da cui sono stati preceduti nel 1916.

Il loro significato più importante riguarda il Mistero Eucaristico nel quale Nostro Signore «è orribilmente oltraggiato».

All’epoca nessuno avrebbe potuto immaginare la portata delle offese a Gesù nel Santissimo Sacramento che sarebbero state perpetrate e si sarebbero diffuse così capillarmente nella stessa Chiesa nel secolo successivo.

Il riferimento ai tempi attuali è, in particolare, alla pratica della Comunione sulla mano ed all’ammissione a riceverla di ogni sorta di peccatori impenitenti e persino di persone non cattoliche.

Si può affermare, a buona ragione, che l’Eucarestia non sia mai stata bistrattata e profanata, dal Clero e dai fedeli, come accade ai nostri giorni.

Emerge nuovamente il carattere profetico del Messaggio di Fatima.

La Chiesa può e deve imparare da esso l’intima ed indissolubile correlazione tra il culto Eucaristico e la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la cui diffusione deve essere accompagnata dalla restaurazione della sacralità e della riverenza nella celebrazione della Santa Messa, nel rito e nel modo di amministrare la Comunione.

Solo quando il Regno Eucaristico di Nostro Signore sarà ristabilito nel mondo cattolico, potrà esservi il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, condizione necessaria per una pace autentica.

Possa, dunque, la Chiesa, soprattutto nell’ora più buia presente, ascoltare il messaggio dello Spirito Santo a Fatima per mezzo dell’Angelo, dell’esempio di vita dei tre pastorelli e primariamente per le parole della Madre di Dio, per una conversione autentica a Cristo, per una preghiera fervente, una riparazione generosa ed instancabile per la salvezza dei peccatori, per una confessione coraggiosa della vera Fede, come riassunto dalla supplica del Papa Giovanni Paolo II: «Oh, Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli stessi uomini d’oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla nostra contemporaneità! Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci! Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci! Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci! Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! Liberaci! Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo, l’infinita potenza dell’Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!».

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