SANTI

L'invenzione delle Reliquie di Santo Stefano

Uno degli aspetti che maggiormente ha disturbato i riformatori liturgici è quello della presenza
di più feste per lo stesso santo: tra il 1960 ed il 1962, sotto Giovanni XXIII, gli stessi liturgisti che,
pochi anni prima, devastarono la settimana santa, decisero di sopprimere alcune feste antichissime.



 

Luca Farina  |  03 Agosto 2021  |  Tempo di lettura: 1 minuto

 

SANTI

L'invenzione delle Reliquie di Santo Stefano

Uno degli aspetti che maggiormente ha disturbato i riformatori liturgici è quello della presenza di più feste per lo stesso santo: tra il 1960 ed il 1962, sotto Giovanni XXIII, gli stessi liturgisti che, pochi anni prima, devastarono la settimana santa, decisero di sopprimere alcune feste antichissime.

Luca Farina
03 Agosto 2021
Tempo di lettura: 1 minuto

 

Uno degli aspetti che maggiormente ha disturbato i riformatori liturgici è quello della presenza di più feste per lo stesso santo: tra il 1960 ed il 1962, sotto Giovanni XXIII, gli stessi liturgisti che, pochi anni prima, devastarono la settimana santa, decisero di sopprimere alcune feste antichissime: l’invenzione della S. Croce (3 maggio), il martirio di S. Giovanni avanti porta Latina (8 maggio) e l’invenzione delle reliquie di S. Stefano Protomartire (3 agosto): si parlò, con scarsa contezza storica, di “inutili doppioni devozionistici”, da sopprimere, in nome di una liturgia più semplice.

Il ritrovamento delle reliquie del primo martire, invece, è piuttosto rilevante, poiché ci indica l’importanza di tale figura e del suo culto già nei primi secoli. Per celebrarlo, riportiamo (in traduzione italiana) l’evento così come raccontato dalla III lezione del Mattutino della festa in rito ambrosiano antico:
Al tempo dell’imperatore Onorio, per volere divino, furono ritrovati nei pressi di Gerusalemme, in un luogo nascosto, alcuni corpi di Santi: il Protomartire Stefano, Gamaliele, Nicodemo e Abibo. Infatti, quando Gamaliele apparve -anziano, ma di nobile aspetto- al sacerdote Luciano, gli ordinò di recarsi con Giovanni, vescovo di Gerusalemme, nel luogo che gli aveva mostrato, in cui giacevano, per ricollocare i corpi dei Santi in un luogo più nobile. Non appena il vescovo seppe della cosa, giunse sul posto: dopo aver scavato, trovarono quattro sepolture dalle quale spirava la soavità della mirra. Non appena il fatto divenne pubblico, si formò un gran consesso di fedeli e molti, afflitti dalle più varie malattie, tornarono a casa completamente risanati, nell’ammirazione generale. I corpi dei Santi furono quindi traslati, con grande solennità, nella chiesa di Gerusalemme. Più tardi, sotto Teodosio il piccolo, il corpo di Santo Stefano Protomartire fu portato a Costantinopoli: da qui fu poi portato a Roma, nella basilica di San Lorenzo, sotto il pontificato di Papa Pelagio I.
 
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