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Perché ringraziare il Signore dopo la comunione

Alcune riflessioni che ci aiuteranno a non scappare dalla Chiesa dopo la Santa Messa

«Fate, o Dio onnipotente, che tutti coloro che avranno partecipato alla Vittima offerta su questo altare, ricevendo il Corpo e il Sangue del vostro Figlio, siano ripieni di ogni benedizione celeste e di ogni grazia: Ut quotquot, ex hac altaris partecipatione, sacrosanctum Filii tui Corpus et Sanguinem sumpserimus, omni benedictione caelesti et gratia repleamur

Queste parole costituiscono la conclusione di una delle preghiere che seguono, nel santo sacrificio della Messa, alla parte della Consacrazione. 

Nostro Signore si rende presente sull’altare non solo per immolarsi continuamente al Padre, nella figura del Sacerdote, ma anche e soprattutto per stabilire dimora in noi, comunicandoci non solo la grazia del Sacramento, ma anche l’autore dello stesso, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Egli ha voluto, pertanto, diventare «nostro spirituale alimento», per amore sconfinato e misterioso nei nostri confronti.

«Solo per amore dee riceversi Gesù Cristo», recita San Francesco di Sales, «[…] giacché Egli solo per amore a noi si dona».

Tuttavia, come deve esserci un’accurata preparazione onde andare a ricevere la Santissima Eucaristia, così è assolutamente importante che alla comunione segua sempre un debito ringraziamento. Quali sono le principali ragioni per cui affermiamo questo?

Innanzitutto, perché il dono che Gesù ci fa con questo Sacramento è assolutamente smisurato, dimostrativo della autentica carità di Dio, e solo per gratitudine non possiamo permetterci di riparare in un fuggi-fuggi ingrato e scellerato. Il Signore Gesù non solo si è immolato sulla Croce, ma ha persino deciso di continuare il sacrificio non in maniera cruenta, per aiutarci ulteriormente a raggiungerlo in Cielo. Che Dio infinitamente amabile! Quale ingratitudine sarebbe il prendersene e fuggire dopo la Messa dopo neanche aver ringraziato il Signore di questo dono così smisurato?

Inoltre, è pur vero che il Signore scruta e conosce i pensieri nascosti della nostra mente e i desideri più intimi del nostro cuore, ma è altrettanto vero che il Signore desidera che noi chiediamo le grazie che reputiamo necessarie per la nostra salute.

I nostri desideri, le aspirazioni, le croci, le gioie, le delusioni: il Signore ci aspetta, e attende che noi ci rivolgiamo a Lui con cuore sincero. Poi, dal canto nostro, attenderemo di comprendere se è Sua Volontà che le nostre aspirazioni vengano esaudite, o no. In ogni caso, dobbiamo ringraziare il Signore soprattutto dopo la Comunione, e ancor prima di chiedere, dobbiamo ringraziare.

Spesse volte noi chiediamo di continuo grazie al Signore: “O Signore, vorrei tanto che… o Signore, fate in modo che … o Signore, mi piacerebbe se …”. Ma io dico: quale ingratitudine può dimorare in codesta persona, che chiede e chiede, ma che non si ferma mai a dire: “Signore, grazie per i tuoi benefici”.

Ringraziate il Signore: Egli vi concede meriti e grazie attuali, e vi ricolma di benedizioni e del suo perdono, dopo che, da autentici testardi e zucconi, continuate a cadere sempre negli stessi peccati. Non ringraziate il Signore solo per quello che voi reputate essere bello e buono. Ringraziate il Signore anche per le sofferenze, le prove e le croci, i malesseri del corpo e dell’anima, le contumelie subite, gli affronti ingiuriosi che i nemici vi rivolgono.

“O Signore, vi ringrazio per quell’umiliazione sul lavoro, quell’esame non passato, quell’incidente o quel malanno che mi sono meritato: se è accaduto, lo avete permesso; se lo avete permesso, è per il mio bene, essendo vostra volontà. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto: sia benedetto il nome del Signore”

Bisogna, infine, ringraziare il Signore, perché ci ha fatto cristiani. Non è questo affare da prendersi alla leggera, o ritenerlo come tale.

Guardatevi intorno: per strada, a lavoro, nei centri commerciali.

Siete circondati da persone che non hanno nessuna relazione con Dio. Sacchi vuoti, anime senza sapore, che vagano nel nulla adempiendo il nulla. 

Voi no. Avete ricevuto la grazia del Battesimo e la conservazione della fede cattolica, l’unica che salva, l’unica che giustifica, l’unica che ci porta in cielo se lo meritiamo.

Forse non è il caso di ringraziare il Signore per questo privilegio assoluto? Il Signore poteva sceglierne tanti, ma ha scelto me, te, noi.

Ringraziate sempre il Signore di avervi fatto cristiani, e fatelo dopo essere stati conformati a Lui nel Sacramento dell’Eucaristia, che ci fa simili a Cristo. Questo rappresenta l’apice della nostra unione mistica con Nostro Signore!

«Ecco l’altare e sull’altare l’Ostia e il Calice: il Pane e il Vino invisibilmente convertiti nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo, che in tal modo si fa realmente presente sotto i nostri occhi, anche con l’Anima e la Divinità inscindibili dal Corpo e dal Sangue. Nel mondo e in tutta la sua storia non c’è cosa più grande e più prodigiosa dell’Eucaristia. Stupenda grandezza legata al pane e al vino, che sono le cose più umili e più semplici della terra.» [1]


  1. PIETRO PARENTE, L’esperienza mistica dell’Eucaristia, Roma, Città Nuova Editrice, 1981.

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