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San Pio V, protagonista della controriforma

Sebbene i poteri temporali medievali della Chiesa fossero già stati distrutti decenni prima, il tentativo di san Pio V di riaffermare l'influenza papale era in sintonia con il suo rifiuto totale della Riforma.

“Deus, qui, ad conterendos Ecclésiæ tuæ hostes et ad divínum cultum reparándum, beátum Pium Pontificem Máximum eligere dignatus es: fac nos ipsius defendi præsidiis et ita tuis inhærere obsequiis; ut, ómnium hostium superátis insidiis, perpétua pace lætémur. Per Dóminum nostrum Jesum Christum… Amen.”

“O Dio, che per abbattere i nemici della tua Chiesa e per restaurare il culto divino, ti sei degnato di eleggere il beato Pontefice Pio; concedici di essere difesi dalla sua protezione e di attendere al tuo divino servizio così da meritare di essere liberati dalle insidie dei nemici e di godere perpetua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo… Amen.”1

Papa san Pio V nacque il 17 gennaio 1504 da genitori poveri di nobile stirpe a Bosco Marengo, vicino ad Alessandria, in Piemonte. Lavorò come pastore fino all’età di 14 anni, quando incontrò due domenicani che riconobbero la sua intelligenza e la sua virtù. Si unì ai domenicani e fu ordinato sacerdote a 24 anni. Insegnò filosofia e teologia per 16 anni, durante i quali fu eletto priore di molte case. Salito al soglio di Pietro il 7 gennaio 1566, continuò ad indossare l’abito bianco dei figli di san Domenico. Da quel momento in poi la veste bianca divenne abito proprio per tutti i papi successivi.

Papa san Pio V fu il primo riformatore completo a regnare come papa da quando Martin Lutero inchiodò le sue 95 tesi alla porta della chiesa di Wittenberg. I papi del primo periodo della Riforma tardarono a comprendere il terremoto scatenato da Lutero e rimasero impantanati in complesse e disastrose crisi politiche che coinvolgevano infiniti intrighi e mutevoli alleanze tra le grandi potenze europee.

Allo stesso tempo, l’Inghilterra si perse nelle macchinazioni di Enrico VIII, che generò uno scisma doloroso, ed edificando de facto una nuova Chiesa opposta a quella di Roma, la quale rimane l’unica vera Chiesa fondata da nostro Signore Gesù Cristo. In tutto questo, la Chiesa affrontò a fatica i malesseri interni, spirituali e strutturali, che avevano stimolato la Riforma, e il potere religioso e politico del protestantesimo avanzò.

La grande speranza di riforma si aprì a Trento solo nel 1545, quasi trent’anni dopo le 95 Tesi. Il Concilio si protrasse, tra molte controversie e difficoltà, per tre periodi distinti prima di concludere i suoi lavori nel dicembre 1563. Dopo la chiusura formale del Concilio, Papa Pio IV ne approvò i canoni e i decreti e, un anno dopo, promulgò la Professio Fidei Tridentinae, aggiungendo essenzialmente al Credo niceno 12 articoli di fede concisi riguardanti i principali insegnamenti teologici.

San Pio V si basò sul lavoro di attuazione del suo predecessore e lo portò avanti. Sebbene i poteri temporali medievali della Chiesa fossero già stati distrutti decenni prima, il tentativo di san Pio V di riaffermare l’influenza papale era in sintonia con il suo rifiuto totale della Riforma. Arrivò anche a scomunicare Elisabetta I d’Inghilterra per la sua politica scismatica e persecutoria nei confronti dei cattolici.

Dopo oltre 500 anni dall’inizio della Riforma luterana, il pontificato di san Pio V e gli eventi incredibilmente importanti che lo hanno portato meritano un attento esame da parte della Chiesa del nostro tempo. La Chiesa di oggi continua a lottare con i nemici esterni  e anche con i nemici interni, più letali dei primi.

San Pio V e la visione della vittoria a Lepanto – (Lazzaro Baldi – 1673, Collegio Ghislieri di Pavia

Dopo tutto, Lutero, prima monaco agostiniano, stava reagendo ai problemi della Chiesa del suo tempo, ma lo fece non cercando un rinnovamento spirituale all’interno della Chiesa, bensì separandosene da essa, e creando ex novo una sua teologia personale. Altri, ancora più radicali, ne seguirono l’esempio. Vale la pena di notare che uno dei principali scopi originari di Trento era la riconciliazione con i protestanti, che furono invitati al Concilio e che di fatto vi parteciparono durante la sua seconda fase.

Alcuni Padri conciliari erano comprensivi nei confronti di alcuni aspetti della teologia protestante, in particolare per quanto riguarda i mezzi di salvezza, ma l’abisso generale scavato dal rifiuto della santa Messa, dei sacramenti e dell’avversione alla presenza reale di Cristo nella santa Eucarestia in particolare, e dell’autorità generale della Chiesa era troppo ampio da colmare. Le armi per combattere i nemici della Chiesa e le eresie in modo particolare, sono quelli adoperati da questo protagonista della Controriforma.

San Pio V fu un uomo di preghiera: incoraggiò la recita del Santo Rosario e nel 1569 emanò un documento intitolato Consueverunt Romani Pontifices (Sul Rosario), stabilendo il formato del Rosario che si usa più comunemente pregare oggi. Questo è lo stesso Rosario che la Madonna donò a San Domenico nel 1214. 

Trascorreva lunghe ore davanti al Santissimo Sacramento nonostante il suo pesante carico di lavoro.

Rese obbligatorio lo studio della Summa Theologica di San Tommaso nei seminari.

Promosse gli insegnamenti del Concilio sulla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e le affermazioni dottrinali sui sacramenti dell’Ordine e del Matrimonio. Rese chiari anche gli insegnamenti della Chiesa sul Purgatorio e le Indulgenze.

San Pio V fu anche la forza trainante della coalizione della Lega Santa, che sconfisse in modo decisivo i Turchi e salvò l’Europa dall’avanzata verso ovest dell’Impero Ottomano. Non fu un compito facile: a causa del potere politico fortemente indebolito del papato, tutte le grandi potenze cattoliche d’Europa, ad eccezione di Spagna e Venezia, respinsero la richiesta di Pio di unirsi alla Lega Santa per fermare l’avanzata turca nel Mediterraneo. Tuttavia, contro ogni previsione e con l’aiuto della Madonna del Rosario, le forze della Lega Santa sconfissero i Turchi a Lepanto il 7 ottobre 1571. Grazie all’opera di san Pio V e alle sue preghiere, l’avanzata occidentale degli Ottomani fu fermata.

I suoi sei anni di pontificato furono intensissimi, e lo videro costantemente in guerra con due massicce forze nemiche: gli eretici protestanti e la diffusione delle loro dottrine in occidente, e gli eserciti turchi che avanzavano dall’oriente.

Il suo pontificato fu dedicato all’applicazione delle riforme del Concilio di Trento, all’innalzamento del livello morale e alla riforma del clero e al forte sostegno alle missioni estere. Durante il suo pontificato fu completato il Catechismo del Concilio di Trento e revisionato il Breviario Romano e il Messale, che rimasero in uso fino alle riforme del Vaticano II. E tutt’oggi in vigore nella celebrazione della santa messa in rito straordinario, la cosiddetta messa tridentina o di san Pio V.

Papa Pio V morì il I maggio 1572, per una dolorosa malattia, pronunciando “O Signore, aumenta le mie sofferenze e la mia pazienza!”. È sepolto a Santa Maria Maggiore a Roma e fu beatificato da Clemente X nel 1672. Fu canonizzato da Clemente XI nel 1712. La memoria liturgica ricorre il 5 maggio secondo il vetus ordo e il 30 aprile secondo il novus ordo.

Dopo più di cinque secoli, San Pio V offre ancora molte lezioni applicabili alle nostre circostanze attuali. Che la Chiesa esamini con attenzione lui e i suoi tempi complessi per affrontare le sfide del tempo presente, non dissimile da quello passato, e non scendendo a compromessi, bensì mantenendosi saldi alla fede trasmessa dai santi Apostoli.

Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l’ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano!2


Note

  1. Preghiera di colletta della messa per la memoria di San Pio V, nel rito straordinario.
  2. 1Cor 15,1-2  Testo CEI74

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