La fondazione della Chiesa – Gli apostoli

La fondazione della Chiesa – Gli apostoli

Gesù Cristo ha necessità di qualcuno che possa costituire la Chiesa nascente, che dopo di Lui dovrà essere mandata in ogni parte del mondo per diffondere la sacra religione cattolica.
Gesù Cristo ha necessità di qualcuno che possa costituire la Chiesa nascente, che dopo di Lui dovrà essere mandata in ogni parte del mondo per diffondere la sacra religione cattolica.

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Gesù Cristo ha necessità di qualcuno che possa costituire la Chiesa nascente, che dopo di Lui dovrà essere mandata in ogni parte del mondo per diffondere la sacra religione cattolica.

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Uno degli avvenimenti più importanti della fondazione della Chiesa è la chiamata dei dodici. Gesù Cristo ha necessità di qualcuno che possa costituire la Chiesa nascente, che dopo di Lui dovrà essere mandata in ogni parte del mondo per diffondere la sacra religione cattolica. I Dodici vennero scelti nella cerchia dei discepoli, e Gesù Cristo stabilì, di sua iniziativa, chi avrebbe costituito questo corpo apostolico. Tuttavia, saremmo tratti in errore, se pensassimo che questa scelta di Cristo sia stata una scelta o di convenienza o di natura socio-politica. Assolutamente no. Gesù Cristo si preparò all’atto della scelta dei Dodici con la preghiera, che compì su un monte. Quindi, questa chiamata non è simile a quella di una società mondana. La Chiesa si costituisce non come società, ma prima come corpo sacro, mistico, di un Dio. L’anima della Chiesa pone il proprio fondamento sul vicario del Padre, che è Gesù Cristo. Per questa ragione, la chiamata avviene in stretto accordo con il Padre celeste e per Suo incarico. La chiamata fa parte dell’attuazione dell’eterno disegno dell’economia divina. Gli uomini accolti nella cerchia, nel momento della chiamata, sono attorno a Cristo: questo evento non è casuale. Se è vero che Ubi Petrus, Ibi Ecclesia, è ancora più vero, ed è più forte, affermare che Ubi Christus, ibi Ecclesia. In anima e corpo. Gli apostoli e Cristo sono sempre uniti, dalla fondazione della Chiesa, fino alla fine dei tempi. La chiamata avviene su di un monte. Nella S. Scrittura, il monte è luogo privilegiato dove si manifesta ciò che Dio vuole per la nostra salvezza. La rivelazione, come sul Tabor, quando Gesù si trasfigura rivelando la sua natura divina; il mistero, come il Calvario, luogo dove si consuma il sacrificio di redenzione di Cristo, che meritò de condigno per excellentiam la nostra salvezza. La menzione del monte eleva al di sopra della banalità della vita e della storia umana, simboleggia la trascendenza divina.

I Dodici furono privilegiati, pertanto, rispetto agli altri discepoli. Essi, infatti, ricevettero, oltre alla potestà di insegnare al popolo in parabole, una particolare manifestazione del regno di Dio (Mc. 4, 10; 7, 17-23; 10, 10-12), il segreto messianico di Cristo, le predizioni sulla Passione e le istruzioni sul vero concetto del discepolato (Mc. 8,31; 9,30;10,32; Mt. 10, 5-33). Solo i Dodici celebrarono l’ultima cena con il Signore.

Nonostante tutti questi carismi e questi insegnamenti, i loro cuori non riuscirono ancora a comprendere il vero messaggio di Cristo. Fu solo con la Pentecoste, dove lo Spirito Santo aprì loro gli occhi per intendere la parola e le opere di Gesù Cristo.

Possiamo poi chiederci: il numero dodici è casuale? No. 

Presso i Semiti, questo numero ricopriva un ruolo e un significato assai importante. Per gli Israeliti, dodici era il numero dei patriarchi e delle tribù da essi derivate (Mt. 19, 28; Atti 26,7). La scelta dei Dodici ricordava i dodici patriarchi, si costituiva in questo modo un segno di adempimento. Dal tempo messianico, si attendeva la ricostituzione delle dodici tribù di Israele. Si attendeva un Nuovo Israele, un Israele nello spirito, che avrebbe rimpiazzato l’Israele della carne. Gesù costituisce i nuovi patriarchi del Nuovo Israele: è inequivocabile il paragone con Giacobbe, tanto più quando si considera che su Cristo si vede aprirsi il cielo, con gli angeli che salgono e scendono (Gv. 1, 51), come Giacobbe (Gen. 28, 10-11) vide in sogno angeli salire e scendere lungo una scala. Nonostante il nuovo popolo, quindi, derivi dall’antico, si capisce però che, contemporaneamente, lo trascende. I Dodici infatti, nel regno di Dio, siederanno sui troni e giudicheranno le dodici tribù di Israele (Mt. 19, 28).


Bibliografia essenziale:

Matth. 16, 18; 28, 18-20.
Ef., 5, 26-27.
Mons. M. Schmaus, Dogmatica Cattolica, III/1: La Chiesa, Ed. Marietti. 1959.
Enciclopedia Apologetica, C. VI, I, §1., ed. Paoline, 1954.

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