Santi Angeli custodi - Ecclesia Dei

di Don Riccardo Pecchia

Santi Angeli custodi, la Chiesa cristiana primitiva ereditò il concetto di “angelo” dal mondo ebraico, in cui l’esistenza di un anello intermedio fra Dio e l’uomo era garante della trascendenza divina e la presenza di una “corte” di angeli attorno a Dio era una necessaria conseguenza della sua maestà regale. Nello stesso ambiente precristiano era anche comune assegnare agli angeli il controllo dei fenomeni naturali (ad esempio il gelo, la neve e altri fenomeni) e in particolare identificare gli angeli con le stelle fisse e gli arcangeli con i sette astri mobili (cinque pianeti più il sole e la luna). Fra i compiti degli angeli ben documentati nell’Antico Testamento vi era quello di guidare e proteggere l’uomo. Altro ruolo degli angeli descritto dall’Antico Testamento è quello di essere messaggeri di Dio per l’uomo. L’idea di uno spirito inviato dalla divinità a sorvegliare gli esseri umani o a comunicare loro la volontà divina, era già presente anche nella filosofia greca antica e nello stesso Platone nel suo libro Fedone. L’idea, però, che ogni singolo uomo fosse affidato a uno specifico angelo, benché esplicitamente accennata, era molto meno diffusa.

Essa si impose solo gradualmente nel cristianesimo primitivo e una delle prime esplicite affermazioni è quella sostenuta da san Basilio Magno: «Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore per condurlo alla vita». La fede negli angeli custodi è ribadita nel Catechismo della Chiesa Cattolica all’art. 380. Fino al V secolo nessun giorno particolare era dedicato agli angeli custodi, il cui ufficio cadeva il 29 settembre, in concomitanza con la festa di san Michele Arcangelo. L’uso di una festa particolare nacque a Valencia nel 1411, quando si istituì una festa per l’angelo protettore della città. Anche in Francia ci fu un’iniziativa simile. Durante il secolo successivo l’idea si diffuse dalla Spagna nel Portogallo e poi in Austria e nelle regioni italiane più influenzate dagli Asburgo. Già nel Cinquecento nacquero le prime “Compagnie dell’Angelo Custode”, che si diffusero ampiamente agli inizi del Seicento sotto l’influenza della pubblicazione di diversi trattati teologici e l’impulso di diversi ordini religiosi fra cui, ad esempio, i Padri Somaschi. La spinta decisiva venne da papa Paolo V, che in una bolla del 1614 assegnò specifiche indulgenze ai membri delle compagnie dell’angelo custode aggregate all’Arciconfraternita di Roma e che compissero particolari atti meritori. In parallelo alla diffusione della pietà popolare ebbe luogo il riconoscimento liturgico della festa. Nel “Messale Romano” di papa Pio V (1570) furono indicate quattro feste consacrate espressamente agli angeli, quelle dedicate agli angeli custodi (il 2 ottobre), all’arcangelo Gabriele, all’arcangelo Michele e all’arcangelo Raffaele. Soppressa da Pio V, la festa in onore degli angeli custodi fu ristabilita nel 1608 da papa Paolo V ed estesa alla Chiesa universale. Nel 1670 papa Clemente X la rese obbligatoria per tutta la Chiesa latina, sempre alla data del 2 ottobre.

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