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SPIRITUALITÀ

Gesù da scoprire nell'intimo del cuore

Per sviluppare ed accrescere sempre più la vita interiore
e dunque il rapporto con il Signore Gesù, non è sufficiente
fermarsi solamente alla preghiera vocale.



 

Massimiliano Pizzorulli  |  20 Maggio 2021  |  Tempo di lettura: 4 minuti

 

SPIRITUALITÀ

Gesù da scoprire nell'intimo del cuore

Per sviluppare ed accrescere sempre più la vita interiore e dunque il rapporto con il Signore Gesù, non è sufficiente fermarsi solamente alla preghiera vocale.

Massimiliano Pizzorulli
20 Maggio 2021
Tempo di lettura: 4 minuti

 

Per sviluppare ed accrescere sempre più la vita interiore e dunque il rapporto con il Signore Gesù, non è sufficiente fermarsi solamente alla preghiera vocale. È necessario, soprattutto per chi è in cammino nella fede da diverso tempo, usando un linguaggio metaforico, chiudersi nella propria cella, – ovvero entrare nell’intimo del cuore – e fermarsi, rimanere assieme a Gesù e Maria Santissima i cui regni sono nello spirito di ciascuno. Certamente ognuno ha il suo modo ed il suo schema di orazione, ma il messaggio che desidero arrivi è quanto scritto di seguito.
Chiudiamo quotidianamente, per il giusto lasso di tempo, la finestra della nostra camera (cioè il collegamento con il mondo, con la confusione, con il continuo parlare), accendiamo poi una candela (la luce è il simbolo di Gesù) che nella sua semplicità e delicatezza penetra dolcemente nel buio della stanza facendo luce e proteggendoci da tutto ciò che ci allontana dall’Essere, che è appunto Cristo – poiché la fiammella di una piccola candela illumina solamente colui che si avvicina ad essa e le poche cose che la circondano – facendo luce esclusivamente a quanto è necessario per vedere intorno a noi senza coinvolgere molto di ciò che ci circonda. Dopo aver creato un’atmosfera di raccoglimento e di silenzio sia esteriore che – soprattutto – interiore, è il momento di ringraziare il Signore Gesù per tutti i doni e le grazie che ogni giorno ci elargisce gratuitamente e senza alcun merito da parte nostra e subito dopo “svuotare” il contenuto del proprio cuore ai piedi della Sua santa croce per lasciarsi riempire di e da Lui. È utile nonché spiritualmente bellissimo mettersi in umile atteggiamento di ascolto, perché è nel silenzio del nostro cuore, nel buio della nostra anima, se disposti ad aprirci a Lui, che avvertiamo il calore della Sua presenza che è bella, pura, che colma il cuore impoverito e reso simile ad un terreno devastato e desertificato dal peccato, dal mondo in cui siamo continuamente immersi, che guarisce le ferite e i difetti dell’anima, suggerisce le giuste decisioni da prendere secondo il Suo Sacratissimo Cuore, che ci dona la forza spirituale e fisica per affrontare ogni cosa ecc.
 
Un’altra situazione da sfruttare per accrescere la propria intimità con Nostro Signore è stare con Gesù dopo averlo ricevuto sacramentalmente nell’Eucaristia. Che grande gioia e che grazia ricevere realmente in anima e corpo il nostro amato Gesù! Come ci insegna san Luigi Maria Grignon de Montfort, è bene invocare la Madonna ed invitarLa ad entrare nel nostro cuore prima che il Redentore venga dentro di noi, affinché sia Lei a ricevere e ad accogliere il Suo Santissimo figlio nel nostro corpo e nella nostra anima. Noi, infatti, anche se al momento di ricevere l’Eucaristia siamo senza alcun peccato di materia grave, non siamo mai abbastanza puri da poterci permettere di far abitare in noi la Maestà Divina, il Figlio dell’Altissimo. Così, facendo entrare Maria in noi, Ella farà trovare a Gesù un cuore più pulito, più profumato perché anche se indegno di riceverLo, è impregnato della presenza purissima della Mamma Celeste, l’Immacolata Concezione! Ricevuta la Santa Eucaristia consegniamo Gesù alla Madonna implorandoLa di dare a Suo Figlio tutto noi stessi, perché ci riempia di Lui e trasformi in grazia ogni nostro peccato, debolezza, vizio ecc. aiutandoci ad essere sempre più conformi a Lui sotto la guida e la protezione di Maria. Poi ascoltarLo nel silenzio, come lo ascoltavano i dottori del tempio, la Sua stessa Madre, i discepoli, gli Apostoli.
Questo articolo, dunque, non vuole tanto insegnare come relazionarsi con Dio dal momento che colui che scrive queste parole altro non è che un misero peccatore, ma viene riportata semplicemente un’esperienza di fede – anche attraverso metafore - vissuta nel quotidiano e un invito a fare silenzio ogni giorno in noi per ascoltare l’unica voce che è Verità, senza la quale non potremmo fare nulla. Per avere un’intimità con il Signore non ci sono schemi da seguire: esiste solo l’esserci, il voler entrare nella propria cella, chiudersi dentro, accendere la candela e permettere che questa, dunque Gesù, ci illumini e parli ai nostri cuori.
 

«O Dio, tu sei il mio Dio,
dall'aurora io ti cerco,
ha sete di te l'anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz'acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.

Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.

Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.»

(Sal 63, Fame e sete di Dio)

 
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